
13:00 Dipendenti Aspal in assemblea permanente
Hanno procalmato lo stato di agitazione permanente e ad oltranza i dipendenti Aspal che questa mattina si sono riuniti in assemblea. Domani alle 11.30 le organizzazioni sindacali incontreranno nuovamente i lavoratori per decidere le prossime azioni. I lavoratori ritengono che l'accordo proposto dall'amministrazione sia "rischioso" e "capestro" che va a "rimarcare la differenza tra i dipendenti diretti del Comune e quelli delle partecipate e lo ritengono, pertanto, inaccettabile" ha spiegato Silvia Robutti, di Filcams Cgil
12:00 Rita Rossa: "sono solidale con i lavoratori. Chiedo però più tempo per trovare soluzioni"
Rita Rossa: "Sono consapevole della difficoltà della situazione e solidarizzo con i lavoratori che sono in presidio. I soldi nelle casse del comune non ci sono e i debiti sono colossali. Avevamo ipotizzato questa situazione ponte, attraverso la banca di Legnano, per
riuscire ad avere un margine di respiro. Abbiamo idea di come rilanciare Amiu e le partecipate,
ma ci occorre tempo. Per questo ho chiesto e chiedo l'intervento di Roma, perché allenti la rigidità delle norme sul dissesto: non possiamo rivedere in tre mesi un bilancio sul quale abbiamo messo mano da pochi mesi e che in gran parte non è stato impostato da noi. Quel che diremo a Monti e Napolitano è, intanto, che ci trasferiscano quel che devono al Comune, e che ci lascino la possibilità di utilizzarlo. Sono pronta ad iniziative anche forti di protesta se non saremo ascoltati. Posso assicurare che, per noi, non esistono lavoratori di serie A (i dipendenti comunali) e di serie B (le partecipate). Tutti hanno pari dignità e faremo il possibile ma, ripeto, abbiamo bisogno di tempo. Se i presidi in corso servono per mantenere alta l'attenzione sul problema, allora va bene. Abbiamo incontrato ieri sindacati, avremo contatti anche oggi per cercare una soluzione insieme".
Quando un vestito si comincia a logorare, via via che vengono applicate delle toppe, queste rischiano di diventare sempre più improbabili. Lo sanno bene
i dipendenti delle partecipate alessandrine, gli ultimi, in ordine di tempo, a essere colpiti dagli effetti
di un dissesto che morde nella carne viva dei cittadini di Alessandria.
Ieri, lunedì 27 agosto, per centinaia di dipendenti delle partecipate di Palazzo Rosso -
Amiu, Aspal e Atm - c’era stata la doccia fredda di
non trovare il consueto accredito dello stipendio. Da quel momento si è attivata una corsa contro il tempo da parte dell’Amministrazione e del Prefetto di Alessandria,
Romilda Tafuri, per trovare una soluzione. Nel pomeriggio in prefettura c’era stato un vertice con le banche e a seguire si è tenuto un lungo incontro con i
rappresentanti sindacali e i presidenti delle partecipate, per comunicare la soluzione adottata.
In pratica, come anticipato ieri sera, la via scelta prevede, come spiegato in un comunicato congiunto dal Prefetto e dal Sindaco “per un periodo di massimo due mensilità, eventualmente estendibile alla terza, l'erogazione, a favore direttamente dei dipendenti, di somme a titolo di anticipo sull'accredito degli stipendi. L'importo mensile finanziabile si attesta sul 90% della media degli ultimi tre stipendi ordinari percepiti dai lavoratori, attraverso l'apertura di credito in conto corrente a tasso e a costo zero. Le procedure necessarie all'erogazione saranno perfezionate e rese note nel giro di qualche giorno”.
Cosa vuol dire in pratica? Vuol dire che, grazie alla disponibilità della
Banca di Legnano, sarà possibile per chi lo desidera ricevere un anticipo del proprio stipendio - dopo aver
aperto un conto presso la banca, nel caso già non lo si possieda -
ottenendo un finanziamento da parte dell’istituto di credito, tale da coprire il 90% della media degli ultimi
tre stipendi ordinari, senza tenere quindi in considerazione eventuali straordinari o altri indennità maturate. A stipendi finalmente arrivati si avrà
tempo 6 mesi per restituire il credito. “Un vero e proprio ricatto” - come lo hanno definito i sindacati - “che non ci lascia certo soddisfatti, ma che non abbiamo avuto la possibilità di discutere in alcun modo. Ne abbiamo preso atto - spiega
Giuseppe Santomauro, della Cgil - capiamo si tratti di una soluzione tampone, ma non siamo ovviamente d’accordo con la scelta intrapresa. Abbiamo chiesto un tavolo tecnico al sindaco
Rita Rossa da svolgersi al

più presto, entro una settimana, per poter portare altre soluzioni per i prossimi mesi. Non ci piacciono
le differenze fra dipendenti del Comune, retribuiti per intero e tempestivamente,
e quelli delle partecipate, costretti a chiedere un vero e proprio prestito. Così come non ci piace che questa situazione sia esplosa il 27 del mese, mettendo in grave crisi chi si trova a dover pagare un mutuo e le bollette, e di fatto senza lasciare scampo all’offerta che viene presentata”.
Gli fa eco
Angelo Barrocu, della Cisl, che chiosa: “il giudizio che diamo dell’operazione è sicuramente negativo. Loro lo hanno comunicato, a noi non è rimasto che ascoltarlo. Ci rendiamo conto della gravità della situazione in cui versa il Comune, ma così un vero dialogo non c’è stato e non siamo stati messi nelle condizioni di proporre nessuna miglioria alla soluzione prospettata. I dipendenti, è facile immaginare, non la prenderanno bene, anche perché, sebbene a costo zero, un finanziamento è pur sempre un finanziamento, mentre qui si sta parlando del diritto ad avere il proprio stipendio. In più,
ci sentiamo presi in giro visto che gli accordi erano differenti, e già da luglio era stato avviato un percorso con l’Amministrazione di Palazzo Rosso che aveva garantito che gli stipendi sarebbero stati pagati correttamente fino a settembre, quando ci saremmo seduti insieme a un nuovo tavolo per pensare a soluzioni di più lungo respiro”.
A questo punto sarà interessante capire
cosa potrà succedere nei prossimi giorni, come la soluzione verrà presa dai dipendenti e cosa emergerà dal tavolo di lavoro fra Amministrazione e sindacati previsto per i prossimi giorni. Il sindaco Rita Rossa ha precisato durante il vertice di ieri in prefettura che
non esiste la volontà di fare “dipendenti di serie A o di serie B, ma che è legge a imporre al Comune di pagare in maniera diretta i propri dipendenti, così come devono fare le partecipate con i propri, con le quali Palazzo Rosso ha però
‘solamente’ un contratto per l’erogazione di alcuni servizi”. Il Primo cittadino ha poi ricordato l
’impegno di queste ore per tenere aperto un filo diretto con i vertici dello Stato, con il presidente
Giorgio Napolitano e con il primo ministro
Mario Monti, perché inviino al più presto i
Commissari che devono ripianare i conti dissestati della città,
sblocchino i fondi che lo Stato ancora deve trasferire al Comune e consentano di
dilazionare i tempi per il rientro del debito da parte dell’Amministrazione. In caso contrario, ha spiegato Rita Rossa, esiste una sola strada: “quella del taglio dei posti di lavoro, una soluzione che non ci sentiamo di prendere neppure in considerazione. Combatteremo perché Alessandria non muoia”.