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Spinetta Marengo

Restyling via Genova: "attraversamenti pedonali rialzati e rossi", niente dossi

Il progetto di ristrutturazione di un pezzo dell'arteria principale del sobborgo di Spinetta Marengo, via Genova, è stato presentato nell'incontro pubblico di lunedì 25 gennaio. "Niente dossi, ma attraversamenti pedonali complanari al marciapiede e di colore rosso. Ma anche zona 30, marciapiedi nuovi e nessun parcheggio in meno"
 SPINETTA MARENGO - Come sempre gli incontri pubblici assomigliano molto a delle “riunioni condominiali allargate”. Così anche lunedì sera (25 gennaio nella sala convegni della Solvay) il popolo di Spinetta Marengo si è raccolto per ascoltare – a tratti incuriosito, a tratti contrariato – il nuovo progetto di ristrutturazione di via Genova. O meglio il restyling, non solo viabile ma anche di arredo urbano, di un tratto di quella che è l’arteria principale del sobborgo.

“Richieste che sono arrivate dalle sollecitazioni dei cittadini di Spinetta Marengo – spiega il sindaco Rita Rossa – attraverso il Comitato di Spinetta”. Si è guardato soprattutto ad una maggiore sicurezza per pedoni e persone con disabilità nell’attraversare la strada a doppio senso di marcia, ma anche alla velocità con cui i mezzi transitano, creando pericolo. “Il tutto senza portare via posti auto all’arteria commerciale del sobborgo di Spinetta, ma solo mettendo in sicurezza la strada”. Il via ai lavori è previsto in primavera.

“Niente dossi, ma quattro nuovi attraversamenti pedonali rialzati, cioè complanari al marciapiede – ha spiegato nei dettagli del progetto il geometra Baretta del Comune – che non creino più una barriera architettonica per pedoni, anziani, persone con disabilità e mamme con passeggini”. Inoltre anche il loro colore influenzerà psicologicamente gli automobilisti a rallentare: saranno rossi. L’obiettivo, unito all’istituzione della zona 30 km/h, è proprio quella di abbattere la velocità di transito, anche sotto un profilo di guadagno a livello acustico e di inquinamento ambientale. In arrivo vicino a questi pedonali rialzati anche piccole aree con dissuasori e qualche ornamento urbano, “come possono essere fioriere” [come si vede nella foto sotto a destra].
Poi ci sono i marciapiedi, che non versano in buone condizioni. Qui si metteranno dei paletti dissuasori anche vicino ai passi carrabili, così da evitare la sosta selvaggia. Quattro attraversamenti nuovi: uno all’ingresso di via del Ferraio, uno in corrispondenza di via Libertà, uno vicino a via Marnera e uno vicino alla scuola. Poi ce ne sarà ancora uno, ma non rialzato (sebbene sempre di colore rosso e quindi ben visibile) a metà dell’arteria, nell’intersezione in fondo con via Libertà. Un progetto da 150 mila euro i cui lavori inizieranno in primavera. Ma che non tutti hanno apprezzato, sollevando perplessità.

“Perché, visto che i problemi sono tanti e in tante vie, non ristrutturare più a macchia di leopardo, un po’ qui e un po’ lì dove serve? Anziché rifare tutta, ma solo un pezzetto di via Genova?”. Incalzati da coloro che abitano al di là del passaggio a livello: “noi siamo cittadini di serie B? Questo pezzo è sempre via Genova, ma da noi non ci sono restyling. E abbiamo marciapiedi distrutti, il grosso problema del passaggio a livello e anche il semaforo messo un anno fa non serve a nulla. Passano sempre tutti comunque con il rosso”.

Poi ci sono “il marciapiede in un tratto di via Mazzini”, “i 90 km/h con cui transitano in via del Ferraio” e le paure di quella parte di cittadini/commercianti che vedono il “rallentamento veicolare” su via Genova come un incentivo a passare altrove, cioè sulla statale. In realtà i posti per parcheggiare non vengono toccati e una via dove la circolazione c’è ma è più controllata, “non dovrebbe fare altro che incentivare il commercio, permettendo a chi si muove a piedi di uscire senza paura di dover attraversare la strada”.

A non convincere però sono questi passaggi pedonali rialzati ad altezza marciapiede: “quando il rio Lovassina (che è il vero problema di Spinetta, spiegano i cittadini) esce, questi attraversamenti fatti così saranno come delle dighe per le acque, che non riusciranno più a defluire in strada e saliranno sui marciapiedi”. Insomma da alcuni è stato definito “un colpo di cipria” questo progetto su via Genova, quando di problemi ce ne sono altri. C’è anche chi ha proposto di rivedere tutta la viabilità: “perché non farla diventare via Genova a senso unico, sfruttando anche le altre vie parallele, come via del Ferraio e via Frugarolo?”. Per questioni di portata delle strade: “le altre non sono come via Genova”.

Una risposta/non risposta arriva anche su tutte le altre domande e problematiche: “oggi siamo venuti qui a presentare un piccolo tassello. Non direi la verità se vi dicessi che ci sono in programma altri interventi nell’immediato – ha chiarito il primo cittadino – Ci segniamo tutte le sollecitazioni, ma non abbiamo le forze (risorse) oggi per fare tutto”. Come a dire: sul rio Lovassina ci sono i finanziamenti che devono arrivare dalla Regione e si parla di 11 milioni di costi di lavori; per questo mandato non ci sono soluzioni al passaggio a livello (cioè nessuna realizzazione di sottopassi). Invece si può fare un sopralluogo e verificare cosa poter fare in via Mazzini, per il marciapiede e anche se fosse possibile un “Rosso-Stop” al semaforo dopo il passaggio a livello. Ma sono tutti “appunti” senza soluzioni e senza date.

Sarà per questo che come in ogni buona riunione di condominio, si finisce per discutere di tutto e di più.
28/01/2016

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