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Alessandria

Rita Rossa:”chiamerò Napolitano E Monti”

Quasi certo questo mese il mancato pagamento per intero degli stipendi dei dipendenti delle partecipate. Il Comune non ha abbastanza risorse in cassa e le banche non concedono ulteriori linee di credito. Appello della sindaca del capoluogo: "lo Stato ci dia almeno i soldi che ci deve"
Sarà ancora una volta un lunedì amarissimo per i dipendenti delle partecipate alessandrine, che si vedranno con ogni probabilità erogare solamente una parte dello stipendio loro dovuto. Il Comune ha provveduto a pagare i dipendenti diretti dell'Ente, come prevede la legge, ma ora le casse contengono "solamente" 1,6 milioni di euro, e le banche non fanno sconti sull'indebitamento delle diverse società. I sindacati, pur consapevoli della gravità della situazione e dell'impossibilità di fare molto di più da parte dell'Amministrazione (che già lo scorso mese, in accordo con la prefetta Tafuri, è ricorsa a un'anticipazione di tesoreria per pagare gli stipendi, pratica al limite della correttezza), non sono pronti ad attendere ancora e minacciano di bloccare le attività. 

Il sindaco, Maria Rita Rossa, fortemente preoccupata per l’ennesima emergenza che si è evidenziata nelle partecipate alessandrine (Atm, Amiu e Aspal), promette comunque battaglia: "contatterò nella mattinata di lunedì il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, e il Presidente del Consiglio, Mario Monti, per porre all’attenzione nazionale il 'caso Alessandria'". Il primo cittadino ha intenzione di chiedere che vengano sbloccati i crediti dello Stato e che le somme possano essere utilizzate proprio per attuare una politica di risanamento dei conti delle aziende, per uscire dalla costante emergenza. Inoltre chiederà che venga individuato un percorso per attuare con gradualità il pareggio di bilancio.
“Chiederò alle maggiori cariche dello Stato – ha dichiarato il sindaco – di non decretare la morte di questa città. Questa situazione ha responsabili precisi e noti, ma le sue conseguenze si stanno scaricando non su di loro, ma sui cittadini e sui lavoratori. Il dissesto del Comune di Alessandria non è una semplice definizione, ma morde nella carne viva degli alessandrini. Le spiegazioni, la ricerca delle responsabilità, che sono doverose, tuttavia non risolvono il problema di chi non riceve l’intero stipendio e non arriva alla fine del mese”.
Il sindaco si rivolge poi ancora una volta al sistema creditizio: "So che le banche non sono enti di beneficienza, ma credo che far morire la città non sia conveniente nemmeno per loro. Noi siamo disponibili a fornire tutte le garanzie necessarie a certificare che il risanamento è già in atto e proseguirà con la maggiore celerità possibile, ma chiediamo loro di aprire nuove linee di credito che permettano alle partecipare di superare l’attuale crisi di liquidità e attuare piani di contenimento della spesa e ottimizzazione delle risorse. Un’azienda strozzata dai debiti e che ogni mese deve contrastare un’emergenza sugli stipendi, non ha alcuna possibilità di pensare al proprio futuro".
Maria Rita Rossa punta poi il dito sul ritardo da parte del Ministero degli interni della nomina dell’Organismo Straordinario di Liquidazione: ”La mancata nomina non permette di avviare le procedure di liquidazione dei debiti del comune antecedenti al 2012, bloccando di fatto la situazione”.
“Quello che ho intenzione di chiedere, a tutti coloro che in qualche modo possono incidere sul destino della mia città – conclude il sindaco – è di accendere la luce sul caso Alessandria e di non abbandonarci. Se non otterrò risposte è mia intenzione attuare forme di protesta più eclatanti che sappiano esprimere il disagio della città. Quello che è certo è che, per quanto mi riguarda, non lascerò solo nessun alessandrino”.
25/08/2012

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