Alessandria

#Note di protesta: Conservatorio in agitazione. "Manifestazione e ultimatum al Ministero"

Una manifestazione sabato 13 febbraio per fare fronte comune e scendere in campo a difesa dell'Alta Formazione Musicale rappresentata in cittą dallo storico Conservatorio "A. Vivaldi". Informazioni sulla protesta e una "non stop" di musica. Intanto si spera in risposte entro fine mese dal Ministro...
 ALESSANDRIA -  “Siamo agitati, preoccupati, disorientati e anche un po’ stanchi di lavorare in queste condizioni”. Così la direttrice del Conservatorio “A. Vivaldi”, Angela Colombo, ha definito lo stato d’animo dell’istituto, di presidenti, docenti e studenti soprattutto. Una istituzione “tranquilla” – come la ha definita il presidente Roberto Livraghi – che però dopo 16 anni di attesa di una riforma mai partita, ora “batte i piedi” e vuole fare sentire la propria voce.

La forma di protesta nasce proprio dalla mancata attuazione della riforma del sistema di alta formazione artistico- musicale (Afam), “attesa dal 1999 e ancora in itinere”. A queste promesse mai mantenute e di fronte ad una situazione che non è mai progredita, ma anzi peggiorata, si aggiungono anche altre richieste come “il nuovo sistema di reclutamento dei docenti, l’ordinamento di tutti i corsi di studio (il biennio è ancora sperimentale), la statalizzazione degli istituti musicali e l’incremento di risorse”. Come se non bastasse “da tre anni – spiega la direttrice del Conservatorio – è anche decaduto il Cnam, l’organo consultivo di sistema che era un riferimento utile per gestire le trasformazioni e per lavorare concretamente sulla didattica”.

Forse prima di dare agevolazioni ai privati, come previsto ora dal Miur (Ministero di Istruzione, Università e Ricerca) “forse sarebbe meglio sistemare noi”. E per noi si intende un intero mondo che rappresenta la storia dell’Italia: 77 istituti di alta formazione musicale (54 Conservatori statali, 19 non statali e 4 istituti accreditati), 50 mila studenti di cui il 10% stranieri, con oltre 6 mila diplomati l’anno (il Vivaldi conta 500 studenti, che arrivano a 700 se si considerano anche i bambini e gli adulti dei due rispettivi corsi), 7 mila eventi complessivi (100 realizzati dal Conservatorio di Alessandria), 6 mila docenti (88 al Vivaldi), 1500 unità tra personale amministrativo e ausiliario. Questi sono i numeri che rappresentano questo enorme e importante sistema culturale che ha deciso di chiedere maggiore attenzione da parte del Ministero.

Così è stata presentata dalle Conferenze unite dei Conservatori (presidenti, direttori e studenti) una mozione per chiedere maggiore attenzione e risposte e azioni concrete e immediate al Ministero. Una sorta di ultimatum, che vede la fine di febbraio come data ultima per la realizzazione delle necessità di questi istituti di alta formazione e per garantire anche l’efficacia delle procedure per l’avvio del prossimo anno accademico. “Altrimenti finiremo per scomparire” ha schiettamente precisato la direttrice Colombo.

Se da un lato quindi c’è l’attenzione chiesta alla sfera politica e amministrativa, dall’altra il Conservatorio Vivaldi chiede anche il sostegno e la mobilitazione della gente, della “sua gente”, cioè della città. #Note di protesta rappresenta quindi una manifestazione organizzata dalla Consulta degli studenti (Andrea Celeste Prota, Francesco Maria Mariotto e Chris Iuliano) per sabato 13 febbraio che vuole essere una giornata di informazione sulle problematiche, ma anche di musica. Il Conservatorio resterà quindi aperto per fare “fronte comune” nella giornata di sabato dalle 11 alle 12 e dalle 14.30 alle 18. Nello stesso orario pomeridiano prenderà il via anche una “non stop musicale, con lezione aperta dell’orchestra di fiati e via via esibizioni di tutti gli studenti”. Ancora in forse e in fase di organizzazione (con richiesta permessi al Comune) anche una “passeggiata musicale” per il centro storico: “in giro per il centro suonando, per farsi sentire!” spiegano i rappresentanti degli studenti.

Il Conservatorio si è aperto molto alla città, “ora ci farebbe piacere che tutti aiutassero questo storico istituto ad amplificare la propria voce, il proprio grido di protesta”.
9/02/2016
Giulia Boggian - giulia.boggian@alessandrianews.it