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Alessandria

“Quinto potere”: il film premiato con quattro Oscar al cineforum Diritto di cronaca

Lunedì 12 febbraio a Cultura e Sviluppo il film di Sidney Lumet con Faye Dunaway e Peter Finch. Il commentatore televisivo di una grossa rete nazionale di Los Angeles viene condannato all'eliminazione poiché l'indice di gradimento è sceso di troppo ma prima di congedarsi annuncia il proprio suicidio davanti alla telecamera...
ALESSANDRIA - Terzo appuntamento in programma lunedì 12 febbraio, con la proiezione del film di Sidney Lumet Quinto potere (1976), del ciclo Diritto di cronaca, condotto da Barbara Rossi, critico cinematografico, presidente dell'Associazione La Voce della Luna di Alessandria e da Marco Capriata, avvocato. L'incontro, organizzato dall’Associazione di cultura cinematografica e umanistica La Voce della Luna e dall’Associazione Cultura e Sviluppo, in collaborazione con l’Ordine dei Giornalisti del Piemonte, il Circolo del Cinema Adelio Ferrero e la Federazione Italiana Cineforum , aperto al pubblico con ingresso libero, sarà riconosciuto per la formazione professionale dell’Ordine dei Giornalisti e si terrà alle 20.45 all’Associazione Cultura e Sviluppo in piazza Fabrizio De André 76.

Il commentatore televisivo di una grossa rete nazionale di Los Angeles, Howard Beale, stanco e sfiduciato, viene condannato all'eliminazione poiché l'indice di gradimento è sceso di troppo. Tuttavia, prima di congedarsi, senza preavviso ai colleghi e ai superiori, Beale annuncia il proprio suicidio davanti alla telecamera. Scoppia una specie di bomba: Diana Christensen per prima fiuta l'affarone; Frank Hackett l'appoggia; Max Schumacher, amico di Howard, perde il posto per essersi rifiutato di accettare il massacro intellettuale di Beale. In un rivoluzionario giornale-spettacolo, messo insieme cinicamente da Diana, il presentatore diventa l'ascoltatissimo "pazzo profeta dell'etere". Le sue feroci critiche, mentre entusiasmano il pubblico, allarmano i vertici e il presidente della U.B.S., Arthur Jensen, induce il divo a propagandare la sottomissione al sistema. "Velenosa, sconvolgente denuncia di Sidney Lumet contro il potere della televisione, ingovernabile mostro lanciato alla conquista dell'etere in nome dell'indice di ascolto. Nel gran ballo dei cinici la palma va all'affascinante Faye Dunaway" (Massimo Bertarelli, 'Il Giornale', 27 luglio 2001).

Quattro Oscar: miglior attore (Peter Finch), migliore attrice (Faye Dunaway), migliore attrice non protagonista (Beatrice Straight), miglior sceneggiatura originale (1976). Premio David 1977 per la migliore attrice straniera a Faye Dunaway.
9/02/2018

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