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Alessandria

San Michele, la protesta della Polizia Penitenziaria in mensa

Dal 22 dicembre scorso il personale del carcere di San Michele rinuncia al proprio pasto in mensa. UilPa: "manca il personale, la polizia penitenziaria è sottoposta a turni e carichi di lavoro impossibili"
ALESSANDRIA - L’azione è stata spontanea e nessuno ha dato un cenno di attenzione.
"Crediamo sia giusto e doveroso sostenere e dare un contenuto a quel silenzioso grido dei poliziotti della Casa di Reclusione di Alessandria che nell’indifferenza generale da mesi si sobbarcano loro malgrado una quantità di sacrifici - spiega Salvatore Carbone Segretario generale regionale UILPA Polizia Penitenziaria.
 
Secondo il sindacato la prima problematica è costituita dalla cronica e certificata carenza di personale che determina prestazioni di lavoro straordinario mai viste: "fino a 80 ore mensili per talune unità".
"I riposi settimanali revocati sono cresciuti a dismisura - spiegano dal sindacato -, l’orario di servizio negli ultimi mesi supera in diversi casi le 9 ore continuative (l’addetto all’ufficio servizi di recente ha iniziato il proprio turno alle 8.00 per terminarlo alle 24.00 di cui 16.00/24.00 di piantonamento in ospedale) e i turni notturni sono spesso superiori ai 6 previsti come tetto massimo. Le cariche specialistiche sono impiegate selvaggiamente per qualsiasi servizio mentre il Nucleo Traduzioni non rileva i piantonamenti dal primo turno utile, che vengono svolti dal personale interno con turni di 8 anziché di 6 ore. Ad un capo posto smontante dal turno 24.00/8.00 è stato chiesto di effettuare un rientro, nello smontante, di un turno di 12.00/18.00".

A detta del sindacato, nella giornata di martedì 27 dicembre, nel turno 8.00/16.00 una sola unità aveva il controllo dell’intero piano (due sezioni di 50 posti) per un totale di tre poliziotti per tre piani, cioè 6 sezioni, cioè circa 240 detenuti. Lo stesso sembra capiti frequentemente nel turno serale 16.00/24.00.  
Addirittura, nel corso dei turni, sembra sia consuetudine che un solo collega copra 6 posti di servizio.

"E questo non è abbastanza perché il contorno arricchisce la pietanza rendendolo un piatto che davvero non può andare giù: il Direttore non è fisso a San Michele, il Comandante non è di San Michele, il Vice Comandante non è di San Michele, la perquisizione straordinaria non la fa il personale del San Michele. Così operando, parrebbe, che di questo personale non ci si fidi ma gli si scarica addosso tutto il peso quotidiano della propria insufficienza. Certo non è l’Area Educativa che coopera per gestire la situazione: nei reparti gli educatori sono latitanti anche se sono state fatte promesse dal Capo Area di incrementare i colloqui. Le attività lavorative non sono incrementate, solo quelle di intrattenimento o di volontariato che caricano di lavoro solo la polizia penitenziaria".

"Ci domandiamo perché si verificano continuamente eventi critici? I decessi e il tentativo di evasione ci sorprendono? A noi no.
E adesso che nessuno si è rivolto a guardare quei poliziotti che digiunano, davvero ci sentiamo profondamente amareggiati e indignati. - conclude Carbone - Non dicono niente a nessuno, non chiedono nemmeno supporto a noi sindacalisti ma smettono di mangiare, durante le feste di Natale e nessuno li considera, né Direttore né Comandante, niente. Perché?
E’ necessario un immediato aiuto per questo personale che a buon diritto si sente abbandonato e solo."

AGGIORNAMENTO - giovedì 29 dicembre 10:00
Un avviso appare in bacheca, "non ci stupisce"
Nella bacheca del carcere comprare l'avviso in cui si chiedono le prenotazioni dei pasti così da non creare disservizio alla Ditta che ne ha l?appalto. "Non possiamo dire di essere sorpresi - dicono da UilPa - da un atteggiamento che ancora una volta manifesta nei confronti della Polizia Penitenziaria scarsa considerazione e grande distanza. In realtà il ragionamento non fa una grinza: il personale è poco e comunque si sfrutta fino all?osso per raggiungere l?obiettivo. I pochi superstiti fanno una manifestazione pacifica privandosi della mensa ? tutti sappiamo quanto sia importante ? e la Direzione si preoccupa solo di raccomandare che è obbligatorio far sapere per tempo chi vuole mangiare. Non siamo sorpresi perché il tutto è molto coerente e in linea con uno stile che, in ogni circostanza e in ogni scelta, persegue un ben chiaro obiettivo che non è certo la Polizia Penitenziaria, trattata invece come un mero strumento. Altrimenti si sarebbe fatto altro di fronte all?astensione dalla mensa, almeno anche altro, altrimenti non si sarebbero premiati inserendoli nei posti migliori proprio quei detenuti che umiliano il lavoro della Polizia Penitenziaria trafficando stupefacenti e cellulari, altrimenti non si sarebbe ignorata - nei fatti e non nelle parole ? la categoria di lavoratori che sta portando da sola l?intero peso dell?Istituto imponendo, senza averne la reale possibilità, progetti che danno visibilità e realizzano gli obiettivi dell?Amministrazione centrale".
29/12/2016

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