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Alessandria

E se il centro storico fosse rivoluzionato?

Uno studio dell'architetto Boidi e del Politecnico di Milano, sostenuto dalla Fondazione Cra, cambierebbe il volto di piazzetta della Lega e piazza della Libertà
ALESSANDRIA - Un sogno, o forse no, per Alessandria: è la proposta per il centro storico elaborata – su input della Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria - dagli architetti Sergio Boidi (alessandrino) e Nicole De Togni e dall’ingegner Stefano Della Torre del Dipartimento di Architettura, Ingegneria delle costruzioni e Ambiente costruito del Politecnico di Milano, con i rilievi e le elaborazioni grafiche realizzati anche dagli architetti Pietro Caspani e Mattia Ferrari.  “Questo potrebbe essere un modo - sottolinea Boidi - per aprire un dibattito virtuoso e un confronto non solo con le istituzioni, ma con tutti gli alessandrini”.

La base della 'visione' è una profonda modifica dell’area di piazzetta della Lega e piazza della Libertà: “Il punto di partenza - spiega Boidi - è il decadimento del centro. È venuto insomma a mancare quello, che con un po’ di enfasi, si potrebbe chiamare ‘cuore della città’”.

Cosa fare? “Su piazzetta della Lega convergono sette vie - corso Roma, via Alessandro III, vicolo dell’Erba, via Vochieri, via Milano, via dei Martiri e via San Lorenzo - e si è immaginato di intervenire, in maniera anche ironica, con applicazioni architettoniche omogenee riprendenti alcune porte storiche d’Italia come la Porta Gotica del Parco di Monza, l’Arco di Augusto a Rimini, l’Arco Bollani di Andrea Palladio a Udine, il portale d’ingresso di Palazzo Zuccari a Roma e l’arco d’ingresso di Sant’Andrea di Mantova di Leon Battista Alberti”.
Come verrebbero realizzate? “Con materiali leggeri, recuperabili, non inquinanti e sostituibili in caso di necessità, adatti pure a resistere alle intemperie per un certo periodo di tempo".

Piazza della Libertà, invece, cambierebbe completamente: "Sì - ammette l’architetto - Se da un lato piazzetta della Lega potrebbe essere il luogo della felicità, con queste installazioni un po’ fuori dal normale, la piazza dovrebbe avere un’immagine più seria. Sarebbe, in effetti, un luogo fatto da... due piazze: una il recupero di quando c’era la cattedrale e prima che Napoleone spianasse tutto, l’altra avrebbe invece il suo punto di forza nel verde e nell’acqua, con una nuova fontana e senza auto”.

Alessandria muterebbe profondamente il suo volto. “È il nostro obiettivo - ammette Boidi - nonché quello della Fondazione Cra, che ha sostenuto l’intero percorso. La realtà è che una città non può vivere solo per il commercio, pur importante. L’immagine conta: se questa è decadente, gli effetti negativi risaltano subito agli occhi di chiunque”.

17/05/2019

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