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Provincia

Anna Poggio alla guida dei metalmeccanici in Provincia

Anna Poggio è stata eletta dal congresso della Fiom Cgil segretaria provinciale per la categoria, guidata in precedenza da Mirko Oliaro. Il sindacato è alla ricerca di un nuovo ruolo: la sfida all'interno delle “nuove fabbriche” 4.0 passa dall'uguaglianza
LAVORO – Anna Poggio è il nuovo segretario provinciale di Fiom Cgil, il sindacato dei metalmeccanici della Cgil. A proporre la sua candidatura al congresso della categoria, che si è concluso ieri alla Casa di Quartiere di Alessandria, è stato il segretario uscente Mirko Oliaro e la segreteria.
Poggio, che negli ultimi anni era entrata a fare parte della segreteria generale, prende in mano un sindacato “sano” come dice Oliaro, con bilanci a posto ed un numero di iscritti in sostanziale tenuta.
Ma con una sfida impegnativa da portare avanti: adeguare il ruolo del sindacalista ad un mondo del lavoro – e della fabbrica - in forte cambiamento.
Lo spiegato Oliaro nella relazione finale, davanti ai 94 delegati da tutto il territorio. “La provincia di Alessandria, che ricordo essere la seconda in Piemonte per presenza industriale, è rappresentativa del preoccupante cambiamento in atto nel Paese”. Come? La vicenda “Bulgari” insegna: un'azienda moderna, internazionale, “afferente all'idea di standardizzazione del prodotto – dice – Altro non è che la concezione di Azienda-Mamma che fornisce tutte le risposte necessarie”. Insomma, un'azienda che “coccola” i dipendenti, li forma, fornisce servizi, fidelizza clienti ma anche dipendenti. E fiacca sul nascere le proteste.
Ma le”multinazionali modello” scaricano sulle piccole aziende “le proprie inefficienze”, aziende piccole che tagliano “salari e diritti” per risparmiare.

Che ruolo può avere, allora, il sindacato? Recuperare, ad esempio, il gap tra lavoratori assunti a tempo indeterminato e quelli somministrati, con contratti in scadenza, gli stranieri, le sacche di lavoratori, che pur ci sono e sono tanti, che non sono “sindacalizzati”, non sono rappresentati.
A livello più ampio, secondo Fiom, occorre riprendere le fila di una contrattazione nazionale, fornire servizi, lavorare unitariamente, insieme al sindacato confederale, la Cgil, di cui Fiom è sempre stata testa pensate autonoma, a volte anche in contrapposizione, a livello nazionale.
“Uguaglianza” era la parola d'ordine del congresso. “Non è vero che il sindacato è in crisi – ha concluso Luigi Camposano di Fiom nazionale – ma dobbiamo porci delle domande, capire dove passa la fatica e lo sfruttamento, senza paura di mostrarci per quel che siamo, un sindacato a vocazione maggioritaria”.
13/10/2018

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