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Alessandria

Processo Fabbio, Vandone, Ravazzano, un passo indietro

Il Tribunale di Alessandria ha disposto l'annullamento degli atti di rinvio a giudizio dell'ex sindaco, del suo assessore e dell'ex ragioniere capo. I fascicoli tornano al giudice dell'udienza preliminare che dovrà disporre un nuovo decreto di rinvio
ALESSANDRIA - Un errore di trascrizione, un copia / incolla grossolano che ha portato il tribunale di Alessandria, riunitosi ieri in un aula di palazzo di Giustizia, a rimettere tutto nelle mani del Gup.
Dopo un'ora di attesa, dovuta probabilmente alla delicatezza della disposizione che sarebbe stata resa nota di lì a poco, il presidente del collegio giudicante, Aldo Zulian, ha impiegato poco più di dieci minuti a leggere le motivazioni del decreto di nullità degli atti di citazione in giudizio per Piercarlo Fabbio, Luciano Vandone e Carlo Alberto Ravazzano per falso in bilancio, abuso d'ufficio, truffa ai danni dello stato. Le ipotesi di reato restano, ma dovranno essere riformulate correttamente da un giudice in udienza preliminare che dovrà emettere una nuovo decreto di rinvio a giudizio. Il tribunale dovrà ora nominare un nuovo giudice, diverso da quello che aveva mandato a processo i tre imputati.
Ad accorgersi dell'errore poco prima dell'ultima udienza, lo scorso 22 novembre, erano stati gli avvocati difensori, Claudio Simonelli e Roberto Cavallone per Piercarlo Fabbio, Luca Gastini, difensore di Carlo Alberto Ravazzano e gli avvocati Marco Conti e Marco Paneri, per Luciano Vandone.
C'era una discrepanza tra i capi di imputazione, “incomprensibili”, sottolineavano i difensori. Secondo il pubblico ministero che ha condotto le indagini, Riccardo Ghio, si trattava di un “errore materiale”, sanabile. Ma il Tribunale ha ritenuto opportuno ripartire dall'udienza preliminare. Secondo il giudice dagli atti si evince “un errore nell'indicazione dei capi di imputazione”: sarebbero stati indicati quelli contenuti nella richiesta di misura cautelare per Ravazzano e Vandone, dove non figurava, invece, Fabbio. Il rischio nel proseguire l'iter già iniziato sarebbe stato quello di un'istanza di annullamento magari a processo avanzato, se non addirittura in Cassazione.
“E' stata accolta in pieno la nostra eccezione, quindi non si trattava di errore materiale”, dicono al termine dell'udienza gli avvocati.
Anche il Cissaca, che aveva chiesto di costituirsi parte civile, dovrà riformulare l'istanza. Mentre resta invariata la posizione del comune di Alessandria, già costituitosi parte civile con l'avvocato Boccassi.
In aula, dei tre imputati, era presente solo l'ex sindaco Fabbio che, però, non ha voluto commentare la disposizione del giudice. “Il risultato dimostra come non fosse nostra intenzione guadagnare inutilmente tempo, o farlo perdere al Tribunale - ha dichiarato Claudio Simonelli - La nostra richiesta era quella di istruire un processo senza elementi di illegittimità che potessero pregiudicare un esito corretto”.
31/01/2013

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