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Alessandria

Taglio piante piazzale Berlinguer: "per la sicurezza si devono fare anche scelte così"

Il Consiglio comunale è stato chiamato ad affrontare il Dup, il Documento unico di programmazione. Per Pd e M5S in questi 18 mesi di amministrazione è stato fatto "poco o nulla, se non tagliare 50 piante e mettere i paletti sotto il Comune". Con poca visione del "futuro" che sarà invece oggetto a breve della nota di aggiornamento del Dup e del Bilancio di previsione a breve. Intanto ci sono già "consistenti" variazioni di bilancio da apportare, con l'incognita Patto di stabilità....
 ALESSANDRIA - Il Consiglio comunale chiamato a votare il Dup, il Documento unico di programmazione, ha iniziato i lavori con il “caso” delle piante tagliate di piazzale Berlinguer. “Una scelta che ha creato un problema, oltre che un dibattito in città – ha affermato il consigliere Enrico Mazzoni – Una decisione eccessiva visto che sono stati abbattuti 50 alberi e non sappiamo nemmeno se davvero c'è un progetto. Forse conveniva cambiare fornitore di telecamere se la motivazione è che altrimenti non si sarebbe potuto controllare quello spiazzo. Cosa facciamo, tagliamo anche tutti gli alberi dei giardini allora?”. “Lo stesso stato d'animo (dubbioso) era il mio quando mi sono trovato di fronte ad un bivio e alla responsabilità di prendere una decisione, ribaltata sulla giunta comunale nonistante la questione fosse stata più volte affrontata nei tavoli sulla sicurezza in Prefettura” ha risposto il primo cittadino Cuttica di Revigliasco.

Che ha scelto la strada che metteva al primo posto una “priorità” per questa amministrazione e una “necessità” per il cittadino: la sicurezza di quel piazzale. Che doveva essere libero per gli “occhi elettronici” come richiesto dalla ditta e che comunque è stato liberato da piante infestanti, “che saranno sostituite in altri spazi verdi da specie autoctone”. E su questo sono già al lavoro per vedere “quali, quante e dove piantarle” l'assessore Giovanni Barosini e Paolo Borasio sulla base delle specie messe a disposizione dalla Regione Piemonte, “che sono oltre 2500”.

Ma il punto è che oltre alle piante tagliate di piazzale Berlinguer e ai paletti sotto il Comune “in questi 18 mesi è stato fatto poco o nulla da questa amministrazione” secondo la minoranza del Pd e del M5S. Tanto che “gli assessori non hanno parole e non hanno relazionato nulla su questo documento, ne sui processi che sono stati messi in atto né quelli per il futuro” ha commentato Vittoria Oneto, presidente della commissione Bilancio che ha affrontato le varie deleghe e le diverse tematiche di ogni assessore su questo documento di programmazione. “Non è stato fatto nulla per arrivare a quel processo di normalizzazione di cui parlate: a che punto è il Pums? Su smog e fioriere? E ancora gestione della gara per la refezione scolastica o i progetti per la fascia 0-6. Per non parlare di cultura, con Fondi per la Cittadella o San Francesco. Non è stato spiegato nulla ed è giusto che la città sappia cosa si vuole fare! Non è un documento credibile perché non ci credete nemmeno voi e infatti non lo avete nemmeno presentato”. Un “fax simile di quello dello scorso anno” invece per il Movimento 5 Stelle. “Puro immobilismo in questi 18 mesi, forse perché troppo presi dai festeggiamenti per l'anniversario degli 850 anni?!” ha ironizzato Francesco Gentiluomo.

In realtà ad apportare “modifiche” attraverso emendamenti che hanno toccato alcune tematiche specifiche (dai rifiuti, alla viabilità) è stato il capogruppo di Forza Italia, della maggioranza, Maurizio Sciaudone. Una decina di emendamenti tutti accettati con parere favorevole sia a livello tecnico che politico che hanno messo in rilievo alcune delle “visioni future”: il modello di porta a porta su cui investire, cercando risorse extrabilancio e non lasciandosi scappare l'occasione del bando regionale che scade a fine mese, per esempio. Oppure progetti in materia di sicurezza e ordine pubblico, con lo sguardo rivolto ai ciclisti e alla volontà di contrastare chi viola il codice della strada, piuttosto che l'importanza delle piste ciclabili, di collegamento tra zone e quartieri della città. Oppure accorgimenti in materia di “decoro urbano” con particolare attenzione per i dehor degli esercizi pubblici.

Ma tra gli emendamenti al Dup c'è anche quello che arriva dagli uffici di Palazzo Rosso e che riguarda la necessità di “stralciare”, quindi di togliere dal piano delle alienazioni due strutture come il Nuoto Club (piscina coperta) e il circolo sportivo Barberis, conosciuto come Borsalino. Non più quindi in vendita, visto l'atto d'indirizzo promosso dalla giunta che guarda ad un “Complesso sportivo unificato” per la piscina coperta, il Barberis e il campo di Atletica attraverso un lancio sul mercato per una gestione pubblico-privata. Strizzando quindi l'occhio ad investimenti di privati. Ed è su questo emendamento che il presidente del Consiglio Locci aveva sollevato dubbi di “legittimità”, affrontati durante la commissione Bilancio della mattinata di ieri, e risolti con la risposta e il parere del Segretario Generale. Una questione di “modalità” e di gestione della materia, propria del Consiglio che così sarebbe stato estromesso o comunque superato. “Soprattutto visto che si sta parlando di un documento che tra una decina di giorni verrà superato da due atti quali la nota di aggiornamento del Dup che programma gli interventi e le azioni per la città e che va di pari passo con il Bilancio di previsione e tutti i suoi allegati (piano triennale opere pubbliche, piano alienazioni....)” come ha ricordato Locci (che sulla votazione del Dup si è astenuto).

E dal quale si potrà vedere qualcosa in più....anche sui conti. Visto che tra le proposte al Consiglio c'erano anche delle “variazioni di bilancio” piuttosto consistenti presentate dall'assessore Cinzia Lumiera: 18 mila euro, “quota parte dell'avanzo di amministrazione 2017” destinati a finire i lavori in corso in via Marinetti a Casalbagliano, 115 mila euro per le piante cittadine, potatura e gestione verde dovuti ad una previsione inferiore degli oneri di urbanizzazione che non sono sufficienti, attraverso anche in questo caso dell'utilizzo di una “quota parte dell'avanzo di amministrazione destinato agli investimenti” e infine quasi 150 mila euro per un altro caso di “atto di precetto da parte di un creditore che non ha accettato la proposta dell'Organismo straordinario di liquidazione (la Banca Farmafactoring) e che ora paghiamo al 100%”.

Stando sempre attenti alla precarietà nel rispettare gli equilibri di bilancio (ex Patto di stabilità) che pende sul Comune come una spada di Damocle....Ma questa è ancora un'altra partita tutta da giocare per l'amministrazione comunale.
6/11/2018

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