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Alessandria

Fabbio e Ravazzano sconteranno la pena ai servizi sociali

La pena di tre anni per falso ideologico potrebbe essere scontata lavorando per un ente o una associazione. E' questa la strada individuata da Piercarlo Fabbio e Carlo Alberto Ravazzano condannati in via definitiva dalla Corte di Cassazione per il bilancio consuntivo 2010 del comune di Alessandria, artefatto per non incappare nelle restrizioni del patto di stabilità
ALESSANDRIA - La pena di tre anni per falso ideologico potrebbe essere scontata lavorando per un ente o una associazione. E' questa la strada individuata da Piercarlo Fabbio e Carlo Alebrto Ravazzano condannati in via definitiva dalla Corte di Cassazione per il bilancio consuntivo 2010 del comune di Alessandria, artefatto per non incappare nelle restrizioni del patto di stabilità.
L'altro giorno è stato recapitato all'indirizzo dell'ex amministratore e dell'ex dirigente l'ordine di esecuzione e il contestuale decreto di sospensione. Ora i legali hanno trenta giorni di tempo per presentare al Tribunale di Sorveglianza di Torino una proposta di messa in prova ai servizi sociali. "Presenteremo un programma di lavori socialmente utili – spiega l'avvocato difensore Claudio Simonelli, insieme a Roberto Cavallone e Francesco Petrelli – spetterà poi al Tribunale approvare il programma o modificarlo".
Simonelli definisce la sentenza "severa": "non mi risulta che ci siano altri casi di condanna ad ex sindaci per vicende simili", dice. 

A presentare un esposto sulla gestione dei conti del comune di Alessandria era stata l'allora opposizione di centro sinistra. Si contestava il bilancio 2010, falsificato per non sforare il patto di stabilità. Il pubblico ministero Riccardo Ghio aveva condotto le indagini e portato in giudizio il sindaco Fabbio, il ragioniere Ravazzano e l'assessore la bilancio al momento dei fatti, Luciano Vandone, la cui posizione è stata stralciata poiché l'amministratore è stato nel frattempo colpito da un ictus.
Che la condanna fosse una delle opzioni possibili, Fabbio "ne era consapevole", dice il difensore. Ora che è una certezza è "amareggiato". Ha ancora la speranza di poter svolgere il periodo di lavori socialmente utili presso qualche ente o associazione attinenti con le sue competenze di insegnante. 
(foto di repertorio: udienza durante il processo di primo grado davanti al tribunale di Alessandria)


11/11/2017

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