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Alessandria

Telecamere: 47 da sostituire e nuova “control room” che coinvolge le Forze dell'Ordine

Il progetto esecutivo si sta pianificando con Fastweb con affidamento da convenzione Consip. “Integrale sostituzione delle 47 telecamere, oggi nel funziona il 25%. Nuova control room alla Polizia Municipale con altre due postazioni da Carabinieri e in Questura”. Il mutuo è stato accettato
 ALESSANDRIA - Due attività che proprio non si potevano sospendere, con uno dei progetti che grazie all'ottenimento del mutuo da Cassa Depositi e Prestiti, “sta galoppando”, cioè quello delle telecamere di videosorveglianza. Un progetto da 400 mila euro fortemente voluto dall'amministrazione di Cuttica di Revigliasco, diviso tra “occhi elettronici” (200 mila euro) e “telecontrollo del traffico” (altri 200 mila euro). Sulla condizione del sistema di videosorveglianza era stato fatto uno studio approfondito da un gruppo di lavoro che aveva consigliato “un intervento pesante” considerando che alcune di queste telecamere – ad esempio le prime che sono quelle dei giardini pubblici di fronte alla stazione – hanno ormai 12 anni di vita. Oggi ne funzionano il 25% (erano 47 in totale): così il progetto di fattibilità redatto dall'ingegner Neri, come professionista, per poter richiedere il mutuo oggi viene messo a confronto con gli operatori Fastweb (primo incontro già lunedì, poi diversi sopralluoghi in programma) ai quali è stato affidato il progetto esecutivo da convenzione Consip. “Si tratta della sostituzione integrale delle 47 telecamere e anche della control room cui si aggiungono due postazioni aggiuntive presso la caserma dei Carabinieri e in Questura”. Ancora fermo invece il ramo di intervento per il telecontrollo del traffico veicolare “per il quale non è stata avviata ancora nessuna progettazione”.

Questo è uno dei progetti di maggiori rilievo per il “futuro prossimo” tra le deleghe dell'assessore Fteita chiamata in commissione bilancio per presentare le “dotazioni di risorse” sui capitoli di bilancio di propria competenza che compongono per ogni assessorato quel documento denominato Peg (Piano economico di gestione) che sta alla base del bilancio preventivo 2018 e pluriennale 2018-2020.

Che si allontana dal progetto della precedente amministrazione sotto la guida di Rita Rossa “che rivolgeva lo sguardo anche ai sobborghi e alle zone periferiche della città per l'installazione di telecamere” come ha ricordato Marica Barrera dai banchi della minoranza. “Vista l'ingente somma a disposizione non si poteva rivedere magari la totale sostituzione delle 47 esistenti e puntare anche sui sobborghi?”. Ma il progetto è stato redatto secondo “nuove indicazioni” della nuova amministrazione di Palazzo Rosso, “considerando però la situazione davvero non più accettabile di oggi con solo una decina di telecamere che funzionano e con rotture della fibra in due punti che non permettono una gestione dalla control room”. Ma il vero e proprio progetto sarà realizzato da Fastweb in collaborazione tra il gruppo tecnico di lavoro del Comune e la Polizia Municipale. “Mentre la parte di risorse del Bando Periferie destinate alle telecamere a Spinetta e ad una centrale operativa della Municipale collegata alla centrale, si è abbandonata? Perché non utilizzare quelle risorse destinando parte di queste ad altro, anziché alla Control Room?” ha chiesto ancora la Barrera. Ma la risposta è arrivata da un tecnico, dal ragioniere capo Antonello Paolo Zaccone (non dalla Fteita sul piano politico delle scelte): “nessuna intenzione sul Bando Periferie di una seconda controll room, viste le difficoltà già con una. E anche per quanto riguarda l'aspetto sicurezza, in quel progetto è inteso a più ampio raggio, non solo come videosorveglianza ma con un significato anche di controllo ambientale e di risorse pubbliche”. Insomma altra roba, tanto che Zaccone ha ironizzato parlando di una “task force” ben più ampia di qualche agente dei Vigili per intervenire in quella visione di “sicurezza” pensata dal Bando Periferie.

Altro tema caldo, fonte di spese, è quello che riguarda la delega di Innovation and Communication Technology, cioè che fa riferimento ai servizi informatici. Nuova convenzione con CSI Piemonte che ha più o meno mantenuto inalterato il costo per Palazzo Rosso che si aggira sui 694 mila euro, come ha ricordato Zaccone. Che però ora deve fare i conti con una ulteriore spesa, quella del nuovo dirigente, chiamato a gestire il percorso fino alla internalizzazione del servizio, tagliando il cordone ombelicale con CSI (bando uscito da pochi giorni) e con una spesa di altri 13 mila euro per l'appoggio ad un operatore di software esterno dopo l'avvento del nuovo sistema informatico della gestione economico-finanziaria. “Non vorrei mai che la spesa, con tutti questi extra, lievitasse troppo” è il commento di Giorgio Abonante dalle file del Pd. “Non si poteva pensare di far gestire questo percorso di transizione da un ufficio, prendendo le ottime professionalità offerte ad esempio dagli uffici della Provincia”. E in tutto questo “programmare” si è pensato ad una soluzione per i lavoratori oggi sotto CSI. “Anche questo sarà materia di studio per la nuova figura dirigenziale. Con l'obiettivo di mantenerli in Comune” è stata la risposta dell'assessore Fteita.

Su “Smart City” e “Politiche Giovanili” si punta sulla partecipazione ai bandi per reperire risorse e proporre progetti: quindi una partita ancora tutta da giocare, che spesso è spalmata su diversi anni....forse il tempo di avere tutti le idee più chiare sul da farsi.
23/02/2018

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