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Alessandria

La Borsalino è fallita. Cuttica: "E' una vicenda che riguarda tutta la città"

Le parti sindacali hanno chiesto e ottenuto un incontro sia con i curatori fallimentari sia con la società di Camperio: giovedì sarà una giornata per fare un po' di chiarezza sul futuro. Intanto la Borsalino pensa ad un ricorso e il sindaco dice: "Faremo di tutto perchè nessuno ci porti mai via Borsalino"
 ALESSANDRIA - 17:45 - Cuttica: "Faremo di tutto perchè nessuno ci porti mai via Borsalino"
"È una vicenda che riguarda tutta la città e non solo l'azienda - ha detto il sindaco di Alessandria all'inizio della seduta del Consiglio Comunale di martedì 19 dicembre - Senza polemica voglio dire che il marchio Borsalino è Alessandria è Alessandria è il marchio Borsalino e faremo di tutto affinché nessuno ci porti mai via questo marchio"



La brutta notizia è arrivata lunedì mattina, 18 dicembre. Una data che segna il fallimento per la Borsalino, la storica azienda di cappelli alessandrina di fama internazionale: il Tribunale ha infatti rigettato la richiesta di concordato preventivo dell'imprenditore italo- svizzero Philippe Camperio che aveva preso in mano l'affitto del ramo d'azienda e che su di essa ha già fatto parecchi investimenti. Un'azienda che fallisce nonostante la produttività in essere, che fallisce per ragioni finanziarie legate al maxi-crac a sua volta connesso con il nome di Marco Marenco.

Ora, con la decisione presa dal giudice Caterina Santinello, che ne sarà della Borsalino? Per cercare di rassicurare i lavoratori dell'azienda di Spinetta Marengo intanto i sindacati nella giornata della notizia sono stati in assemblea con i lavoratori e hanno con loro anche “presidiato” i cancelli della fabbrica. Quello che è certo è che la produzione e quindi la “routine” lavorativamente parlando per i dipendenti della Borsalino non si fermerà. L'affitto del ramo di azienda sotto Camperio scadrà a giugno.  Una conferma che arriva dalla stessa Haeres Equita srl, la ditta di Camperio, che in una nota scrive: “Continuiamo nell’impegno volto a trovare soluzioni che preservino questo iconico brand e gli interessi di tutti gli stakeholders: i livelli occupazionali, i fornitori, i clienti, la città e le istituzioni di Alessandria. Speriamo dunque di poter continuare a costruire un futuro per Borsalino”. Haeres Equita prende atto della sentenza del Tribunale di Alessandria, ma allo stesso tempo, continua a lavorare con le risorse messe a disposizione per il rilancio di Borsalino e conta di poter proseguire il trend positivo degli ultimi 24 mesi, preservando un patrimonio d’eccellenza del sistema manifatturiero italiano con 160 anni di storia. Si conferma cosi la volontà di continuare la produzione, la distribuzione e le attività di promozione delle future collezioni mantenendo i livelli occupazionali e mantenendo il sito produttivo ad Alessandria.

Ma i sindacati vogliono iniziare a guardare un po' più in là e così già nella giornata di giovedì 21 dicembre si terranno due incontri importanti: da una parte quelli con la Haeres Equita srl, la società dell'imprenditore svizzero nella sede di Spinetta e dall'altra quella tra le parti sindacali e i due curatori fallimentari, Stefano Ambrosini e Paola Barisone. Intanto il cda dell'azienda con tutta probabilità tenterà la strada del ricorso contro la sentenza in appello a Torino: la causa potrebbe essere definita nei primi mesi del nuovo anno.

Intanto entro tre giorni andranno portati i libri in tribunale e sarà il primo passo formale per cercare di capire cosa riserverà il futuro. La speranza, dei sindacati, è quella che si prospetta come il percorso più lineare che vede Camperio in qualità di detentore del marchio Borsalino in una posizione “privilegiata” che potrebbe fare facilmente “terra bruciata” in una situazione di messa all'asta dell'azienda. Si resterebbe ben più in “balia degli eventi” se il procedimento giudiziario finisse per mettere in dubbio l'acquisto da parte dell'imprenditore del marchio del cappello alessandrino: in questo caso lo scenario e l'epilogo della storia diventerebbe più complicato.

Una doccia fredda e una ferita profonda per il territorio alessandrino, i suoi lavoratori e il nome della Borsalino stessa. La legge ha fatto fino ad oggi la sua strada, la giustizia ancora no.
19/12/2017

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