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Alessandria

Sulla presa d'atto del fallimento di ValoriAl, manca la maggioranza

La commissione bilancio è stata convocata per il provvedimento di “presa d'atto” del fallimento con sentenza di maggio del Tribunale di Alessandria della società comunale di cartolarizzazione ValoriAl, fortemente indebitata. Una vicenda travagliata, che dura da anni: “ma la maggioranza dove è? Cosa dice di questo provvedimento?” chiede la minoranza Pd che fa rinviare discussione e voto. Ma la vera domanda è: “come mai questa scelta non è stata fatta prima? E si è deciso di portare avanti così a lungo una società che non stava più in piedi?”
 ALESSANDRIA - Una “semplice presa d'atto”, perché la sentenza è del mese di maggio del Tribunale di Alessandria: la società comunale di cartolarizzazione ValoriAl è stata dichiarata fallita. Le società di questo tipo, che facevano entrare liquidità nelle casse comunali vendendo beni immobili e terreni che erano “alienabili” e di proprietà di Palazzo Rosso, come ValoriAl e SviaAl, oggi non hanno più senso di esistere. E comunque sono tutte società indebitate, che non godono certo di buona salute e di bilanci in positivo. L'ultimo accertamento del liquidatore nominato dalla nuova giunta di Cuttica di Revigliasco, il dottor Antonello Paolo Zaccone, parla di oltre 5 milioni di debiti con le banche, una fideiussione con il Banco Popolare di 4,5 milioni che oggi pesa sul Comune, perdite per oltre tre milioni. 

Per questo dopo anni di “possibili soluzioni” è arrivata l'unica decisione “che si poteva prendere”: dichiararne il fallimento. Così almeno la pensa il vicesindaco Davide Buzzi Langhi e l'amministrazione comunale. Ad incidere sulle difficoltà e sul collasso di questa società c'è stata la crisi del mercato immobiliare del 2008 e poi nel 2012 anche il peso del dissesto dichiarato da Palazzo Rosso, che non ha più permesso di fare entrare risorse nelle casse comunali dalla vendita di immobili, che dovevano andare a ripianare solo più il deficit del dissesto (fallito anche il tentativo di insinuarsi nella massa passiva del dissesto). Prima l'amministrazione Rossa (nel 2014) ha provato a percorrere la strada di “ristrutturazione” (ripianamento) del debito, ma con i dubbi di tenuta del bilancio da Parte dei Revisori dei Conti e con una risposta “vaga” arrivata anche dalla Corte dei Conti del Piemonte sull'accollarsi quei debiti, trasformando cioè i finanziamenti che queste società avevano aperto con le banche in mutui che sarebbero pesati sul Comune. Operazione saltata. Poi con l'arrivo della nuova amministrazione di centrodestra si è provato a coinvolgere Amag, che avrebbe però dovuto accollarsi debiti tra SviAl e ValoriAl per oltre 12 milioni di euro. Troppo, “si sarebbe rischiato di affossare anche Amag”.

Un ulteriore aggravio con il tempo della situazione economica della società di cartolarizzazione è stata la causa intentata da un creditore che ha portato ad asta pubblica alcuni terreni in zona San Michele per un valore di 855 mila euro, che ha accresciuto il depauperamento della società. “Per ora è stato tutto congelato dal curatore fallimentare e quindi questo denaro non è stato ancora riversato al creditore”. Ma è sempre un tassello (negativo) in più del puzzle. Che ad oggi ha buona parte dei terreni di proprietà all'asta, stessa fine che farà anche l'unico immobile che poteva avere un certo valore sul mercato, lo stabile adiacente il Comune in via San Giacomo della Vittoria, che oggi è in uno stato di degrado tale, da “non valere più nulla nemmeno quello”.

Su tutta questa partita si sarebbe dovuta aprire la discussione prima in commissione bilancio e poi in Consiglio comunale, ma per ora è stato tutto rinviato a nuova data per la mancanza dei commissari di maggioranza. “Vorremmo capire cosa ne pensa la maggioranza su un provvedimento importante come questo. Dove è?” chiede il consigliere Pd, Giorgio Abonante sostenuto anche da Marica Barrera che aggiunge “non è la prima volta che su temi importanti la maggioranza non c'è”. Presenti i commissari di SiAmo Alessandria (Bianchini), della Lega (Buzzi) e di Forza Italia Micò...ma ne manca comunque uno (Passalacqua) a tenere il numero per una approvazione in commissione. Così nonostante il tentativo di dire “è solo una presa d'atto, non sprechiamo soldi della comunità per riportarla un'altra volta in commissione”, alla fine tutti si arrendono alla evidenza, decidendo per un rinvio. Nessuna discussione, anche se forse l'unica domanda da fare, da parte della maggioranza (e che per poco non arrivava dai banchi della giunta) era: “perché si è trascinata fino al 2018 questa situazione e non si è cercato di chiudere prima con il fallimento questa storia travagliata? Dopo anni di bilanci non approvati e in perdita?”.
10/08/2018

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