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Cronaca

Operazione Triangolo, le prime testimonianze sull'inchiesta rifiuti

Diciannove indagati, tra i quali nomi noti dell'imprenditoria alessandrina nel settore delle cave e della lavorazione rifiuti. Un centinaio i testimoni che saranno chiamati a rendere deposizioni davanti al giudice del tribunale di Alessandria. In aula, ieri, i primi tre testimoni: funzionari e dipendenti della Provincia che hanno effettuato sopralluoghi nei siti oggetto di indagine
CRONACA - Diciannove indagati, tra i quali nomi noti dell'imprenditoria alessandrina nel settore delle cave e della lavorazione rifiuti. Un centinaio i testimoni che saranno chiamati a rendere deposizioni davanti al giudice del tribunale di Alessandria.
Sono stati sentiti ieri, martedì 19, in aula i primi tre testimoni: funzionari e dipendenti della Provincia che hanno effettuato sopralluoghi nei siti oggetto di indagine, denominata "Triangolo".
Dalle prime battute è emerso come nelle cave o impianti di trattamento dell'alessandrino venivano stoccati, lavorati o interrati, rocce e terre da scavo i cui parametri, in alcuni casi, non rispettavano i limiti di legge.
L'inchiesta era stata condotta dai carabinieri del Noe e dalla Forestale di Alessandria, coordinata dalla Procura distrttuale antimafia di Torino.

I principali reali contestati dalla Procura sono smaltimento e traffico illecito dei rifiuti. Secondo la tesi accusatoria, per risparmiare sui costi di smaltimento, i rifiuti provenienti da cantieri stradali, ferroviari, scarti da lavorazione di Liguria, Piemonte e Lombardia non venivano fatti controlli o venivano eseguiti non a norma di legge. Alla cava di strada Capannori, a Tortona, ad esempio, l'azienda avrebbe dovuto trasmettere report all'ente di controllo, la Provincia, ogni 5 mila metri cubi stoccati, ma durante alcuni controlli sarebbe emerso come le montagne di terra e rifiuti arrivavano a misurare anche 30 mila metri cubi.
A processo sono chiamati  Giorgio e Alberto Franzosi; Valerio Bonanno, alla guida della Sap; Ugo Busi e Daniela Busi, a capo della Busi Ugo di Castelceriolo (Alessandria); Francesco Paolo Caovilla, di Sarezzano, dipendente della Franzosi Cave; Ines Capuana, residente in Svizzera, già amministratore della Ecoge di Genova; Alessandro Cavanna, di Sant’Olcese (Genova), gestore della Ecoge insieme a Gino Mamone, residente ad Avolasca e marito della Capuana, anch’egli a processo; Sandro Gandini e Andrea Gandini, padre e figlio di Voghera, titolari della Autotrasporti Gandini e della Eurosabbie; Francesco Ruberto e Daniele Ruberto, padre e figlio alla guida delle aziende Idrotecnica, Ruberto Scavi, Ruberto Spa e Immobiliare Patrizia, indagati insieme a Patrizia Guarnieri, moglie di Francesco Ruberto e titolare della Edilderthona; Giorgio e Christian Perasso, di Arquata Scrivia, alla guida della Perasso Giorgio; Mansueto Serreli, di Alessandria, gestore della ex cava Vidori di Tortona per conto di Ruberto; Loredana Zambelli, di Serravalle Scrivia, responsabile del laboratorio Biogest di Novi Ligure; Laura Zerbinati, di Druento (Torino), consulente del gruppo Ruberto.
Le deposizioni sono programmate fino ad aprile 2019. 
 

20/06/2018

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