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Alessandria

La nuova rete assistenziale per la cura delle ferite “difficili”

Al convegno “Lavorare in Rete: dalla cura al prendersi cura. La rete vulnologica della Provincia di Alessandria” la presentazione dell'assistenza per le ulcere cutanee e le lesioni da decubito. Le sedi degli ambulatori distrettuali sono Alessandria, Casale, Novi Ligure, Tortona e Acqui Terme
ALESSANDRIA - Lavorare in Rete: dalla cura al prendersi cura. La rete vulnologica della Provincia di Alessandria era il titolo del convegno che si è tenuto venerdì all’Hotel Diamante di Spinetta Marengo, e che ha visto la presentazione ufficiale della Rete Vulnologica Alessandrina, moderatori i dottori Roberto Stura, Direttore dei Distretti Asl Al e Massimo Guazzotti, medico vulnologo Asl Al. Il vulnus, come ha spiegato il dottor Antonino Trimarchi, Direttore Sanitario dell’Asl Verbano Cusio Ossola, è quella ferita cronica difficile da trattare per svariate motivazioni cliniche (eziologia, decorso, ecc.), che costringe spesso i pazienti a veri e propri pellegrinaggi tra uno specialista e l’altro, col risultato di aumentare la loro “vulnerabilità” fisica ma anche psicologica globale.

La ricerca di un modello organizzativo, che offra una soluzione efficace ed appropriata ad un problema che riguarda circa 2 milioni di persone in Italia, ha portato a rivisitare un’esperienza nata già nel 2008 all’ospedale di Tortona, costruendo una nuova rete aziendale che rappresenti un riferimento certo per i molti attori del pianeta Sanità, sviluppata in modo capillare su tutto il territorio, che comprenda la presa in carico globale dei pazienti con lesioni cutanee croniche, fortemente interconnessa con l'aspetto della prevenzione e dell’educazione alla salute.

Sono stati costituiti 5 ambulatori a gestione infermieristica, in cui opera personale altamente specializzato in materia, che si inseriscono nel percorso del paziente affetto da lesione cronica, sia esso residente a domicilio, sia ricoverato in ospedale, sia residente in casa di riposo. Il medico di famiglia o quello ospedaliero sono in grado di attivare l’ambulatorio vulnologico indirizzando l’utente o richiedendo un accesso domiciliare specificamente per questo tipo di presa in carico. In un secondo livello di intervento viene poi attivato il medico specialista. Le sedi degli ambulatori distrettuali sono Alessandria, Casale, Novi Ligure, Tortona e Acqui Terme.

Nel corso della mattinata gli interventi hanno riguardato le varie prospettive sotto le quali considerare il problema. Il dottor Moreno Ferrarese, medico di Medicina Generale di Alessandria, ha illustrato il punto di vista del medico di famiglia, sottolineando la necessità di promuovere in particolare, attraverso la rete vulnologica, la collaborazione con gli specialisti ospedalieri in un lavoro di sinergia.

Il dottor Massimiliano Paolinelli, dirigente medico della Asur Marche, ha portato l’esperienza ormai consolidata della rete Vulnologica Marchigiana, sottolineando l’importanza di rendere omogeneo il percorso di cura dell’utente all’interno del sistema.

La dottoressa Maria Elisena Focati, dirigente Di.P.Sa, ha illustrato il processo di avvio della Rete Vulnologica Aziendale che consente il collegamento tra Ospedale e Territorio, in un contesto di collaborazione multidisciplinare. La Rete promuove l’attività di prevenzione attraverso l'educazione alla salute al fine di sviluppare nei cittadini processi di auto-cura secondo una medicina d’iniziativa e prossimità. Le infermiere specializzate in gestione delle ferite difficili, Giuseppina De Martis, Maria Grazia Mezzasalma, Carmen Rita Rizzella, Mara Roncali e Paola Tortarolo, che operano nella rete, hanno illustrato una serie di casi tipici.

Il dottor Gilberto Gentili, Direttore Generale dell’Asl Al ha ribadito l’importanza della “presa in carico” del paziente, quasi un “prendere per mano” la persona che necessita di cure per condurla attraverso il percorso migliore. La dottoressa Elide Azzan, Direttore Sanitario dell’Asl Al, ha a sua volta richiamato l’importanza che in questa iniziativa, e non solo, ricopre l’integrazione tra le varie professionalità sanitarie che operano, sul territorio e nell’ospedale, in un’ottica di appropriatezza delle cure.

29/02/2016

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