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Alessandria

Rette asili nido: 20 euro in meno per chi paga il massimo. M5S: "Non basta!"

L'assessore Silvia Straneo ha portato in commissione la delibera di rimodulazione delle tariffe per gli asili nido "in via sperimentale" a partire dal prossimo anno scolastico 2019-2020. Ma non è abbastanza per la minoranza: dal M5S la richiesta di revisione delle tariffe di iscrizione alla mensa. Da Pd e Moderati preoccupazione sul fronte del servizio mensa con il nuovo gestore: "chiediamo una commissione per capire come sta andando, con Comitato mensa e sindacati"
 ALESSANDRIA - La proposta di rimodulazione delle rette per gli asili nido comunali da provare “in via sperimentale” dal prossimo anno scolastico 2019-2020 (le iscrizioni sono di solito tra gennaio e febbraio) sono state presentate dall'assessore Silvia Strano sulla base di un “confronto” con le famiglie attraverso la compilazione di un questionario di “customer satisfaction”. Cosa è emerso? Cosa chiedono le famiglie?

“La riduzione delle tariffe per quanto riguarda il periodo di inserimento dei bambini al nido: due settimane per poche ore al giorno e senza la consumazione del pasto” ha spiegato l'assessore. Allo stesso modo una rimodulazione a ribasso per il maggiore periodo di chiusura durante l'anno, quello natalizio con un 30% in meno rispetto alla retta del mese di gennaio. E poi “la riduzione per l'ultimo scalino – quello di coloro che hanno un reddito superiore ai 30 mila euro – che passa dai 500 euro di retta a 480 (che è il massimo per la fascia subito sotto dai 23 mila euro fino ai 30 mila varia da 430 a 480 euro)”.

Ben venga una lieve riduzione, “ma i cittadini si aspettano altro! Non basta!” sono state subito le parole di Michelangelo Serra del Movimento 5 Stelle. “E non è sufficiente perchè non siamo più in dissesto e anche perchè il minor costo della gara per l'affidamento del servizio di refezione scolastica avrebbe dovuto avere una redistribuzione su sconti alle famiglie”. Anche perchè così “si rende competitivo il servizio e l'offerta rispetto al privato. E invece non è così...il pubblico non è conveniente!”. Si tratta di un risparmio di 20 euro e comunque in generale il peso a bilancio di queste riduzioni è minimo rispetto a quanto è stato risparmiato con la “gara mense” secondo il capogruppo pentastellato. Che punta il dito anche verso un'altra tariffa: quella di iscrizione al servizio mensa. “E' troppo alta! 150 euro che andrebbero ripartite su retta iscrizione, lavorando sul costo a pasto piuttosto! Ma non chiedendo a inizio servizio una cifra così per l'iscrizione! Ci sono 4 mila mamme che su un gruppo di Facebook chiedono una revisione di questa tariffa da tre anni”.

Verrà fatto? Quando? E soprattutto l'intera quota di “risparmio” della gara (che ha avuto un netto minor costo) sarà rigirato su questa retta di iscrizione? “Anche la tariffa di iscrizione al servizio refezione scolastica sarà rivalutata dal prossimo anno scolastico, 2019-2020....non per tutta la quota di risparmio!”. Una richiesta “ricatto” secondo l'assessore Straneo quella arrivata dal Movimento 5 Stelle.

“Non è una partita di giro così semplice. Ci sono da tenere in considerazione delle variabili e comunque è necessario tenere una politica prudenziale”. Perché? “Per il ricorso in essere da parte della ditta arrivata seconda nella gara, la Dussman&Camst, che se dovesse vincere il ricorso per il servizio ha indicato prezzi più altri rispetto all'attuale gestore del servizio”. Questo è da tenere in considerazione prima di fare rimodulazioni che possono rischiare di essere azzardate “dovendo poi fare dei passi indietro”.

Il rischio in tutta questa vicenda, per Giorgio Abonante (Pd) è che si rischi di scatenare “una guerra tra poveri” dove “la riduzione alle famiglie visto il costo minore del servizio ricade in realtà sulla pelle dei lavoratori di quel settore, assunti a minor ore e con peggiori condizioni contrattuali, o non riassunti proprio”. Da qui la domanda di Marica Barrera, “se ci fosse intenzione di agevolare proprio quelle mamme, lavoratrici del servizio mensa, che hanno figli al nido e che hanno subito una riduzione di ore e quindi anche di retribuzione”. Ma l'attenzione dell'assessore su “eventuali possibili sgravi ulteriori” sembra orientata altrove: ai bambini con disabilità per i quali oggi non ci sono agevolazioni.

Storie quindi che si intrecciano: le rette dei nidi, la tariffa di iscrizione alla refezione scolastica che hanno comunque sempre sullo scenario il “caso” della gara mense che ha tenuto banco per tutto il periodo estivo. E che continua a preoccupare specie dopo gli ultimi risvolti, come il caso della vertenza e sentenza di obbligo di riassunzione di una lavoratrice, portata avanti dalla UilTucs. Che con una lettera ha richiesto una “(ri)apertura al dialogo” all'amministrazione comunale. “Che però non ha più alcun potere di controllo visto che la gara è stata aggiudicata” è stata la difesa di assessore e anche dei dirigenti del servizio. “Però in una commissione con il Comitato mensa e con le organizzazioni sindacali si potrebbe fare il punto della situazione: come va il servizio a due mesi dalla nuova gestione” ha cercato di raddrizzare il tiro il consigliere Enrico Mazzoni, trovando la disponibilità dell'assessore a condividere in commissione lo stato dei controlli in corso sul servizio”. Appuntamento quindi la prossima settimana con una commissione ad hoc sul “servizio mensa”.
7/12/2018

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