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Alessandria

Il Cangiassi rimesso in gara, il Bar Piccadilly demolito. E l'ex Zerbino?

L'amministrazione comunale detta le sorti dei tre eco-mostri dei giardini. Nuovo bando di gara, ribassato del 20%, per l'ex Cangiassi, mentre verrà buttato giù l'ex Bar Piccadilly, con possibilità a chi volesse investire di costruirci una nuova struttura. Ancora incerto il destino dell'ex Zerbino, che comunque per ora viene tenuto dal Comune. "Magari per farlo diventare una velo-stazione per il parcheggio bici"
 ALESSANDRIA - Forse il destino dei tre “eco-mostri” dei giardini è deciso: dopo il balletto che va avanti da mesi, con il fallimento della gara pubblica per la concessione del diritto di superficie trentennale, forse si è arrivati alla decisione per ognuna delle tre strutture in stato di disuso, per le quali è giunta l'ora di “definire una destinazione d'uso” come ha spiegato in commissione Territorio, l'assessore Marcello Ferralasco.

Così l'ex Cangiassi, che è quello che nel recente passato è già stato risistemato con un camouflage di abbellimento, sarà rimesso “sul mercato”, riaprendo un nuovo banda di gara pubblica, con un ribasso del 20% (al prezzo di 19 mila 450 euro più un canone aggiuntivo di 10 mila 400 euro). Cosa potrà diventare? Attività commerciale con generi quali “gelateria/pasticceria con bar/sala da tè di servizio, bar/ristorazione, e/o vendita di articoli sportivi e per il tempo libero, di prodotti del territorio o a tutte assimilabili”. Nella delibera si parla sì di gara pubblica, ma con un dettaglio che potrebbe far pensare che una qualche idea di chi lo prenderà ci sia già: “proposizione gara pubblica per la concessione e costituzione del diritto di superficie trentennale a mezzo di trattativa privata previa gara ufficiosa....”.

Diverso destino per l'ex Piccadilly, che è quello più mal messo ad oggi. “Sarà demolito”. L'affidamento diretto (sotto i 40 mila euro) per la demolizione dovrebbe avvenire entro fine anno, al massimo entro l'inizio del 2017. In questo caso le possibilità per quel pezzo di sedime sono due: potrebbe restare uno spazio verde, oppure potrebbe essere ceduto nuovamente il diritto di superficie post-demolizione con il dovere di crearvi un nuovo edificio che anche in questo caso può avere diverse destinazioni d'uso, con attività di carattere commerciale come vendita giornali/riviste/ generi vari, prodotti del territorio, generi alimentari/dietetici, pane/torte/dolciumi/caffetteria, ristorazione/bar. Prezzo base di 21 mila euro cui si deve aggiungere il canone per tutto il periodo trentennale di 21 mila 165 euro. Un valore decisamente inferiore vista la demolizione dell'attuale struttura, rispetto a prima. E qui fioccano le proposte. Il consigliere Paolo Berta lancia l'idea di farlo diventare uno spazio con un palco fisso, per musica dal vivo, ma da utilizzare anche per le cerimonie, per gli incontri pubblici. I 5 stelle pensano ad un “distaccamento” della Polizia Municipale, così da avere sul posto una maggiore sicurezza. Tutte buone idee, “che dipenderanno però dalla volontà di privati di investire in una nuova struttura”.

E L'ex Zerbino?. “Quello per ora ce lo teniamo” ha risposto l'assessore Ferralasco. Su questa struttura si stanno facendo degli studi, che dovranno però entro il nuovo anno portare ad una decisione su cosa farlo diventare. Dopo qualche lavoretto di sistemazione, potrebbe diventare una “velo-stazione”, ovvero uno spazio di parcheggio delle biciclette, al posto dell'attuale nel parcheggio della stazione. E con esso anche altre attività collaterali, come un “info-point” turistico, con informazioni su orari dei bus, sui musei, come proposto dal pentastellato Andrea Cammaleri. “Lo spazio lo consente – ha spiegato Ferralasco – e quindi potrebbero convivere più attività”.

Per buona parte della minoranza, Forza Italia e in un certo senso anche per il Movimento 5 Stelle, nella figura del consigliere Domenico Di Filippo il problema è la “mancanza di visione di riqualificazione complessiva dei giardini e di tutta l'area che dovrebbe essere il biglietto da visita per chi arriva”. Poco frequentata in alcune ore della giornata, perché non ci sono “belle frequentazioni”, perché manca la sicurezza. “C'è bisogno di un disegno più ampio”. Di Filippo si astiene nella votazione del provvedimento, mentre Locci del Pdl decide di non partecipare al voto.
16/12/2016

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