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Alessandria

Marco Santi nominato membro dell'Atc. E la Regione rivede i criteri per i morosi incolpevoli

L'ex presidente della Caritas locale subentra nel cda dell'Atc Piemonte sud al posto del dimissionario Marco Balossino. Intanto vengono sospesi migliaia di sfratti per morosità da alloggi Atc, poiché la Regione ha rimosso il vincolo di 3 mesi di mancato affitto per la decadenza dagli alloggi: si valuterà caso per caso
ALESSANDRIA - Il Consiglio Regionale del Piemonte ha nominato Marco Santi come nuovo membro del consiglio di amministrazione dell'ATC Piemonte Sud.

"Per quel che mi riguarda  - commenta l'assessore alessandrino alla coesione sociale Mauro Cattaneo - è una splendida notizia ma credo lo sia anche per tutti gli operatori pubblici e privati dei servizi sociali. Marco fino a poco tempo fa è stato componente fondamentale dell'Osservatorio Sociale del Comune di Alessandria in quanto presidente della onlus della Caritas locale, avendo quindi modo di toccare con mano le cause della gravità dell'emergenza abitativa in città. Tra cui rientra di certo anche la pessima gestione passata della stessa ATC di Alessandria.
Sono certo che la positiva inversione di tendenza già avviata con la presidenza di Marco Balossino e con il nuovo direttore Roberto Giorgis possa avere ulteriore impulso dall'inserimento tra gli amministratori dell'ATC di Marco Santi. La sua competenza nel lavoro sociale, il suo profilo etico e la sua fitta serie di legami ed esperienze col terzo settore alessandrino sono risorse su cui da oggi l'ATC può contare".

Intanto l’Assemblea regionale ha approvato a maggioranza (32 favorevoli, 1 contrario, 1 astenuto e 6 non votanti) la legge Disposizioni in materia di decadenza dall’assegnazione degli alloggi di edilizia sociale.
Il nuovo testo modifica la precedente legge regionale n. 3/2010, intervenendo sul fenomeno delle decadenze dall’assegnazione di alloggi di edilizia popolare causate dalla morosità degli assegnatari.

La nuova norma sopprime il termine di tre mesi di morosità previsto per l’avvio della procedura di decadenza, allo scopo di permettere una più attenta valutazione dei singoli casi e sospende i procedimenti in corso affinché i Comuni e gli enti gestori, con una successiva modifica del regolamento attuativo, possano valutare le singole posizioni di morosità prima di pronunciare la decadenza, avviando il procedimento solo nei confronti di quegli assegnatari morosi ritenuti oggettivamente in grado di pagare il canone.

Uniformandosi alle previsioni della legge nazionale n.76/2016 il provvedimento, anche attraverso emendamenti approvati in Commissione e in Aula e proposti dal gruppo M5S, amplia la definizione del nucleo richiedente estendendolo ai soggetti parte di unioni civili omosessuali e ai conviventi di fatto. La stessa nuova definizione si applica all’articolo della legge n. 3/2010 relativo ai punteggi da attribuire ai richiedenti e a quello sulla successione nella domanda e nell’assegnazione degli alloggi.

Su questo punto sono stati esaminati e respinti numerosi emendamenti del presidente Fdi, Maurizio Marrone, che ha contestato il metodo con il quale la maggioranza ha voluto inserire la tematica dei diritti Lgbt all’interno di quella dell’edilizia sociale. Suo, invece, l’emendamento approvato che inserisce anche i figli, non presenti nel testo originario, fra gli aventi diritto alla successione nell’assegnazione della casa di edilizia sociale in caso di decesso dell’assegnatario.
Il testo prevede inoltre che i cambi di alloggio possano essere effettuati, oltre che per superare condizioni di sottoutilizzo o sovraffollamento degli alloggi di edilizia sociale nonché di disagi abitativi di carattere sociale, anche per cercare di ridurre la morosità.

Si riconosce in capo alla Giunta regionale la possibilità di avviare una sperimentazione delle modalità di riparto del fondo sociale, anche in deroga ai criteri fissati dalla legge n.3/2010, riconoscendo l’obbligo della Giunta di informare sugli esiti della sperimentazione la Commissione consiliare competente.
È presente la clausola di neutralità finanziaria in quanto dal provvedimento in questione non derivano oneri aggiuntivi al bilancio regionale: si tratta infatti di una sospensione dei procedimenti di decadenza e non di una sanatoria.

Stando ai dati dell’Assessorato regionale, tra il 2011 e il 2016 le ATC hanno richiesto ai Comuni di pronunciare la decadenza per poco meno di 6.500 assegnatari. Le richieste di decadenza per morosità costituiscono la quasi totalità delle richieste di decadenza (incidenza tra il 93 e il 97%), solo per il Piemonte Centrale la percentuale si abbassa al 60%. Nello stesso periodo, in media, solo per il 33% delle richieste i Comuni hanno effettivamente pronunciato la decadenza. Le decadenze eseguite rappresentano in media il 18% delle decadenze pronunciate, corrispondente al 6% delle richieste. Le richieste di decadenza riguardano l’11% del patrimonio gestito per ATC Piemonte Sud e Centrale, mentre per il Piemonte Nord l’incidenza sale oltre il 19%.
17/03/2017

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