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Alessandria

Social Housing, passo indietro del Comune a San Michele

Dopo 6 anni dal contratto di comodato d'uso con la parrocchia di San Michele, senza che i lavori siano mai stati conclusi e i progetti avviati, il Comune decide di restituire parti degli immobili alla Chiesa, sebbene vi abbia investito molti soldi pubblici. Rinnovato l'accordo di comodato per gli altri spazi
ALESSANDRIA - Nuovo capitolo nella lunga, e triste, storia del Social housing a San Michele, che abbiamo già raccontato con alcuni articoli che hanno seguito passo passo quello che è stato un vero e proprio buco nero delle istituzioni. Il progetto originario non ha mai visto la luce, nonostante siano passati 6 anni dall'avvio dei lavori e siano già stati investiti centinaia di migliaia di euro pubblici.

Ieri, lunedì 19 dicembre, le Commissioni Territorio e Politiche Sociali hanno firmato una sorta di vera e propria "resa", decidendo di restituire alla parrocchia Santi Michele e Paolo di San Michele, guidata da don Ivo Piccinini, parte degli immobili che la stessa aveva concesso al Comune a partire dal 2010, per un accordo trentennale.

L'assessore Mauro Cattaneo ha parlato di un buon risultato ottenuto, perché il Comune potrà così evitare di pagare per ultimare i lavori di sistemazione degli spazi e perché, pur rinunciando ad alcuni locali, i progetti inizialmente previsti (che nel frattempo sono stati ridimensionati) potranno essere realizzati, con minori spese, e perché la diocesi si è impegnata a realizzare nell'area un'opera di utilità sociale (si parla di una Casa di riposo o di un istituto di accudimento e cura ndr). 
A fronte della sua rinuncia, il Comune (che si è trovato in difficoltà a ultimare i lavori anche per i ritardi della Regione Piemonte nell'erogare le proprie quote) ha ottenuto di far ripartire la concessione trentennale sulla parte restante da gennaio 2017, "recuperando" i 6 anni finora persi. 

L'altro lato della medaglia è però quello della rinuncia del Comune a ogni rimborso per i lavori già svolti nella parte ora riconsegnata alla parrocchia, spese per un valore che non viene quantificato. 

Come conferma lo stesso assessore lo stato di avanzamento del complesso ha intanto ormai superato l'80% della sua realizzazione. In pratica il Comune, insieme all'azienda territoriale per la casa, ha lavorato per 6 anni alla ristrutturazione di un bene con soldi pubblici per poi restituirne una parte nel pieno uso alla parrocchia. 

Il Comune garantisce ora di ultimare i lavori entro il 2017, così da dar finalmente vita ai progetti per i quali i locali sono stati destinati, impegnandosi inoltre a collaborare con la diocesi per gestire i costi di alcuni spazi e servizi in maniera aggregata, così da risparmiare su spese future. 

Ecco la delibera di giunta approvata ieri dalla due commissioni. 
20/12/2016

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