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Pozzolo Formigaro

Preso dai Carabinieri il "basista" della rapina alla gioielleria

Dopo l'arresto dei due esecutori della rapina alla "CM Gioielli" di Pozzolo Formigaro avvenuto a dicembre 2016 sono proseguite le indagini del Nucleo Investigativo dei Carabinieri che hanno portato all'arresto del terzo complice, il "broker" che ha organizzato il tutto. Eugenio Isidoro brindisino si nascondeva a Novi Ligure
 POZZOLO FORMIGARO - I due esecutori materiali della rapina dello scorso 6 dicembre alla gioielleria “CM Gioielli” di Pozzolo Formigaro erano stati arrestati dai Carabinieri di Alessandria lo scorso 13 gennaio. Ma chi aveva aiutato nell'organizzazione della rapina Cosimo Filomeno (40enne di Brindisi, ma domiciliato in Romania) e Daniele Savoca (36enne di Vajont, in provincia di Pordenone) che tutt'oggi si trovano in carcere. I due rapinatori “come ci erano arrivati a Pozzolo? Alla scelta e all'organizzazione del colpo?”. A proseguire nelle indagini è stato il Nucleo Investigativo dei Carabinieri, come ha spiegato il maggiore Giacomo Tessore (nella foto insieme al colonnello Enrico Scandone e al tenente colonnello Giuseppe Di Fonzo)

Così coadiuvati dalla Compagnia di Novi Ligure il sabato di Pasqua, 15 aprile, è stato preso anche il terzo uomo implicato nella rapina, con il ruolo di “basista”. Eugenio Isidoro, 43 anni del brindisino e residente a Novi Ligure avrebbe organizzato la rapina, oltre che fare da palo il giorno del reato a danno del gioielliere. Una rapina violenta (come testimoniano le immagini del video) con calci e pugni al titolare, Quadrelli ricoverato con una mandibola rotta e diversi giorni di prognosi.  Per Isidoro è scattata l'esecuzione dell'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip di Alessandria, Stefano Moltrasio.

Isidoro è considerato il “broker”, colui che predispone il tutto, che “aggrega” e riunisce insieme i soggetti per compiere poi azioni criminali. Dopo quella di Pozzolo, l'uomo ne stava già organizzando altre non solo sul territorio alessandrino, ma anche in altri comuni del Nord Italia. A “guidare” sul posto Filomeno fin dal mese di novembre 2016 è stato proprio Eugenio Isidoro che conosceva bene la zona e lo stesso autore della rapina. Mentre i due esecutori materiali (Filomeno e Savoca) si erano conosciuti in carcere in Emilia Romagna. Ad Isidoro anche il compito di rubare l'auto per fare il colpo, una Fiat Panda di proprietà di un 53enne tortonese, con la quale li ha attesi all'uscita della gioielleria e li ha portati in un posto sicuro, a Villalvernia dove lil mezzo è stato poi sequestrato dai Carabinieri. E' stato identificato - ma sono ancora in corso accertamenti - anche un quarto uomo, alessandrino, che avrebbe aiutato Isidoro a mettere in salvo i due rapinatori, procurando loro una sicura via di fuga. Savoca infatti era stato rintracciato a Pordenone in procinto di partire per il Brasile, mentre Filomeno stava rientrando in Italia dopo una “tappa” in Albania prima di venire arrestati ad inizio anno.
20/04/2017

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