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Alessandria

Mattonelle "anti-smog" in centro: "perché non riutilizzarle?"

A porre il quesito all'amministrazione comunale è il consigliere del M5S, Andrea Cammalleri con una interpellanza. "Perché non rimettiamo - con il giusto fondo - le stesse mattonelle? Anziché sprecare altre risorse per acquistarne di nuove, il porfidblock? Quale è la differenza?". A rispondere è il vicesindaco Cattaneo
 ALESSANDRIA - Sul banco del Consiglio comunale oltre alla fedele “borraccia” dei 5 Stelle ci sono anche due mattonelle, una di porfido e l'altra della pavimentazione che proprio in questi giorni sta venendo smantellata in alcune strade del centro, quelle definite del “quadrilatero della vergogna”. Il banco è quello del consigliere di opposizione Andrea Cammalleri (M5S) che ha portato in Consiglio comunale un'interpellanza proprio sulle “nuove mattonelle” (il porfidblock utilizzato in via Trotti ad esempio, ndr) delle strade del centro che erano state fatte qualche anno fa sotto l'amministrazione Fabbio e che oggi “saltano” via come molle.

Via Alessandro III, via Rattazzi, via Modena e via Bergamo: queste strade una pavimentazione però ce l'hanno, sembra sostenere il consigliere 5 stelle. “Allora perché non la riutilizziamo, questa volta facendo il corretto sottofondo stradale? Invece che acquistarne di nuove, il porfidblock con ulteriore aggiunta di costi, considerando che il costo totale preventivato che i cittadini già pagano due volte è di 700 mila euro (di cui 400 mila dal Comune e 300 mila impegnati da Amag)?”. Il “buonsenso in questo momento di crisi” - si legge nell'interpellanza – porterebbe a ritenere più ragionevole riutilizzare queste mattonelle autobloccanti che la ditta stessa (la Senini Spa) ha definito “di un'altezza di 8 cm, ideale per il traffico pesante, l'importante è che tenga il sottofondo su cui viene posata come da nostro capitolato”. Non solo, perché in uno scambio di risposte scritte, l'amministratore unico della ditta Senini Spa descrive al Movimento 5 Stelle questo tipo di pavimentazione (quella che doveva trattenere le Pm10, ndr) come utilizzata da grossi clienti (come Ikea, Bartolini) e invita anche a vedere nella sede toscana come questa pavimentazione sopporti “il transito da oltre 30 anni di mezzi d'opera pesanti, come muletti, ruspe, autotreni per chiarire ogni dubbio”.

A rispondere ai grillini è il vicesindaco Giancarlo Cattaneo con una relazione dell'ingegner Giuseppe Ieracitano, direttore dei lavori del nuovo progetto di Amag Spa, che motiva il perché non è possibile rimettere le stesse mattonelle precedentemente installate, proprio attraverso le disposizioni “tecniche” illustrate sul sito della ditta Senini Spa. “Nel caso di carichi impegnativi la posa delle mattonelle deve essere effettuata con un sistema a due strati: uno di sottofondo costituito da una fondazione in misto granulare (cioè misto sabbia) e uno strato di base di sostegno al massello in misto cementato”. Non è previsto per quelle mattonelle “eco” l'utilizzo di un supporto rigido quale è la piastra in calcestruzzo con rete elettrosaldata, “che è invece previsto nel nuovo progetto, e che era lo stesso indicato nella forma originale del progetto di qualche anno fa dagli uffici del Comune con mattonelle però in porfido, e che avrebbe dovuto scongiurare tutte le problematiche sorte oggi”. Cosa succederebbe quindi se venissero rimesse quelle mattonelle? “Se venissero messe sulla piastra rigida in calcestruzzo potrebbero rompersi perché la posa non è quella prescritta dalla ditta produttrice”.

Sotto l'aspetto economico invece, le “vecchie” mattonelle anti-smog saranno messe in magazzino e riutilizzate per altri interventi, su strade pedonali, per marciapiedi o interni cortili. E quelle nuove in porfidblock – che a vista per i grillini sembrano non avere nulla di diverso dalle altre- quanto sono costate? “35 mila 800 euro al netto del ribasso d'asta”. La somma verrà anticipata da Amag per una superficie totale di circa 2500 metri quadrati a fronte di uno stanziamento lordo previsto per il rifacimento di tutte le vie del “quadrilatero della vergogna” di 380 mila euro che si riduce a circa 307 mila euro al netto del ribasso d'asta.
“A noi la ditta ha detto altro e anche sul loro sito questa parte cui voi avete fatto riferimento sembra riferita ad altre pavimentazioni e non all'Ecotop, cioè alla vecchia mattonella” replica il consigliere Cammalleri. Che continuerà a verificare e a fare controlli, “senza escludere la possibilità di procedere con un esposto, visto che se fossero spese in più e anche superflue si potrebbe parlare anche in questo caso di danno erariale”.
27/02/2015

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