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Alessandria

Riecco Santa Maria di Castello, "finestra sul futuro", con un tocco "monacale"

Dopo un anno e mezzo di lavori riapre sabato 29 aprile piazza Santa Maria di Castello, uno dei luoghi simbolo di una città che aspira a rinascere. Il 29 e il 30 saranno due giorni di festa ed eventi, “preludio di quel che vorremmo che la piazza diventasse, un luogo aperto di incontri”, ma anche “luogo che custodisce la storia e l'identità della città”
ALESSANDRIA – Via il cantiere, su il sipario. Dopo un anno e mezzo di lavori riapre sabato 29 aprile piazza Santa Maria di Castello, uno dei luoghi simbolo di una città che aspira a rinascere.
Sabato 29 e domenica 30 saranno due giorni di festa ed eventi, “preludio di quel che vorremmo che la piazza diventasse, un luogo aperto di incontri”, ma anche “luogo che custodisce la storia e l'identità della città”, dice il sindaco Rita Rossa. Per l'amministrazione la piazza rappresenta “una finestra aperta sul futuro”, aggiunge.
Al di là dei significati simbolici che si vogliono attribuire, la piazza antistante ad una delle più belle chiese della città tornerà ad essere fruibile. Meno posteggi (solo alcuni che resteranno nascosti e riservati per i residenti) più innovazione: saranno installate le prime due colonnine per la ricarica delle auto elettriche, ci sarà il wifi libero e zero barriere architettoniche. “Rigenerazione urbana” è la parola d'ordine che è stata il principio ispiratore di un progetto complesso.

Che sia il “cuore” della città lo è stato detto più volte. Ora è arrivata anche “la prova”: durante gli scavi sono infatti stati ritrovati reperti che indicherebbero come il primo insediamento della città si trovasse proprio in quel luogo: ci sono segni della presenza capanne il legno, tombe e, successivamente, una rete fognaria (“non dell'epoca romana, ma medievale). Inoltre, l’imponente presenza della Chiesa dedicata a Santa Maria di Castello rivela al di sotto della propria navata principale le fondazioni di altre due chiese ancora più antiche.
Importante è stato il lavoro di coordinamento e confronto con la Sovrintendenza, non sempre facile (“durante il periodo del cantiere si sono succeduti cinque diversi referenti, e ciascuno ha voluto dire la sua”, dice una delle progettiste dello Studio A4).
Alcune scelte progettuali che più hanno fatto discutere, come le panchine senza schienale, arriverebbero proprio da “compromessi” tra il desiderio di conservare o ritrovare la storia e quello di guardare però ad un nuovo utilizzo degli spazi. La panchine rappresentarebbero un aspetto “monacale” medievale, appunto, e lascerebbero la “scena” principale alla Chiesa. Da qui anche la scelta dei colori e materiali usati, che non entrano in contrasto, offuscandolo, con l'edificio principale. Il verde sarà rappresentato da un filare di gelsi, anche questi appartenenti alla tradizione.

Vorrebbe sgomberare il campo da polemiche e fraintendimenti il sindaco Rita Rossa: “il progetto fu avviato dalla giunta precedente, ma si è realizzato grazie a noi”. Al sindaco Fabbio va il merito di aver indetto un concorso di idee, dice la progettista, al sindaco Rossa quello di aver trovato le risorse per attuare il progetto.
Questi gli interventi per il restyling di Piazza Santa Maria di Castello, attuati con un finanziamento di un milione e mezzo di euro (recuperato dal precedente programma, con fondi statali, dei “Cortili Ritrovati”), ricorda il vicesindaco Giancarlo Cattaneo.
Qui il programma degli eventi per i due giorni dell'inaugurazione
 
21/04/2017

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