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Arquata Scrivia

Cantiere Terzo Valico fermo: "Cociv non paga". E arriva anche Report

Il cantiere a Radimero di Arquata è fermo da ieri. Le ditte che hanno il subappalto da Cociv per le opere propedeutiche lamentano di non ricevere i pagamenti concordati. Cociv, però, rigetta l'accusa di inadempienza e intima le ditte a riprendere i lavori. Intanto nel basso Pieve, a Novi Ligure, è arrivata una troupe di Report
ARQUATA SCRIVIA - AGGIORNAMENTO: Il Consorzio Cociv, general contractor dei lavori di realizzazione dell'Alta Velocità Tortona-Novi Ligure, confuta le affermazioni in cui viene dichiarato che "Cociv non paga il dovuto, dicono dalla Sif, la mandataria con sede in Casoria, Napoli, specializzata in fondazioni" e "Abbiamo circa 300 mila euro di fatture scadute ma, a breve, sono in scadenza 1,1 milioni di euro, solo per Sif. Come associazione temporanea di imprese, il 'buco', è di 1,8 milioni. Esborsi già sostenuti dalle ditte su un subappalto di 6 milioni di euro in totale".

Cociv precisa l'infondatezza delle dichiarazioni relativamente a una propria esposizione debitoria così come rappresentata nei confronti delle società componenti l'Ati Sif-Preve-Saos-Osg e nega qualsiasi inadempienza o insoluto al medesimo ascrivibili. Cociv, con raccomandata inviata il 20 febbraio 2015, ha comunicato all'Ati la risoluzione con effetto immediato del contratto per grave inadempimento, alla stesso esclusivamente attribuibile, con richiesta di danni relativi ai gravi ritardi accumulati proprio dall'Ati Sif-Preve-Saos-Osg nell'esecuzione delle prestazioni oggetto del contratto concernente i lavori di realizzazione di Pozzo Cascina Radimero ripetutamente contestati.

Un'altro stop ai cantieri del Terzo Valico dei Giovi. Questa volta ad incrociare le braccia non sono gli operai, ma le ditte sub appaltatrici per conto di Cociv, il general contractor, che stanno eseguendo i lavori propedeutici allo scavo.
"Cociv non paga il dovuto", dicono dalla Sif, la mandataria con sede a Casoria, Napoli, specializzata in fondazioni.
Insieme a Sif Spa, nel cantiere di Radimero, ci sono la Saos di Frosinone, la Osg di Napoli e la Preve di Cuneo. Una ventina, in tutto, gli addetti agli scavi della buca dove verrà calata la trivella per la realizzazione del tunnel di valico.
Le prime tre ditte si occupano dello scavo e della realizzazione della soletta, mentre la Preve sta realizzando la strada di accesso al cantiere.

"Abbiamo circa 300 mila euro di fatture scadute ma, a breve, sono in scadenza 1,1 milioni di euro", solo per Sif. Come associazione temporanea di imprese, il “buco” è di 1,8 milioni. "Esborsi già sostenuti dalle ditte su un subappalto di 6 milioni di euro in totale". 
Sif, in rappresentanza anche delle altre ditte, ha inviato a Cociv, e per conoscenza ai sindacati di categoria, una lettera in cui informava della sospensione dei lavori.
"Si tratta di un'opera da 6,2 miliardi di Euro, ci risulta che Cociv abbia negatività, ossia abbia anticipato, 20 milioni, il 3% dell'importo. Noi il 30%. Non ci sembra giusto".

I sindacati, che ieri sono stati nell'area di cantiere, si limitano a rilevare che seguiranno la vicenda per evitare che siano gli operai, provenienti in parte da Napoli e, in parte, da Milano, a pagare i ritardi.
Dal general contractor arriva, per contro, la richiesta di riprendere i lavori: "Cociv comunica che ha provveduto, in sede opportuna, a comunicare alla ditta la diffida all’immediata ripresa dei lavori contestando l’inesistenza delle richieste in quanto ad oggi non sussistono insoluti o inadempienze imputabili a Cociv". Il problema, pare di capire, partirebbe dal committente, ossia Rfi.

I mancati pagamenti non sono l'unico problema rilevato: ci sarebbe un ritardo nei lavori, perchè sul terreno consegnato non era stata fatta la bonifica bellica e mancava il via libera della sovrintendenza ai beni archeologici (in zona sono stati trovati reperti attribuibili al sito romano di Libarna che, però, non rivestono un interesse storico rilevante). Mancava anche la strada di accesso e il parcheggio per il cantiere, nell'area ancora da espropriare. 
Le ditte che lavorano al cantiere non sono le uniche a lamentarsi del mancato pagamento delle spettanze. Anche le strutture ricettive della zona che ospitano alcuni operai avrebbero lo stesso problema.

Sempre ieri, a Novi Ligure, è arrivata anche una troupe di Report, la trasmissione di Rai-3 condotta da Milena Gabanelli. I giornalisti hanno visitato in particolare il basso Pieve, dove hanno incontrato gli abitanti preoccupati per l'impatto che il supertreno avrà in quella zona della città.
20/02/2015

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