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Alessandria

Tassa di soggiorno "per fare cassa". E invece la Tari, "peserà solo su chi già paga"

Toni accesi per i primi provvedimenti nella "maratona" dei Consigli comunali sui bilanci di Palazzo Rosso. La minoranza appoggia una mozione presentata da Locci in materia di Tari, mentre vota contro al provvedimento di modifica del piano finanziario della tassa "che pesa su chi ha sempre pagato". E la tassa di soggiorno dal 2020 di 2 euro? "Manca di progettualità. E' stata introdotta ora e in fretta e furia solo per far cassa" sono le parole di Pd e M5S
 ALESSANDRIA - “La tassa di soggiorno non peserà sugli alessandrini, ma è un'imposta che ricade su chi viene a soggiornare in città e che hanno tantissimi Comuni, anche molto vicini a noi, come Acqui Terme, Ovada, Asti ed è finalizzata ad investimenti per scopi e progetti turistici”. Con queste parole dell'assessore Mattia Roggero è iniziata la discussione in commissione (proseguita in Consiglio comunale) sull'introduzione dal 1 gennaio 2020 della imposta di soggiorno di 2 euro, che porterà nelle casse del comune circa 240 mila euro (si stima), “visto che le analisi sui flussi turistici parlano di un incremento dei soggiorni nel 2018 come non era mai stato, dell'11%”. Un'introduzione dell'ultimo minuto: “serve a fare cassa” è il commento del Partito democratico e del Movimento 5 Stelle. “Ci vuole l'onestà intellettuale per ammetterlo. Noi non siamo nemmeno contrari, ma manca la progettualità. Manca la chiarezza di sapere se è una tassa 'di scopo' cioè se servirà (e quindi come sarà spesa nella divisione delle risorse) per sviluppare e investire sul turismo....e solo su quello o se serve anche per altro”.

L'assessore ha accusato un po' l'attacco della minoranza, sostenendo che fosse già nell'idea dell'amministrazione e del sindaco e che forse si è accelerato, ma negando la contingenza legata alle richieste arrivate da due fronti: Corte dei Conti e Collegio dei Revisori (come invece ha detto il ragioniere capo). Sostenuto dal vicepresidente del Consiglio comunale Iacovoni, che ha parlato di “8 mesi di studi e analisi sui flussi turistici alla base di questa introduzione. Che ha quindi la sua progettualità e le cui risorse sono destinate ad enti culturali e a sviluppo turistico come descritto nel regolamento che la regola. Un sistema per arrivare a fare l'adunata degli Alpini che rappresenta un evento importante e un indotto significativo per la città”. “Allora scrivete nero su bianco che le risorse saranno destinate ad averla qui nel 2021 l'adunata degli Alpini” è stata la replica provocatoria di Enrico Mazzoni. Che insieme a colleghi come Marica Barrera, Vittoria Oneto e Giorgio Abonante hanno criticato “i tempi e i modi”, la mancanza di prospettiva e anche di sinergia per arrivare ad un progetto di sviluppo turistico d'insieme, “di area vasta” con Alexala. “Perchè da sola Alessandria non ce la può fare anche se è il capoluogo. Tanti comuni dei d'intorni sono più appetibili anche senza essere città capoluogo”. Un lavoro di condivisione e coordinamento con le associazioni di categoria che doveva essere fatto prima: “la gatta frettolosa fa fare i gattini ciechi. E infatti questo provvedimento è monco di alcuni passaggi preliminari necessari”. Non solo, “perché pensare ad una imposta di soggiorno quindi pagata dai turisti ai quali offriamo buche nelle strade, poca luce per le vie visti i tagli sulle utenze e sull'illuminazione pubblica. Non c'è il Museo del Cappello. Non viene valorizzato il museo di Marengo. Non abbiamo un Teatro comunale”. Come a dire non offriamo nulla al turista, ma gli chiediamo soldi. “Basta fare terrorismo!” sono state le dure parole dell'assessore al Bilancio.

Il Movimento 5 Stelle ha criticato anche la scelta di una imposta unica nel valore, senza differenziazioni tra chi utilizza una struttura come un albergo del centro e chi invece soggiorna in B&B o altre strutture 'con meno stelle'. Rispondendo “Roma ha il Colosseo....e la Raggi (come sindaco)” a chi della giunta ha cercato di far guardare al Movimento cosa viene fatto nelle città dove sono loro ad amministrare (e dove la tassa arriva anche a 6 euro). “Non siamo contrari alla tassa in sé – ha ribadito Giorgio Abonante – ma diteci dove li mettiamo e come li investiamo. Se davvero una parte viene rigirata sui capitoli dell'assessore al Turismo per darla ad Alexala e mettere in moto una progettualità per lo sviluppo di questo settore”.  Niente di più è stato detto dall'amministrazione comunale che ha ribadito come “dovrebbe essere vista come un'opportunità e come l'occasione per avere risorse da investire, visto che si criticava quando sul Turismo c'erano solo 1000 euro”. Stupendosi del voto contrario al provvedimento della minoranza (Pd e M5S) e trovando l'appoggio invece della maggioranza e anche del gruppo Alessandria Migliore (Locci).

Se la tassa di soggiorno non pesa sugli alessandrini, la Tari? La commissione prima e il Consiglio comunale dopo hanno anche affrontato nella prima giornata di maratona “bilanci” la questione che invece potrebbe andare ad incidere sulle tasche degli alessandrini: le modifiche del piano finanziario della Tari, la tassa rifiuti. “Il mancato incasso di 5 milioni dal 2014 al 2018 della tassa ha portato a dover aumentare il fondo crediti di dubbia esigibilità a 2 milioni dal 2020 (era di 700 mila euro circa). Ma sono già state messe in campo e sono partite azioni forte per il recupero dell'evasione e quindi questo, insieme ad altre variabili, non possono portare a dire con certezza che la Tari aumenterà!” sono state le parole dell'assessore al Bilancio insieme all'assessore all'ambiente Paolo Borasio. “Sono stati aumentati i costi della quota di accantonamento – ha aggiunto il dirigente, Neri – Nel 2020 e 2021 si andrà a vedere quanto sarà davvero la tariffa che sarà definita anno per anno. Un lavoro di recupero che “poteva partire prima” per il M5S e che invece secondo l'assessore – insieme agli uffici che hanno ripercorso tutto l'iter di questa tariffa che per alcuni anni non è stata gestita da Palazzo Rosso ma dal Consorzio di Bacino e poi anche da Equitalia – ha parlato invece di lavoro “subito attivato” con un recupero sul 2013, il più urgente per evitare che non si riuscisse più a portare a casa nulla , che ha rimesso 2 milioni 800 mila euro nelle casse con riscossione forzosa. “E ora si partirà con altri 13 mila atti per gli anni dal 2014 al 2017 per recuperare una buona fetta di evasione”, soprattutto dopo aver incrociato le banche dati che hanno portato “a galla” anche coloro che non erano nemmeno registrati e che quindi non pagavano.

Ed è proprio sulla base di questo che Abonante ma anche il Movimento 5 Stelle non concorda. Il fondo è già stato alzato sul bilancio di Palazzo Rosso, che andrà a ricadere su tutta la fiscalità, su tutte le tasse e imposte per tutti gli alessandrini. “Perché ritoccare anche questo piano? Così si penalizza solo chi ha sempre pagato, che si troverà a poter avere (ipotesi che è una probabilità) una tassa più alta dal 2020. Questa operazione non era da fare perché il messaggio che arriva a chi ha sempre pagato è “così ti ammazzo due volte”. Visto che i costi della filiera non aumentano per il 2020-2021, “perché l'aumento dell'accantonamento si è fatto anche sul piano tariffario e non solo sul bilancio? Anche perché se il lavoro di riscossione funziona bene e con le sopravvenenze attive, il costo dovrebbe diminuire. Non aumentare. Bisogna premiare chi paga”. Non sono ancora “numeri scolpiti nella pietra” perché ci sono ancora tante partite aperte, come ricordato dal ragioniere capo Antonello Zaccone. Mentre l'assessore al Bilancio ci va giù secca: "non è vero che si penalizza chi ha sempre pagato. Semmai si cerca di rieducare chi non lo ha mai fatto: signori la pacchia è finita. Vi staremo col fiato sul collo!". 

Su questo provvedimento (che ha ottenuto il voto contrario di tutti i gruppi di opposizione) è intervenuto Emanuele Locci che ha presentato una “mozione collegata” che nelle premesse sostiene la stessa tesi di Pd e 5 Stelle e che nelle conclusioni chiede che “entro 120 giorni dall'approvazione si potenzi l'ufficio controlli tributi con due agenti della Polizia Municipale dedicati ad attività ispettiva”. A cui si è subito aggiunta la richiesta di “modifica” in 180 giorni, dando cioè più tempo visto che le nuove assunzioni di vigili partiranno solo dal 2020, da parte del capogruppo di SiAmo Alessandria Giuseppe Bianchini.

Il tutto con il benestare anche della minoranza! Rita Rossa ha dichiarato di “votare favorevolmente” la mozione di Locci e lo ha fatto insieme agli altri consiglieri del centrosinistra e ai pentastellati. Peccato che l'appoggio non sia arrivato dalla maggioranza e il parere non favorevole dalla giunta.
“Non è una questione di più o meno giorni. Non credo che il lavoro di due agenti cambierebbe molto. E comunque abbiamo in programma e stiamo mettendo in atto altre soluzioni per accrescere accertamenti e riscossioni, con agenzie esterne e con studi legali” hanno dichiarato tanto l'assessore Borasio, quanto la Lumiera. La mozione non è passata: 15 voti contrari della maggioranza a cui non ha partecipato al voto l'intero gruppo di SiAmo Alessandria, 11 favorevoli (la minoranza) e due astenuti (Mazzoni (Pd) e Castellano di Fratelli d'Italia).

Lavori terminati poco dopo le 20.30. Mentre la seduta di oggi sarà dedicata ai bilanci "rivisti" dal 2012 al 2017 come richiesto dalla Corte dei Conti e al Dup, il documento unico di programmazione. Ovvero la "programmazione politica" dell'amministrazione Cuttica.
15/05/2019

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