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Università

Laureati soddisfatti dell'Università. E anche trovare lavoro è più facile

Il 92,1% dei laureati all'Università del Piemonte Orientale si dichiara soddisfatto dell’esperienza universitaria. Il 72,4% dei laureati sceglierebbe nuovamente lo stesso corso e lo stesso Ateneo. A un anno dal conseguimento del titolo, il tasso di occupazione dei laureati è superiore alla media nazionale e lo stipendio è più alto
UNIVERSITA' - Buone notizie dal XX Rapporto sul Profilo e sulla condizione occupazionale dei laureati all'Università del Piemonte Orientale elaborato dal Consorzio Interuniversitario AlmaLaurea.

I laureati nel 2017 coinvolti sono 1.839, 1.243 di primo livello, 324 magistrali biennali e 263 a ciclo unico; i restanti sono laureati dei corsi pre-riforma. Per quanto rigurada i laureati di primo livello e i laureati magistrali biennali, la quota di laureati di cittadinanza estera è complessivamente pari al 4,8%, (superiore alla media nazionale, pari al 3,5%): il 5,7% tra i triennali e il 4,3% tra i magistrali biennali. Il 21,6% dei laureati proviene da fuori regione; in particolare è il 21,5% tra i triennali e il 21,0% tra i magistrali biennali. È in possesso di un diploma di tipo liceale (classico, scientifico e linguistico) il 57,1% dei laureati: è il 51,6% per il primo livello e il 57,4% per i magistrali biennali. Possiede un diploma tecnico il 28,8% dei laureati: è il 33,1% per il primo livello e il 25,6% per i magistrali biennali. Residuale la quota dei laureati con diploma professionale.

L’età media alla laurea è 25,9 anni per il complesso dei laureati, nello specifico di 25 anni per i laureati di primo livello e di 28,2 anni per i magistrali biennali. Un dato su cui incide il ritardo nell’iscrizione al percorso universitario: non tutti i diplomati, infatti, si immatricolano subito dopo aver ottenuto il titolo di scuola secondaria superiore. Il 59,2% dei laureati termina l’università in corso il dato medio nazionale è pari a 51,1%): in particolare è il 59,2% tra i triennali e il 75,0% tra i magistrali biennali. Il voto medio di laurea è 100,1 su 110: 98,4 per i laureati di primo livello e 105,0 per i magistrali biennali.

L’81,7% dei laureati ha svolto tirocini riconosciuti dal proprio corso di studi rispetto al 57,9% della media nazionale, ha compiuto un’esperienza di studio all’estero riconosciuta dal corso di laurea (Erasmus in primo luogo) il 7,2% dei laureati, il 63,0% dei laureati ha svolto un’attività lavorativa durante gli studi universitari.

Il 92,3% dei laureati è soddisfatto del rapporto con il corpo docente e l’86,8% ritiene il carico di studio adeguato alla durata del corso. In merito alle infrastrutture messe a disposizione dall’Ateneo, l’81,9% dei laureati considera le aule adeguate. Più in generale, il 92,1% dei laureati si dichiara soddisfatto dell’esperienza universitaria nel suo complesso. E quanti si iscriverebbero di nuovo all’Università? Il 72,4% dei laureati sceglierebbe nuovamente lo stesso corso e lo stesso Ateneo, mentre il 5,7% si riscriverebbe allo stesso Ateneo, ma cambiando corso.

L’Indagine sulla Condizione occupazionale ha coinvolto 1.228 laureati triennali del 2016 contattati dopo un anno dal titolo (nel 2017). Il 37,0% dei laureati di primo livello, dopo il conseguimento del titolo, decide di proseguire il percorso formativo iscrivendosi ad un corso di secondo livello (marginale la quota di chi si iscrive ad un corso triennale). Dopo un anno il 36,0% risulta ancora iscritto.  A un anno dal conseguimento del titolo, il tasso di occupazione (si considerano occupati, seguendo la definizione adottata dall’Istat, tutti coloro che sono impegnati in un’attività retribuita, di lavoro o di formazione) di coloro che hanno scelto di non proseguire gli studi universitari è dell’83,0% (il dato nazionale è del 71%), mentre quello di disoccupazione (calcolato sulle forze di lavoro, cioè su coloro che sono già inseriti o intenzionati a inserirsi nel mercato del lavoro) è pari al 10,7%. Tra gli occupati, il 14,9% prosegue il lavoro iniziato prima della laurea, il 17,8% ha invece cambiato lavoro; il 67,3% ha iniziato a lavorare solo dopo il conseguimento del titolo. Il 22,4% degli occupati può contare su un lavoro alle dipendenze a tempo indeterminato, mentre il 43,4% su un lavoro non standard (in particolare su un contratto alle dipendenze a tempo determinato). Il 19,3% svolge un’attività autonoma (come libero professionista, lavoratore in proprio, imprenditore, ecc.). Il lavoro part-time coinvolge il 27,4% degli occupati. La retribuzione è in media di 1.324 euro mensili netti (1.107 è la media nazionale). Ma quanti fanno quello per cui hanno studiato? Sono il 72,0% gli occupati che considerano il titolo molto efficace o efficace per il lavoro che svolgono. Più nel dettaglio, il 61,0% dichiara di utilizzare in misura elevata, nel proprio lavoro, le competenze acquisite all’università.

I laureati magistrali biennali del 2016 contattati dopo un anno dal titolo sono 289, quelli del 2012 contattati a cinque anni sono 261. Tra i laureati magistrali biennali del 2016 intervistati a un anno dal conseguimento del titolo, il tasso di occupazione (si considerano occupati quanti sono impegnati in un’attività retribuita, di lavoro o di formazione) è pari all’85,6%, superiore alla percentuale nazionale media del 73,9. Il tasso di disoccupazione, calcolato sulle forze di lavoro, è pari al 10,6%. Il 48,3% prosegue il lavoro iniziato prima della laurea, il 12,9% ha invece cambiato lavoro; il 38,8% ha iniziato a lavorare solo dopo il conseguimento del titolo. Il 42,2% degli occupati può contare su un contratto alle dipendenze a tempo indeterminato mentre il 24,5% su un lavoro non standard (in particolare su un contratto alle dipendenze a tempo determinato). Il 6,1% svolge un’attività autonoma (come libero professionista, lavoratore in proprio, imprenditore, ecc.). Il lavoro part-time coinvolge il 17,7% degli occupati. La retribuzione è in media di 1.351 euro mensili netti (media nazionale 1.153). Il 41,7% degli occupati ritiene la laurea conseguita molto efficace o efficace per il lavoro che sta svolgendo; inoltre, il 38,1% dichiara di utilizzare in misura elevata, nel proprio lavoro, le competenze acquisite durante il percorso di studi.

Il tasso di occupazione dei laureati magistrali biennali del 2012, intervistati a cinque anni dal conseguimento del titolo, è pari al 90,2%, mentre il dato medio nazionale è dell'87,3%. Il tasso di disoccupazione è pari al 4,5%. Gli occupati assunti con contratto a tempo indeterminato sono il 61,9%, mentre gli occupati che svolgono un lavoro non standard sono il 12,2%. Svolge un lavoro autonomo il 20,1%. Il lavoro part-time coinvolge il 10,1% degli occupati. Le retribuzioni arrivano in media a 1.518 euro mensili netti (il dato nazionale è pari a 1.428 euro). Il 54,7% degli occupati ritiene la laurea conseguita molto efficace o efficace per il lavoro che sta svolgendo; il 43,2% dichiara di utilizzare in misura elevata, nel proprio lavoro, le competenze acquisite all’università.

Ma dove vanno a lavorare? Il 66,9% dei laureati è inserito nel settore privato, mentre il 28,1% nel pubblico. La restante quota lavora nel non-profit (5,0%). L’ambito dei servizi assorbe l’83,5%, mentre l’industria accoglie il 13,7% degli occupati. Marginale la quota di chi lavora nel settore dell’agricoltura.
12/06/2018

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