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Cinema

“Il figlio dell'altra” al Macallè

Mercoledì 1 e giovedì 2 maggio prosegue la rassegna del cinema kurdo e mediorientale “Aspettando nuove primavere” con il film di Lorraine Levy
CASTELCERIOLO – Prosegue la XIV rassegna del cinema kurdo e mediorientale Aspettando nuove primavere. Nuovi appuntamenti mercoledì 1° maggio e giovedì 2 maggio alle 21.30 al Cinema Macallè di Castelceriolo con Il figlio dell’altra di Lorraine Levy (Francia 2012). Il figlio dell’Altra, nel titolo originale francese ha la ”A” maiuscola. E non è solo un dettaglio lessicale, perché l’“altra” a cui si fa riferimento è qualcosa di più di una persona. È un mondo, una cultura, un nemico, qualcuno che ha distrutto la tua vita, la tua terra, i tuoi legami, qualcuno che ti insegnano ad odiare o a temere.

Siamo in Israele, Joseph ha diciotto anni e una testa piena di riccioli. Da grande vuole cantare, le dita passano giornate a scivolare sulla chitarra da cui non si separa mai. Intanto però lo aspetta il servizio militare e, dalle analisi di routine, i genitori scoprono che non è il loro figlio biologico. È nato ad Haifa, nei mesi della prima guerra del Golfo, e mentre evacuavano l’ospedale durante un bombardamento, lo hanno scambiato con un altro bimbo, figlio di una coppia palestinese. Oggi il bambino che era Joseph, primogenito di una ricca coppia israeliana, si chiama Yacine, vive nei territori occupati, si è appena laureato a Parigi e, da grande, vuole fare il medico per curare i ragazzini palestinesi feriti dall’esercito israeliano. Le due famiglie sono sconvolte. Che fare? Come superare un tabù ed una divisione così violenta di cui quel Muro che taglia in due i villaggi palestinesi appare solo come la punta più visibile?

Lorraine Levy sposta il conflitto tra Israele e Palestina in una dimensione intima, anche se, in fondo, non così privata come potrebbe sembrare. La questione del sangue e dell’appartenenza basta da sé a far vacillare i sentimenti provati fino ad un attimo prima verso qualcuno che si pensava il proprio figlio. I due padri, uno importante funzionario del Ministero della Difesa israeliano, non riescono ad accettare quei ragazzi come i loro figli. Imprecano, piangono, ma, come dice il padre palestinese: “Non dobbiamo dirlo a nessuno. Immagina se lo sanno i miei fratelli, i miei vicini…” Così, sia Yacine, il prediletto della madre, ragazzo dolcissimo, che Joseph dall’altra parte, diventerebbero all’improvviso il Nemico.

La regista sposta l’obiettivo sulle madri e sui ragazzi, quasi che nell’alleanza tra i più giovani che la guerra la subiscono e, soprattutto nel potere femminile, ci possa essere l’arma con cui superare questa guerra. Nelle pieghe, a volte ingenue, a volte brusche, di questa situazione surreale, le due madri, affrontano la tempesta dei sentimenti contro la realtà in cui vivono. Non possono rinunciare a un pezzo di sé da cui sono state separate, ma nemmeno a colui che hanno amato e cresciuto per anni. E insieme a loro ci sono i ragazzi, un futuro possibile, specchio uno dell’altro, del destino che gli era riservato, se quello scambio non fosse mai avvenuto. L’“Altro” è ancora lontano, ma – sembra dirci la regista – forse, da qualche parte si può ancora essere diversi.
30/04/2013

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