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Politica

Nel bilancio di previsione fa sempre capolino il "dissesto". Perché?

Il bilancio di previsione 2017-2019 portato in Consiglio comunale giovedì sera avrebbe dovuto guardare al "domani", alle proposte per il futuro della città che per l'amministrazione Rossa si chiamano "investimenti". Mentre nel dibattito si torna sempre al passato, che in una parola è "dissesto". Così all'opposizione c'è chi lo nega e chi ne vede un altro possibile alle porte....
 ALESSANDRIA - Quello che è stato, quello che è e quello che sarà. Ovvero l'Alessandria di ieri, di oggi e di domani. Partendo a ritroso, per il futuro il bilancio di previsione 2017-2019 e il Dup (Documento unico di programmazione) portati in Consiglio comunale giovedì sera dall'amministrazione comunale hanno avuto una parola d'ordine: investimenti. Quelli che non sono stati possibili fino alla chiusura della crisi di Palazzo Rosso, e che oggi invece guardano a risorse sugli edifici scolastici e sulla loro messa in sicurezza (7 milioni), ma anche su impianti sportivi e immobili; poi sicurezza e quindi impianto di videosorveglianza (70 mila euro) e illuminazione, come ha ricordato l'assessore al bilancio Giorgio Abonante. “Un sostanziale allineamento e stabilizzazione tra spese e entrate per la parte economica e un lavoro ancora non sufficiente su quella invece finanziaria, che deve migliorare per portare ad un abbassamento dei tempi di pagamento dei creditori, ancora fermo a 200 giorni”.
Nonostante quindi questo sia il primo vero bilancio che guarda avanti dopo la chiusura del dissesto, questa è in realtà l'altra parola chiave di tutto il dibattito politico. Difficile, soprattutto dai banchi dell'opposizione, staccarsi da quel ormai lontano 2012: “questo bilancio non è completo, manca tutta la parte dei debiti che ci si trascina dal dissesto e di tutta la partita gestita dall'Osl, Organismo straordinario di liquidazione. E' corretto questo? Il comune e quindi la città si portano sul groppone i debiti, almeno 12 milioni. L'uscita dal dissesto sembra più una favola che non la realtà” è il commento che arriva dal Movimento 5 Stelle, che prelude per il mancato inserimento nel previsionale di questa partita, “il rischio di un secondo crack, per cui informeremo anche la Corte dei Conti di questo”. Sulle due partite ancora parallele di Osl e Bilancio comunale si erano già espressi in commissione anche i Revisori dei Conti: "l'auspicio è di poter tornare presto a ricongiungerli per dare continuità di bilancio". E sulle criticità dichiarate dai 5 stelle, il direttore Economico Finanziario Antonello Paolo Zaccone ha risposto con un documento, con cifre precise sulla situazione economico- finanziaria (qui il documento scritto dal ragioniere capo). 

Poi c'è l'altra metà di minoranza, quella delle forze di centrodestra, che invece ha ancora un'altra visione: “il dissesto non si doveva dichiarare, non c'era”. E le ricadute si sono sentite sugli alessandrini in questi anni: “poca o nulla la manutenzione sulle telecamere e quindi le ricadute sulla sicurezza; ma anche decoro urbano, investimenti....” tutte questioni che sono state trattate sotto forma di “integrazioni o modificazioni” (cioè emendamenti, ndr) al Documento unico di programmazione da parte di Roberto Sarti (Lega Nord), Maurizio Sciaudone (FI) e Emanuele Locci. Un “contributo” che per buona parte della minoranza (fatta eccezione per i 5 stelle, Locci e Ciro Fiorentino) si è esaurita lì, però. Attimi di gloria che hanno visto abbandonare l'aula per la discussione, confronto e votazione finale (come si vede dalla foto).

Un lavoro, quello di risanamento, portato a termine “a testa alta” come hanno sottolineato l'assessore al Bilancio e il sindaco stessa. Che hanno criticato l'impostazione data al dibattito che “continua a voltarsi e a guardare indietro, anziché avanti, e in più senza dare proposte alternative”. Così dai banchi della maggioranza, a difesa del lavoro della giunta Rossa di questi 5 anni è stato chiesto, rivolgendosi al Movimento 5 Stelle “voi cosa avreste fatto al posto nostro se fosse stati chiamati a governare nel 2012, con 200 milioni di buco?”. Serve “rispetto per il lavoro fatto da persone per bene” ha rincarato Francesco Di Salvo (Pd). Così sia sul Dup che sul bilancio di previsione il voto favorevole è arrivato dalla maggioranza, compreso Simone Annaratone, ormai esponente del Quarto Polo per le prossime elezioni e a gran sorpresa da Gheorghe Raica, che ha elogiato il lavoro svolto da Rita Rossa, dando “fiducia” a quanto ancora si può fare per la città. Contrari i superstiti tra i banchi dell'opposizione: Locci (Fratelli d'Italia) che già in atmosfera “elettorale” non ha esitato a tirare le orecchie ai colleghi di minoranza, “poco presenti in tutti questi 5 anni”, Ciro Fiorentino (Federazione della Sinistra, anche lui ormai con tutti e due i piedi nel Quarto Polo) e i due esponenti dei 5 Stelle, Di Filippo e Cammalleri che da componente “giovane” non ha esitato a parlare di “disastro” compiuto negli anni prima del 2012 e dalla mala gestione di questa amministrazione di centrosinistra.

Una occasione (forse) mancata di confronto su proposte per il futuro della città, come può essere il carattere attrattivo di Alessandria per investimenti privati, il mantenimento del Tribunale qui, l'ospedale....tutti temi che come ha correttamente sottolineato Locci “ormai fanno parte della campagna elettorale in corso”. E quindi il destino della città è segnato: saranno le elezioni di giugno a dare risposte?
1/04/2017

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