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Alessandria

Come stanno le scuole di Alessandria?

Tempo di bilanci per lo stato di salute delle scuole alessandrine. Dopo la notizia del piano di edilizia scolastica, che coinvolgerà 28 comuni della provincia di Alessandria, abbiamo chiesto all'Amministrazione come stanno le scuole della città
ALESSANDRIA - Le scuole, di ogni ordine e grado, sono sempre un po' dimenticate, in estate. L'ultima campanella è suonata un paio di mesi prima e manca ancora un discreto numero di giorni al nuovo anno scolastico: banchi, lavagne e libri sono un problema lontano, che torna in mente solo quando si tratta di fare i compiti delle vacanze.

Quale sia, però, lo stato di salute delle scuole alessandrine - inteso come edifici scolastici in senso stretto - è tutt'altro che un problema trascurato. Qualche settimana fa vi avevamo parlato del piano di edilizia scolastica, che coinvolgerà ventotto comuni, con lavori per più di 8 milioni. Alessandria, però, non rientra tra le aree interessate dagli investimenti nonostante, dati alla mano, ci siano molti lavori da fare. "Verremo coinvolti anche noi - ci rassicura il sindaco, Rita Rossa - ma in un secondo momento. Ho chiesto spiegazioni al sottosegretario del Ministero dell'Istruzione Università e Ricerca, Roberto Reggi, che mi ha confermato come, dal momento che il Piemonte, insieme ad altre regioni, aveva presentato più progetti del previsto, si è deciso di scaglionare i finanziamenti. Una prima parte è già stata versata, la seconda tranche arriverà tra qualche tempo e verrà finanziata dalle liquidazioni dei primi ribassi d'asta". 
Ma come stanno, quindi, le scuole alessandrine? La manutenzione, spiega il Comune, è necessaria un po' per tutti gli edifici, una quarantina tra asili nido, scuole dell'infanzia e scuole primarie e secondarie, che richiedono, in alcuni casi, anche un adeguamento alle norme vigenti in materia di sicurezza, dalla prevenzione incendi all'eliminazione delle barriere architettoniche. La spesa che permetterebbe, insomma, di aggiustare la condizione degli edifici scolastici si aggira attorno ai 4 milioni di euro, senza contare gli investimenti necessari per eseguire le verifiche di vulnerabilità sismica e gli interventi, eventualmente, necessari a mitigare il rischio. Alcuni edifici scolastici richiedono, per altro, un intervento più urgente.

La scuola materna ed elementare Morbelli, di via Bensi, richiederebbe ad esempio un intervento per l'adeguamento sismico, dopo che i lavori di ristrutturazione sono stati ultimati: il progetto esecutivo è stato consegnato e le operazioni sarebbero, a questo punto, immediatamente cantierabili, per una spesa complessiva di 492 mila euro. Diverso il discorso per la scuola elementare Caretta, di Spinetta Marengo: per mancanza di fondi, infatti, la ristrutturazione avviata nel 2008 non è mai stata completata e mancano all'appello l'ala est, l'ingresso e l'area esterna. L'ultimo progetto esecutivo di completamento, in questo caso, era stato approvato nel 2012 ed era suddiviso in due fasi, una finanziabile e completata ed un'altra - per circa un milione e 200mila euro di spesa - ancora da avviare. Proprio da questa seconda fase, ci spiegano, sono stati estrapolati due progetti esecutivi minori (uno di riqualificazione energetica, un altro di messa in sicurezza) che potrebbero ottenere finanziamenti dalla Regione. 

La scuola media Straneo, invece, trova nella sostituzione della copertura il suo problema più grande: le numerose infiltrazioni d'acqua rendono ormai necessaria la riparazione, resa per altro difficile dalla presenza dell'amianto sulla lastre di copertura. Un problema non nuovo: già nel 2008 l'ufficio tecnico comunale aveva redatto il progetto esecutiivo, poi mai realizzato per mancanza di fondi. A questi lavori, poi, si aggiunge il rifacimento della pavimentazione di un terrazio adiacente alla palestra e la risistemazione esterna del plesso, per un totale di 700 mila euro. La scuola Morando, di via Croce, richiede invece numerosi interventi manutentivi: l'ufficio tecnico comunale ha redatto nel 2011 un progetto deinitivo per il rifacimento dei bagni, di parte della pavimentazione interna, degli infissi, la realizzazione della nuova copertura del terrazio piano e una sistemazione esterna.

Ultimo e particolarissimo caso quello della scuola Ferrero, di via Parini: realizzata tra gli anni '60 e '70, richiederebbe un intervento di ristrutturazione radicale. L'edificio, infatti, costruito con strutture prefabbricate, non può essere adeguato e richiede, necessariamente, la nascita di un nuovo plesso, costruito nell'adiacente area adibita a verde pubblico. Una nuova scuola, insomma, del valore di cinque milioni e 500 mila euro, che porterà alla demolizione dell'attuale edificio ed al recupero dell'area come verde pubblico. "Per questa struttura - spiega ancora il sindaco - abbiamo chiesto il finanziamento dell'intero importo allo Stato, nell'operazione Edilizia Scolastica".
28/07/2014

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