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Alessandria

Il Tra in liquidazione: "impossibile tenerlo in piedi senza i soci"

L'assemblea dei soci del Teatro di Alessandria ha scelto per la liquidazione della Fondazione Tra. La Regione e gli altri soci spiegano di non poter rinnovare il pagamento delle rispettive quote. Cda dimissionario. I dipendenti in presidio: "che ne sarà di noi?"
16:00 La Fondazione Tra in linquidazione: solo questione di tempo

Dall'assemblea dei soci confermate le indiscrezioni: lo spazio di manovra è ridotto al minimo, ormai la strada scelta è quella della liquidazione. Per rendere ufficiale lo scioglimento servono le deliberazioni dei Consigli comunali di Alessandria e Valenza (tra Natale e capodanno quello della città orafa, probabilmente a gennaio il voto nel capoluogo). La Regione ha confermato la volontà di chiedere lo scioglimento della Fondazione, non potendo più garantire le quote assicurate gli scorsi anni. Il Presidente Lodato ha comunicato le dimissioni dell'intero cda, che però resterà in carica "in prorogatio" fino alla nomina del liquidatore. 

 


"Che ne sarà di noi? Possibile che dopo gli ultimi due anni di passione, nei quali è successo un po' di tutto, compreso di dover respirare amianto, adesso l'epilogo sia questo?" sono solamente alcune delle domande amare che si stanno ponendo in queste ore i dipendenti del Tra (Teatro Regionale Alessandrino), in presidio di fronte alla struttura ormai chiusa da due anni, per una bonifica che sembra infinita. 

Oggi i soci della Fondazione che sostiene e promuove le attività del Teatro, Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria, Regione, Amag, Comuni di Alessandria e Valenza, sono riuniti in assemblea per decidere il futuro di questa preziosa realtà culturale per il territorio, ma le indiscrezioni sono tutte volte al pessimismo: da più parti emerge la volontà di defilarsi dalla fondazione, non avendo più le risorse economiche per sostenerla. A farne le spese però, oltre che la città, rischiano di essere in particolare i dipendenti del Tra, 15 lavoratori che a dicembre vedranno terminare anche il periodo della cassa integrazione senza conoscere quale sarà il loro futuro da gennaio. "Stiamo valutando cosa fare - spiegano i lavoratori in presidio - e manifesteremo ancora se non ci verranno date garanzie. Pensiamo a qualcosa di artistico, perché questa è la nostra natura, ma certo nel cuore la speranza è sempre più debole. Siamo sprofondati in un oblio e un limbo dal quale sembra che nessuno voglia più occuparsi di noi". 
12/12/2012

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