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Cronaca

Riti voodoo e minacce, così costringevano le connazionali a prostituirsi

Fermati un uomo e una donna nigeriani, abitanti ad Alessandria, per sfruttamento della prostituzione. Le vittime sono quattro giovani connazionali, costrette a “vendersi” sulle strade di Alessandria e Novara
CRONACA – Li hanno fermati prima che riuscissero a fuggire gli uomini della squadra mobile della Questura di Alessandria.
La coppia di nigeriani finiti agli arresti viveva ad Alessandria, in centro, e dovrà rispondere della grave l'accusa di sfruttamento della prostituzione e favoreggiamento, per aver organizzato e agevolato l’ingresso sul territorio nazionale di giovani connazionali da avviare al meretricio in Italia e in altri Paesi dell’Unione Europea. Si chiamano Lucy Ogunsuyi 35 anni e Happy Osemweingie, 27 anni, lui ha un permesso di soggiorno per ragioni umanitarie, lei è in attesa di asilo.
Le vittime sono quattro ragazze nigeriane tra i 20 e i 25 anni, adescate nei loro villaggi e portate in Italia dove sono state costrette a prostituirsi, sotto minaccia e, spesso, anche le violenza.
A salvare una delle quattro giovani è stato un ricovero all'ospedale di Asti, per un'infezione. Qui la giovane riceveva la visita di un uomo, un connazionale: Ogunsuyi. Ogni volta che lui arrivava, la ragazza entrava in agitazione. Un atteggiamento che ha fatto scattare il sospetto nelle operatrici sanitarie. La ragazza ha infatti iniziato a fare timide confidenze con l'operatrice. Da qui sono iniziate le indagini che hanno portato a scoprire le storie di violenza e minaccia a cui venivano sottoposte le ragazze. A dare un contributo importante è stata anche un'altra vittima, che era già riuscita a sottrarsi alla spirale di violenza e intimidazione e si trova, ora, in una località protetta.
Le giovani vengono adescate nei loro villaggi, qui, con la promessa di un lavoro e una vita migliore,vengono imbarcate sulle carrette del mare, per raggiungere le coste italiane. Prima, però, devono sottostare ad un rito, anche cruento, di iniziazione, una sorta di rito voodoo che le impegna a risarcire il costo del viaggio (dai 25 mila ai 30 mila euro), pena l'abbattersi di violenze e disgrazie su di lei o sulla famiglia. Una volta sbarcate in Italia, vengono ricontattate dall'organizzazione e portate nelle località dove sono costrette, poi, a prostituirsi per ripagare il debito, che nel frattempo cresce sempre di più. Si suppone che Ogunsuyi avesse un complice in Nigeria, e in Libia, zona di passaggio delle ragazze avviate alla tratta. E' quello che cercheranno di scoprire gli inquirenti che stanno portando avanti l'indagine. Quel che è già stato scoperto è che i due aguzzini avevano si erano distribuiti i compiti e i ruoli: a lui quello di adescare le ragazze e controllarle, a lei quello di spiegare loro cosa dovevano o potevano fare con in clienti e che prezzo pattuire.
20/03/2017

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