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Società

Villa del Foro: "Siamo una landa abbandonata"

Abbiamo intervistato Andrea Villa, presidente della Soms di Villa del Foro, per fare il punto sullo stato del sobborgo, recentemente protagonista di eventi e decisioni che hanno influito non poco sulla vita del sobborgo. "Abbiamo raccolto 300 firme su 400 abitanti, ma non ci fermiamo"
ALESSANDRIA - Vi avevamo parlato di Villa del Foro qualche tempo fa, quando la soppressione della linea dell'autobus aveva contribuito a rendere complicata la vita del sobborgo, già resa difficile dalla chiusura di alcuni servizi. Abbiamo intervistato il presidente della Soms, Andrea Villa, che già in passato ci aveva spiegato come la solidarietà avesse contribuito a trovare soluzioni alternative per risolvere i problemi del paese, in attesa di qualche chiarimento.  

L'ultima volta che abbiamo parlato di Villa del Foro era fine giugno, esattamente un mese fa. Com'è ora la situazione? 
Un tempo eravamo sobborgo del Comune di Alessandria, ora siamo il centro di una landa abbandonata e irraggiungibile. In effetti da poco più di un mese l’azienda trasporti ha deciso di sopprimere la linea numero 15 dell’autobus, rendendo pressoché impossibile raggiungere Alessandria alle persone prive di patente o di mezzi di locomozione propri. Questo provvedimento ha, chiaramente, colpito duramente le fasce più deboli della popolazione locale: gli studenti, ma soprattutto gli anziani e le loro badanti. Nei giorni scorsi l’isolamento del paese è stato sancito dall’eliminazione dei cartelli che segnalavano le fermate. 

C'è stata qualche risposta dall'Amministrazione?
Le autorità comunali, dopo aver avallato tale scelta, di fronte alle prime stupite rimostranze hanno risposto che la linea numero 15 è stata cancellata dopo aver accuratamente stimato il ridotto numero di “utenti” - termine con un significato ben differente da quello di “cittadini”. In seguito, sollecitati a dare maggiori chiarimenti, i nostri governanti hanno comunicato l’esistenza di altri vettori privati in grado di “compensare” il servizio mancante. Peccato che non siano stati verificati né gli orari né i percorsi: se qualcuno l’avesse fatto si sarebbe accorto che i primi lasciano scoperte sia la tarda mattinata che la sera -impedendo di fatto alle badanti prive di auto di curare i nostri anziani-, oltre a costringere le persone che necessitano di recarsi alla posta o in uffici pubblici a lunghe permanenze in città anche per poche incombenze, ad esempio il ritiro della pensione. I percorsi e i punti di fermata invece sembrano essere stati pensati da un appassionato del “gioco dell’oca”, tanta è la confusione.

I problemi, sembra di capire, sono molti...
La soppressione dell’autobus è stato l’ultimo di una serie di tagli decisi dal mondo politico alessandrino negli ultimi anni: prima è stato chiuso l’ambulatorio medico, poi l’ufficio postale, infine l’Antiquarium. La chiusura del piccolo museo archeologico ha coinvolto l’intero palazzo delle ex scuole comunali “Dossena”, utilizzate anche come seggio elettorale: e così alle recenti europee gli elettori di Villa del Foro hanno dovuto votare all’interno degli spogliatoi del campo da calcio, rischiando di confondere le cabine elettorali con quelle delle docce. Una situazione che a tanti ha ricordato le immagini televisive provenienti dai Paesi del cosiddetto “terzo mondo”: perché forse è questa la considerazione che in Comune hanno del nostro sobborgo, che sia una zona da “terzo mondo”. Un’idea rafforzata da un articolo recentemente pubblicato da “Il Piccolo" in cui, commentando la chiusura dell’ufficio postale di Casalbagliano, l’estensore ha motivato l’isolamento dei sobborghi con l’opposizione promossa qualche anno fa da parte della popolazione nei confronti del progetto di un immenso parco logistico più aeroporto cargo, che avrebbe coperto con una colata di cemento svariati ettari di terre agricole, con tanto di aziende biologiche, e l’intera area archeologica. E non posso che farmi una domanda.

Quale?
Forse che i cittadini dei sobborghi avrebbero dovuto consentire uno scempio ambientale in cambio dei servizi pubblici finanziati con le proprie tasse? Restando alle tasse: è noto che i tributi comunali servano a finanziare i servizi locali. Visto che a Villa del Foro non godiamo più di servizi pubblici, non sarebbe lecito chiedere una diminuzione dell’onere di tali tasse? 

Cosa avete deciso di fare, quindi?
A fronte di tale desolante situazione i soci della Soms di Villa del Foro hanno iniziato a darsi da fare, per prima cosa raccogliendo 300 firme, su circa 400 residenti. In mancanza di interventi pubblici, la Soms sta cercando di organizzare un servizio di “condivisione” dei viaggi da e verso Alessandria usando le autovetture di alcuni soci per dare un passaggio a chi l’auto non ce l’ha. Vorremmo anche organizzare un incontro con le autorità comunali per spiegare loro come, garantendo due sole corse dell’autobus, si potrebbe coprire i “buchi” lasciati negli orari dei vettori privati. Ci piacerebbe farlo in streaming, che fra i politici va molto di moda, ma qui non abbiamo neanche internet! Di certo stiamo pensando a varie iniziative di sensibilizzazione, culturali e di protesta per contrastare il crescente isolamento del nostro sobborgo: la Soms, che dal 1882 è un luogo di aggregazione e di solidarietà, sarà in prima fila".
30/07/2014

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