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Università

Ricerca 'eccellente' per un territorio che vuole esserlo

L'Università del Piemonte Orientale si colloca al quindicesimo posto assoluto in Italia nella classifica dell’Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca. E l'Ateneo ad Alessandria consolida la collaborazione con l'ospedale
ALESSANDRIA - La ricerca è “eccellente”. Per l'Università del Piemonte Orientale (Upo) non è la prima volta che arriva il riconoscimento. L'aspetto che sottolineano i vertici dell'Ateneo è che l'attestazione è costante, segno di una struttura didattica e di ricerca robusta, pur a fronte della lotta quotidiana con le risorse e la corsa, altrettanto quotidiana, per conquistare nuovi finanziatori. Che la ricerca dell'Upo sia di qualità lo certifica il quindicesimo posto assoluto in Italia nella classifica resa nota l'altro giorno dall’Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca (Anvur) relativa ai risultati della “Vqr 2011-2014”, la Valutazione della qualità della ricerca svolta dagli atenei in Italia.

“La classifica – sottolinea Cesare Emanuel, Rettore dell'Upo - si inserisce alla perfezione nel nostro percorso di crescita progressiva. È un attestato di salute che accresce la consapevolezza di giocare un ruolo chiave nelle dinamiche del nostro territorio di riferimento e del sistema-Paese in generale. Gli indicatori Anvur, inoltre, dicono che il rapporto tra la qualità della nostra ricerca e la valutazione attesa dà una risultante positiva, lasciandoci ben sperare per la prossima ripartizione dei fondi premiali da parte del Ministero dell’Università e della Ricerca”. La valutazione nazionale ha riguardato oltre 118.000 lavori di ricerca realizzati da circa 65.000 tra professori e ricercatori universitari. Per l’Università del Piemonte Orientale sono stati selezionati e analizzati 685 prodotti di ricerca. “I soggetti valutati – si legge su una nota dell'Anvur - sono costituiti dai ricercatori (a tempo determinato ed indeterminato), assistenti, professori di prima e seconda fascia, professori straordinari a tempo determinato e dai ricercatori, tecnologi e dirigenti di ricerca degli enti di ricerca. Sono presi in considerazione ai fini della Vqr i prodotti di ricerca costituiti da: monografie scientifiche e prodotti equivalenti; contributi in rivista, contributi in volume e altri tipi di prodotti scientifici”.

Emanuel rileva poi che il dato dell'Ateneo “è ancora più positivo se si considera che prima dell’Upo ci sono sei realtà accademiche (Lucca Imt, Pisa S. Anna, Pisa Normale, Trieste Sissa, Pavia Iuss e Siena Stranieri) che godono di un sistema di finanziamento sostanzialmente diverso e non comparabile con quello delle università statali che dipendono unicamente dai trasferimenti ministeriali”. Analizzando la classifica Anvur e considerando gli atenei per grandezza omogenea, l’Upo è preceduta solo da Trento, Venezia Ca’ Foscari e Ferrara, confermando “di fatto il quarto posto a livello nazionale tra gli atenei di medie dimensioni”. In Rettorato parlano ancora di “quadro confortante per una realtà, quella del Piemonte Orientale, in netta crescita anche per ciò che riguarda il numero di studenti immatricolati che quest’anno sfioreranno un incremento del venti per cento, in netta controtendenza con quanto avviene nel panorama nazionale”.

La ricerca delle sedi alessandrine dell'Ateneo, il Disit (Dipartimento di scienze e innovazione tecnologica) e il Digspes (Dipartimento di giurisprudenza, scienze politiche, economiche e sociali), si è particolarmente distinta sui fronti giuridici e scientifici, con un particolare riferimento al settore sanitario. È dei giorni scorsi la firma del protocollo di collaborazione fra il Disit e l'azienda ospedaliera 'Santi Antonio e Biagio e Cesare Arrigo' con cui si consolida il rapporto nella ricerca e nella didattica. Il responsabile della Scuola di Medicina dell'Università del Piemonte Orientale, Giorgio Bellomo, ha confermato durante la 'Giornata scientifica' dell'ospedale e ospitata nell'aula magna del Disit che “si sta lavorando all'idea di un corso di laurea di Medicina da aprire ad Alessandria” che “potrebbe essere possibile realizzare insieme all'azienda ospedaliera”.  
22/12/2016

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