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Alessandria

L'addio di un pezzo di storia alessandrina: chiude il ristorante "Il Grappolo"

Oltre 100 anni di vita e di storia della ristorazione alessandrina: al 31 dicembre "Il Grappolo" chiude. "Una serie di problemi personali - spiega Beppe Sardi, chef e padre di questo ristorante - oltre al calo di redditività per un locale di livello medio alto. Noi abbiamo scelto di non rinunciare a qualità della materia prima e del servizio...."
 ALESSANDRIA - Un “addio” duro da digerire. 111 anni di vita e di storia alessandrina: il ristorante “Il Grappolo” il 31 dicembre 2017 chiude. Uno dei locali più storici della nostra provincia, forse l'ultimo pezzo di storia alessandrina ancora in vita, tira giù le serrande. E lo fa con il magone (e qualche lacrima trattenuta) dello chef Beppe Sardi, in quella cucina da 41 anni.
“Un patatrac – come ha spiegati Beppe – iniziato con la mia caduta e i miei problemi fisici: tre operazioni al piede, la schiena ormai malconcia....non ce la faccio più”. I problemi personali del socio, il maitre Gianluca Bertini, mentre per il terzo socio, il cuoco Paolo Magnè si apriranno le porte della concorrenza “e sarà fortunato chi se lo prende” commenta lo chef Sardi. “Io non lascerò Alessandria e mi metterò a disposizione delle istituzioni se vorranno salvare l'enogastronomia in questa città”.

Ma a lasciare la città sarà cucina monferrina, alessandrina. Quella della tradizione e della qualità. L'altro fattore è irrimediabilmente economico: “non c'è più redditività nella gestione di un locale di livello medio-alto come questo. E noi abbiamo scelto di non mettere in discussione le materie prime o il servizio”. E così.... “è arrivata l'ora di dire basta!”. E Beppe lo vuole fare a testa alta: “Ho dato tanto a questa città e ho ricevuto tanto! Abbiamo avuto una squadra vincente per lungo tempo. Oggi non si riescono a mantenere i livelli e i prezzi che chiede la gente!”. Ma “Il Grappolo” chiude non “perché stiamo fallendo” ci tiene a precisare lo chef: “abbiano fatto 80 coperti la serata di venerdì scorso con la Bagna Cauda e abbiamo esaurito al 20 novembre le prenotazioni per il pranzo di Natale”. Solo che c'è da combattere con un altro mercato oggi, che ha altri standard: “8 anni fa si spendevano 45/50 euro. Oggi la stessa offerta la gente la vuole a 35 euro. Io mi ritengo offeso da questo. E ho deciso di dire basta”. Abbiamo perso 10/15 euro pro-capite sull'espansione della banchettistica: “in quella si guadagna. Su un locale come il nostro paghi giusto le spese!”.

“La qualità della materia prima costa: le mie galline vengono allevate a terra, con una certa alimentazione. Le 15 salse del nostro carrello di bollito, per non parlare del servizio: qui si accompagna il cliente da quando entra a quando esce” hanno evidenziato Beppe a Paolo. “Si chiude con amarezza, ma soddisfatti di quello che abbiamo fatto e dato fino ad oggi” ci tiene a dire Beppe Sardi con fatica per la commozione.
Una notizia data alle autorità, al sindaco, ai club alessandrini che hanno sempre riconosciuto la storia e il valore del “Grappolo”. “Il grazie va agli amici e ai clienti che ci sono sempre stati. E che sono stati la nostra forza in anni come quello dell'alluvione, dove ci siamo ripresi anche e soprattutto grazie a loro”. L'alluvione l'ha superata, oggi i problemi di salute e personali e la crisi della ristorazione “di alto livello” no.

Non ci sarà più in città un locale di “referenza” e non ci sarà più in questo locale la cucina alessandrina: qualche “cavaliere” alessandrino si era interessato...”per poi sparire”. E oggi all'orizzonte ci sono due gruppi stranieri (non cinesi) che hanno mostrato interesse per comprare il locale....”ma anche qui non si è ancora firmato nulla”. Niente valigette e contratti pronti in 5 minuti: tutti giocano al ribasso. “Spero di sapere come finirà e a chi non oltre qualche settimana” ha concluso Beppe. Che si trasferirà probabilmente a Rocchetta, proseguirà ad insegnare, sarà presente a sostegno della figlia al Barlicin e ha sempre progetti nuovi, come quello del suo vino Barbera con il maestro Beppe Vessicchio. “E poi l'altro giorno mi è venuta una idea, che non sa ancora davvero nessuno....ma vedremo se mi scatta la molla! Vi farò sapere con una telefonata a gennaio, se si farà...”. E si capisce che Beppe Sardi non è contento di sparire dalla scena, “dopo tanti anni sul palcoscenico”.
27/11/2017

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