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Alessandria

Gruppo Amag, tutto dentro: illuminazione pubblica, servizi informatici e patrimonio immobiliare?

La partecipata del Comune più florida deve guardare al futuro del gruppo sulla base delle nuove linee di indirizzo della amministrazione Cuttica. Le linee guida sono state portate all'attenzione della commissione e del Consiglio dal vicesindaco Buzzi Langhi e tra le novità ci potrebbe essere la gestione di nuovi settori e servizi....una "Nuova Grande Amag"
 ALESSANDRIA - La Grande Amag di cui si parlava nell'epoca dell'amministrazione Rossa sembra tramontata. Almeno in parte. Il vicesindaco e assessore Davide Buzzi Langhi ha infatti portato all'attenzione della commissione Bilancio e del Consiglio comunale una delibera di indirizzo proprio sul futuro del gruppo Amag. Delle linee guida su quello che dovrà essere il nuovo piano strategico aziendale 2018-2020 (visto che il precedente è in scadenza a fine 2017), con alcune azioni da proseguire nei settori più floridi della principale partecipata del Comune, come la presenza sul territorio (con apertura di sportelli) di Alegas, la ristrutturazione della sede di Amag con un ampliamento degli spazi, ognuno dedicato ad una delle società che ne fanno parte. Ma anche le Reti Idriche (per le quali si attende finanziamento grosso a breve) e il rapporto di quote di Telenergia (10%) , la società nata tra Alegas e Egea per la gestione del progetto di teleriscaldamento. E Reri Gas, con l'indirizzo da parte della amministrazione di tentare la strada della gara per l'acquisizione del 15% di rete che ancora non è di Amag, “da soli, con le proprie forze”, prima di andare con un partner. Il valore delle nostre reti supera i 35 milioni...

Poi ci sono le più complicate realtà come la ormai privata (in maggioranza) Amag Mobilità con la quale si dovrà guardare alle prossime gare per il trasporto extraurbano, e Amag Ambiente, che “è ancora da rimettere in piedi come azienda e servizio, prima di pensare ad investimenti o grossi cambiamenti di sistema” come ha sostenuto Buzzi Langhi. Ancora tante difficoltà con i mezzi (alcuni fermi perché la manutenzione richiede 280 mila euro di investimento), con il personale ridotto a 130 unità e delle quali 20 in indisponibilità lavorativa a sollevare pesi. “Per questo abbiamo deciso di rallentare e di bloccare l'espansione del porta a porta sul territorio comunale e sobborghi – sono state le parole del vicesindaco – Prima l'azienda, il servizio e anche campagne di sensibilizzazione dei cittadini. Perché dove oggi c'è il porta a porta, come in centro, la percentuale di differenziata è davvero bassa, perché non viene fatta come si dovrebbe”. E poi all'orizzonte della galassia “rifiuti” c'è anche Aral e un possibile ingresso in Amag per completare e unire tutta la filiera.

Ma le grosse novità nelle linee d'indirizzo riguardano quei settori che oggi sono fuori da Amag: come il patrimonio immobiliare (per gestire la questione ormai storica di Svial e Valorial in liquidazione) con la nascita di “Real estate e gestione partecipazioni finanziarie” oppure l'illuminazione pubblica. Oggi 14 mila impianti luce, per una parte sotto la gestione di Enel Sole con cui scade la convenzione. “Si potrebbe portare l'illuminazione pubblica sotto Amag”.

Idem vale per il settore dell'efficientamento energetico, coinvolgendo le due società di Amag, Ream e Alegas e della Banda ultra larga, con l'espansione della fibra sotto la gestione Amag, che andrebbe di pari passo alla stesura dei cavi con i lavori di teleriscaldamento in diversi punti della città. Per finire il settore “Acquisizione gestione di linee e servizi informatici”: Amag coinvolta nella “internalizzazione” dei servizi informatici? “E' stata inserita come ipotesi sebbene il percorso per questo campo sia ancora poco definito e molto lungo nella sua realizzazione”. Certo l'idea come ha spiegato il ragioniere capo Zaccone non è quella di buttarla sul mercato in concorrenza con Csi Piemonte, ma magari di dargli la gestione di una serie di servizi, per alleggerire le economie di scala, come è già stato fatto internamente all'azienda Amag.

“Quale è il modello strutturale che questa amministrazione vuole dare?” chiede l'ex assessore Giorgio Abonante, criticando queste nuove linee d'indirizzo, che si vanno a discostare con quella che era la loro visione della Grande Amag, “ovvero cercare un partner finanziario per reperire risorse da investire nelle business unit”. Qui invece sembra – ha proseguito il consigliere di minoranza del Pd - “che si voglia infarcire Amag di attività e servizi, alcuni dei quali oggi non sarebbe nemmeno in grado di gestire, rafforzando la capogruppo e indebolendo e lasciando minore libertà invece alle sotto aziende”. Dalla minoranza Pd un voto di astensione perché le proposte di nuovi servizi non vanno di pari passo, ancora, con il rapporto “costi/benefici” che è proprio del piano industriale.

Spalluccia da un lato e rifiuto dall'altro da parte del Movimento 5 stelle che appoggia alcune indicazioni per il futuro, come quello della gestione della illuminazione pubblica da parte di Amag, indicando la possibilità anche di guardare a Comuni che hanno adottato sistemi e progetti di risparmio energetico anche in base al traffico e ne boccia invece altre . Ok sulla gestione “in house” dell'efficientamento energetico e ok per la fibra. “Un po' di attenzione anche alle postazioni di ricarica per auto elettriche dove comuni della nostra provincia (vedi Tortona) sono più avanti di noi, del capoluogo” ha sostenuto Michelangelo Serra. Meno convinto sulla questione teleriscaldamento e quindi Telenergia: “da un lato vogliamo cercare di aumentare il bacino di clienti di Alegas e dall'altro andiamo a sostenere una società come Telenergia, diretta concorrente: non ci piace questo modus operandi”.
La “nuova Grande Amag” passa comunque con i voti della maggioranza in Consiglio comunale. E da domani si vedrà cosa si riuscirà a fare e cosa no....
29/12/2017

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