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La scelta di andare in dissesto è la scelta più irresponsabile che questa amministrazione possa fare nei confronti della città di Alessandria". Con queste parole si può sintetizzare il pensiero espresso dall’
ex sindaco Piercarlo Fabbio e da una parte del gruppo consiliare del Pdl (presenti Buzzi Langhi, Raica, Curino e anche Trussi, assenti Priano e Locci) che nella giornata di ieri è tornato ad affrontare la questione dei conti comunali e della possibile dichiarazione di dissesto dell’Ente.
“Credevo che la questione dei conti di Palazzo Rosso fosse stata definita dal Rendiconto 2011, approvato dalla Giunta e reso noto anche alla sezione Controllo della Corte dei Conti”, ha dichiarato Fabbio. Che andando subito al sodo ha esordito con la questione “stipendi” per Amiu e Atm, definendola “grottesca”. “Noi abbiamo sempre pagato le 65 mensilità ai circa 2000 dipendenti – tra Comune e partecipate – nel corso del nostro mandato, senza fare conferenze stampa”.
Poi è tornato a parlare di numeri, ancora una volta definiti “chiari, matematici”, ma che non rappresentano pura aritmetica, “ma scelte, fantasia” e azioni.
“Anche noi avremmo potuto dichiarare il dissesto appena arrivati a Palazzo Rosso nel 2007, visti i conti che avevamo ereditato dalla precedente amministrazione Scagni. Il debito addizionale (dal 2007 al 2011) che abbiamo trovato è pari a 126 milioni 890 mila euro”, conferma l’ex primo cittadino. Nel dettaglio sembrano essere quasi
82 milioni i debiti finanziari (cioè i mutui in più contratti dalla giunta Scagni),
19 quelli di tesoreria (14 milioni 500 mila euro della Scagni cui si devono aggiungere 5 milioni ancora dell’amministrazione Calvo). Poi ci sarebbero
11 milioni di euro di debiti verso le partecipate e altri 14 milioni verso i fornitori”. Precisando poi: “Tutti questi dati si trovano nei conti del patrimonio dell’Ente comunale”.

Partendo quindi dalla situazione presa in eredità, Piercarlo Fabbio è passato a delineare la
linea “irresponsabile” dell’attuale amministrazione: “Noi abbiamo aperto tutti i cassetti e abbiamo rilevato 46 milioni, tra debiti correnti e fuori bilancio. Ma abbiamo anche già indicato la strada per risanarli, attraverso le gare di Aral e Amiu, che seguono la scia di quella già avviata con
Amiu, quella dei
15 milioni che ora il nuovo sindaco vuole cancellare”.
La critica viene posta sul piano del metodo:
“Con questa scelta si vanifica tutto il sistema, il metodo, da noi individuato per sanare i conti – precisa Fabbio – Penalizzando solo la città e i cittadini, quando in realtà si vuole colpire noi, la precedente amministrazione”. Si è parlato poi di progetti già “cantierati”, come li definisce Franco Trussi, che sono solo da “proseguire e attuare”. Ma quello cui Fabbio fa riferimento sono gli investimenti:
“Con la situazione di cassa che ci siamo trovati nel 2007, non avremmo potuto fare investimenti, che però in un periodo di forte crisi, sono necessari per la crescita della città, per non fare fermare la macchina cittadina”. Così si è puntato alle alienazioni: farmacie, la Basile, San Michele e Aristor.
Un totale di 165 milioni di investimenti nel quadriennio 2008-2011:
82 milioni di euro di investimento del Comune e altri
83 milioni delle partecipate (prima su tutte Amag). Insomma questi erano i tre obiettivi dell’amministrazione Fabbio: “investimenti, risanamento con il blocco del debito a medio-lungo termine e la valorizzazione del patrimonio immobiliare, strumentale e produttivo dell’Ente comunale”.
Ma la cassa comunale vuota che ci si trova oggi? “Anche qui le soluzioni, volendo applicarle, sono già disegnate, sono già pronte. Basta solo attivarle”, precisa Fabbio. Che porta ad esempio i
“12 milioni che si possono iscrivere subito, ed entrare quindi in breve tempo in cassa, delle contravvenzioni e altri provenienti dai conti dell’Ici, cioè da coloro che non l’hanno pagata”. Secondo l’ex sindaco si arriverebbe a compensare in brevissimo tempo il debito di cassa (che era pari a circa 19 milioni di euro).
Una proposta di “compensazione” arriva anche da Davide Buzzi Langhi: “applicare la nuova possibilità di compensazione
tra debiti e crediti con i fornitori. Il comune ha dei debiti verso i fornitori ai quali, però, tra poco andrà a chiedere denaro sotto forma di Tia e Imu. Con le giuste capacità dei dirigenti si potrebbe arrivare ad una compensazione tra debiti e crediti che si hanno e che si devono”.
Insomma, tutta una serie di proposte, di idee, di progetti per arrivare a dire un “no” secco alla possibilità di appoggiare la decisione di “dissesto” dell’Ente comunale. “Non solo non siamo d’accordo e non appoggeremo questa decisione, ma con i dati stiamo dimostrando che il dissesto non c’è”, ha concluso Piercarlo Fabbio.

Intanto,
proprio sulla scia della trasparenza e dell’importanza dei numeri, la nuova amministrazione ha scelto di mettere on-line,
sul sito del Comune,
il saldo contabile dell’Ente (che sarà aggiornato ogni settimana). La situazione “drammatica”, come è stata più volte definita dal sindaco Rita Rossa, sembra trovare corrispondenza con le cifre:
alla data del 29 maggio 2012 il fondo cassa è pari a zero euro, con una disponibilità residua di utilizzo di poco meno di 700 mila euro (quando con una delibera del 4 gennaio 2012 l’anticipazione di cassa concessa era di 24 milioni 839 mila euro). E sulla questione dei conti del bilancio, si dovrà tornare a discutere molto presto: in attesa della formazione della squadra di Giunta, ormai praticamente composta, e in attesa che anche la Corte dei Conti di Torino si pronunci, sembra che l’amministrazione appena entrata in carica stia valutando la
possibilità di costituirsi parte civile nei confronti della precedente amministrazione Fabbio. Questo sembra essere uno dei possibili provvedimenti che la Giunta di Palazzo Rosso dovrà prendere in considerazione, insieme a mille altre questioni.