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Alessandria

Orto Botanico: il parco più bello di Alessandria?

La Commissione Ambiente apre una serie di approfondimenti dedicati al verde in città con la visita all'Orto Botanico, scoprendo una realtà in grande espansione che tanti alessandrini ignorano. Sono migliaia le piante già presenti, ripartite in ecosistemi, ma si punta in alto. "Stiamo costruendo spazi gioco per bambini, enormi voliere, un laghetto e aree verdi per gli studenti". "Il sogno? Un anfiteatro per spettacoli all'aperto coperto da una cupola"
ALESSANDRIA - Quanti di noi conoscono Il Giardino Botanico cittadino? La domanda potrebbe spiazzare i più, visto che nonostante le centinaia di visite ogni anno (specialmente da parte delle scolaresche) questo spazio verde cittadino rimane un mistero per tanti alessandrini. Eppure si tratta di un'area interessante, con un potenziale grandissimo, gestita con grande spirito di professionalità e impegno da Angelo Ranzenigo, responsabile dell'orto per conto del Comune. 

Ieri, lunedì 26 ottobre, a fare una visita guidata degli spazi sono stati i componenti della Commissione Ambiente, nella prima tappa di un tour che li porterà a monitorare tutti i principali parchi cittadini, con l'obiettivo di pianificare interventi ad hoc e costruire un regolamento comunale per il rispetto e la piena fruizione del verde cittadino. 

Il parco, che ha sede vicino al cimitero, in via Monteverde 24, occupa una superficie di circa 12 mila metri quadrati e ospita migliaia di piante, oltre ad alcune specie animali, in particolare volatili in via d'estinzione e tartarughe. Il personale per gestire la struttura è però ridotto al minimo (3 persone in tutto), e se le attività proseguono all'interno con costanza è grazie soprattutto a un gruppo sempre più nutrito di volontari, guidati da Angelo Ranzenigo, che dell'Orto Botanico è il responsabile. "Abbiamo anche 6 ragazzi del servizio civile - spiega Ranzenigo - ma ci vengono concessi solamente ad anni alterni. Quest'anno stiamo lavorando alacramente per ampliare le attività che vengono svolte nel Giardino, e per rendere l'area ancor più accogliente per gli alessandrini, creando un vero e proprio parco aperto a tutti, ma controllato e completamente sicuro". 

A sostenere i progetti dell'Orto botanico c'è l'associazione Upupa, ma anche una neo costituenda associazione di volontari che ha preso il nome di Natura Ragazzi. Il parco è visitabile in settimana, dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 18, e nei weekend alcune mattine al mese o previo appuntamento, ma l'obiettivo è di estendere presto orari e servizi: "la visita guidata che proponiamo - spiega Ranzenigo - conduce le persone attraverso la serra delle piante succulente, di quelle tropicali, delle orchidee, e - fra una cascata e le voliere piene di pappagalli - in un'ampia area verde destinata a parco pubblico".

Già oggi l'Orto Botanico è visitato da molte scolaresche, e anche dagli studenti della vicina università Avogadro. Unanime l'apprezzamento da parte dei commissari del lavoro fin qui svolto da Ranzenigo e da tutti i volontari, che organizzano anche corsi serali sulla conoscenza delle piante, sulle tecniche per la creazione di un orto, sul cammino fatto dall'evoluzione (gli incontri sono appena iniziati, e si tengono il martedì sera). Il parco ospita già oggi diverse specie di uccelli in via di estinzione, con un "allevamento etico" che ha l'obiettivo di restituire, entro qualche generazione, i volatili alla vita in libertà, nelle terre d'origine: "già oggi le voliere sono grandi almeno il doppio rispetto a quanto prescritto dalla legge - spiega Ranzenigo - e i nuovi nati non vengono sottratti ai genitori. Con il tempo verranno poi trasferiti nei paesi d'origine, e i loro cuccioli saranno lasciati liberi. Il progetto riguarda alcune specie in via d'estinzione, e per questo è particolarmente prezioso. Stiamo anche per costruire una mega voliera all'esterno, in parte coperta e in parte no, di 32 metri quadrati. A curarla, con un apposito progetto, speriamo possano esserci alcune persone con disabilità, e lo stesso varrà per alcune aree adibite ad orto". 

L'area verde del Giardino Botanico si estende anche lungo il bastione che porta verso la scuola Morando, e che, a detta dei commissari, potrebbe essere destinata ad accogliere nuovi alberi in futuro, costituendo una delle zone dove piantumare un albero per ogni nuovo nato. "Fra i progetti c'è anche quello - spiega Ranzenigo - di creare un percorso ciclabile "avventuroso" per bambini e ragazzi, da svolgersi nella natura ma in piena sicurezza, così come un "percorso vita", con delle stazioni attrezzate per fare ginnastica. Questo è l'obiettivo del parco che sta nascendo: offrire spazi di verde che restino puliti, in ordine, e fruibili da tutti. Stiamo costruendo un laghetto artificiale, e speriamo che presto i nonni vogliano portare qui i nipoti a giocare. Immaginiamo che l'area possa essere interessante anche per gli studenti, con tanti posti tranquilli dove stendere una coperta nel verde e mettersi a studiare immersi nella natura". 

Nella lista dei sogni c'è poi la creazione di un vero e proprio anfiteatro per spettacoli all'aperto, da coprire con una cupola microclimatica che possa proteggere gli spettatori in caso di pioggia: "lo spazio naturale c'è già, con un ampio semicerchio composto da un terrapieno. Come per altri progetti, dividiamo tutte le parti da realizzare in lotti più piccoli, che possono essere finanziati singolarmente e che hanno un valore ciascuno anche realizzato da solo. Così non si butteranno via eventuali risorse. Siamo molto attenti agli aspetti economici, e finora tutto ciò che abbiamo realizzato lo dobbiamo all'impegno dei volontari e alla generosità di qualche benefattore, che magari ci dona dei materiali".

Dopo l'amministrazione Calvo, che per prima aveva creduto nel progetto, da parte del Comune, che pure è proprietario dell'area, non sono mai arrivati finanziamenti. Dopo la visita però diversi commissari si sono dimostrati entusiasti della struttura, e pronti a investire qualche risorsa. Senza un adeguato sostegno infatti, i progetti in programma difficilmente potranno essere realizzati: "spesso mi trovo qui da solo - spiega Ranzenigo ai commissari - e se mi dovessi sentire male salterebbero le visite guidate alle scuole, i corsi di formazione per adulti, le attività di pulizia e di manutenzione. Servirebbe almeno un'altra persona, meglio se giovane, ad affiancarmi, anche perché io possa trasmettere tutte le conoscenze sulla struttura a qualcun altro che possa tramandare il lavoro svolto nel tempo". 
 
27/10/2015

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