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Materia Grigia

Ma un'altra volta?! Il punto sulla sciagurata involuzione dei Grigi

Dal primo posto a +10 sulla seconda ad un fallimentare (e già visto...) girone di ritorno che sta allontanando (un'altra volta...) l'Alessandria dal sogno Serie B. Una lenta ma inesorabile crisi che a sole tre giornate dal termine ha addirittura portato all'esonero di Piero Braglia. Ora tocca a Giuseppe Pillon mantenere vive le speranze di una squadra che pare alla deriva
MATERIA GRIGIA - Non credevamo che potesse accadere ancora. Al termine di un girone d'andata dominato, c'era un certo pudore a pronunciare la parola "promozione", ma vi era un ottimismo diffuso e il traguardo sembrava davvero alla portata dell'Alessandria di mister Braglia. Per questo ora che il sogno della serie B (che, ricordiamolo di nuovo, manca dalla stagione 1974-75) sembra svanire una volta di più, alle ultime battute di un girone di ritorno da incubo - l'ennesimo, dopo le esperienze drammatiche delle due stagioni passate -, l'amarezza è perfino più grande. Difficile trovare parole adeguate a descrivere la profonda delusione di tutto l'ambiente grigio dopo il sorpasso in classifica da parte di una Cremonese non certo irresistibile, vittoriosa di misura sul campo del Prato grazie a una rete di Porcari, e ora con un preziosissimo punto di vantaggio in vista del rush finale. 

Sconcertante la partita giocata dall'Alessandria a Viterbo una settimana fa. Si è vista in campo una squadra molle, quasi apatica, in controllo del match, certo, ma troppo distratta, soprattutto sotto porta (inaudito l'errore di Bocalon, che da pochi passi spedisce sulla traversa un pallone praticamente solo da poggiare in rete), e incapace poi di reagire al pareggio agguantato dai padroni di casa con un tiro dalla distanza di Jefferson (subentrato a inizio ripresa a Sandomenico). Positiva solo la prova di Rosso, autore del momentaneo vantaggio. 

Gravi ancora una volta le responsabilità di Vannucchi, a questo punto tra i maggiori indiziati (non l'unico, ovviamente) della brusca frenata dei Grigi, dopo diversi svarioni incomprensibili in una stagione molto positiva fino a poche settimane fa. In effetti è un errore tecnico, pur meno clamoroso del pasticcio con il Giana Erminio e del gol di Tomi subìto praticamente da centrocampo, dell'estremo grigio a propiziare il pareggio dei laziali e a tagliare le gambe a una squadra non in grado, come detto, di avere una qualche reazione nella fase conclusiva della gara, e apparsa quasi rassegnata, come attestano anche le parole di Braglia in conferenza stampa, meno lucido e grintoso del solito. 

Non ha stupito, dunque, la presa di posizione del presidente Di Masi, che annunciava l'esigenza di un colloquio chiarificatore con il tecnico immediatamente dopo Pasqua. La situazione, però, è rapidamente trascesa, e ha portato all'esonero dell'allenatore toscano, sostituito dall'esperto Giuseppe Pillon (foto), detto Bepi, da Preganziol, Marca trevigiana. Una lunga carriera alle spalle per il sessantunenne tecnico veneto, con i maggiori momenti di gloria tra il 2004 e il 2008 in quel di Chievo (settimo posto nella massima serie con la squadra veronese) e di Treviso. Molte panchine in giro per l'Italia, l'anno scorso a Padova, e una lontana esperienza alessandrina, da giocatore all'esordio tra i professionisti nel 1975-76, in quella squadra appena retrocessa dalla B, e protagonista di un modesto campionato anche in serie C. Un cambio frettoloso, motivato dal tentativo di dare una scossa all'ambiente, ma comunque discutibile, e segno di una certa confusione, che ha portato la dirigenza grigia a ruotare in quattro anni e mezzo ben sei allenatori diversi (Notaristefano, D'Angelo, Scienza, Gregucci, Braglia e ora Pillon). Non siamo ai livelli di Zamparini, ma quasi... 

Ci dispiace dover salutare anzitempo mister Braglia, che con quel suo fare burbero ma schietto e diretto, e con quel suo piglio pragmatico e senza fronzoli, ci aveva convinto da subito. Molti, però, gli errori che anch'egli ha commesso, peccando in certe fasi di presunzione, e non mostrando la duttilità necessaria a gestire una situazione difficile come quella delle ultime settimane. Auguriamo, dunque, tutto il bene possibile al suo sostituto, sperando che possa fare il miracolo, e raddrizzare una stagione che ha preso una piega decisamente negativa. Staremo a vedere. 

Ora restano tre partite, due in casa (sabato con il Renate e l'ultima con il Pontedera), e la gara in trasferta con la Lupa Roma. Duecentosettanta minuti per sperare in un passo falso della Cremonese, magari in quel di Livorno alla penultima di campionato. Molto difficile, però, che i lombardi si lascino sfuggire un'occasione così ghiotta per la promozione diretta. E se non ci saranno sorprese, per i Grigi si aprirà la lotteria dei play off, con squadre ambiziosissime come il Parma e il Lecce, finite dietro al Venezia di Inzaghi (risultato ormai acquisito; complimenti a Superpippo!) e al Foggia di Stroppa (manca solo la conferma aritmetica). Una strada durissima, tanto più per una compagine apparsa in netta flessione, non solo e non tanto dal punto di vista fisico, quanto piuttosto sul piano psicologico. 

Nel frattempo, una parte consistente della Gradinata Nord ha annunciato, con un lungo e articolato comunicato, che francamente ci pare in buona parte condivisibile, una clamorosa protesta per la prossima gara casalinga con il Renate, difendendo e argomentando la scelta di rimanere fuori dallo stadio. Un primo segnale, di valutare con attenzione, dell'impatto enorme che potrebbe avere su tutto l'ambiente una promozione gettata alle ortiche dopo un anno come quello che abbiamo vissuto. Speriamo che la sorte ci riservi qualche altro colpo di scena, questa volta di segno positivo, poiché - come abbiamo già scritto molte volte - una piazza come la nostra merita palcoscenici più prestigiosi. O no?
20/04/2017
Giorgio Barberis - sport@alessandrianews.it

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