Alessandria

Raccolta differenziata "puntuale": anche ad Alessandria i sacchetti col chip?

Una delle modalitā per arrivare alla tanto auspicata "tariffa puntuale" dove ogni cittadino paga la tassa rifiuti in base a quanta ne produce (e differenzia) č quella utilizzata giā da altri comuni del territorio come Valenza, ovvero con sacchetti con il chip. Sarā questo il futuro anche per Alessandria, insieme ad un ritorno del porta a porta in cittā e sobborghi?
 ALESSANDRIA - Il futuro dovrebbe essere la cosiddetta “tariffa puntuale” della spazzatura: paghi in base a quanta ne produci e ne differenzi. Un modello svizzero, oggi già adottato in alcune zone della provincia (Valenza e San Salvatore) potrebbe arrivare anche in città: sono i sacchetti con il chip, per identificare il cittadino che ha raccolto quella indifferenziata, cioè la spazzatura “generica”. A questo metodo stanno guardando i nuovi vertici di Amag Ambiente che si occupano proprio del servizio di raccolta rifiuti, insieme all’allargamento del porta a porta a cominciare dai sobborghi. Visto che l’obiettivo “gradatamente” come ha specificato l’amministratore delegato Giuseppe Righetti è quello di arrivare da qui (2016) al 2020 al 70% di differenziata. Un microchip per ogni sacchetto che identifica l’utente: alla fine che riesce a produrre meno sacchetti e quindi meno rifiuti viene “ricompensato” sulla tariffa.

E questo potrebbe essere un buon metodo anche per il “controllo” del corretto conferimento del differenziato, specie nei condomini. “Oggi è stato dato incarico all’ex ispettore ambientale di gestire una squadra che si occupa proprio di segnalare i ‘sacchetti fuori bidone’ alla Polizia Municipale, che dopo un sopralluogo è l’unica a poter sanzionare”.

Tanto per cominciare comunque Amag Ambiente – sebbene guardi a questa modalità- parte con un porta a porta misto nei sobborghi. “Questo significa differenziare il sistema di raccolta di secco e umido con sacchetti o bidoncini in base alla tipologia abitativa. Ovvero se si tratta di condominio o di unità abitativa singola, come ce ne sono tante a Spinetta Marengo ad esempio”. Carta, plastica e vetro invece per il momento resterebbero su strada. “Un mero spot pubblicitario” per il Movimento 5 Stelle che crede non porti a nulla nemmeno questo cambiamento. Tanto meno ad una “tariffa puntuale” alla quale tutti auspicano. Certo è che per “abbassare i costi del servizio” anche l’azienda dovrebbe pensare a mettere a pagamento il servizio di “esposizione” all’esterno delle abitazioni dei bidoni di quelle aree che hanno già il porta a porta. “Solo Asti ha ancora questo sistema – spiega Righetti – ma con una differenza sostanziale. Chi rinuncia ha uno sconto sulla tariffa. Chi ne usufruisce…lo paga come servizio”.

Il grosso errore dei bidoni su strada è la tipologia di cassonetto. A ribadirlo è il presidente di Sel, Renzo Penna. Ma la risposta che arriva dall’azienda è chiara: “oggi è impensabile cambiare tutti quei bidoni. Quindi l’unica alternativa è investire sulla comunicazione al cittadino”. Insomma istruirlo, così che anche le fessure strette e i bidoni che non si aprono non siano più un problema per il "sacchetto fuori bidone". 



16/02/2016
G.B. - giulia.boggian@alessandrianews.it