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Materia Grigia

Dove eravamo rimasti? I Grigi ritrovano il Moccagatta, ma deludono ancora

Solo quattro reti all'attivo, compreso il penalty realizzato da Marconi, e sette subite. Un quadro preoccupante, se si considera anche la qualità di gioco espressa dall'undici grigio
MATERIA GRIGIA - All'ottava giornata del campionato di Serie C i Grigi, dopo il breve "esilio" vercellese, sono tornati finalmente a giocare a casa loro, in uno stadio Moccagatta nel quale i lavori di ristrutturazione sono ancora in corso, ma non al punto da prolungare la chiusura al pubblico alessandrino. Circa duemila persone sugli spalti (810 paganti e 1280 abbonati) - non male, se si considera il brutto avvio di stagione della squadra di Stellini e la chiusura di alcuni settori come il rettilineo e la nuova zona creata sotto la tribuna.

Purtroppo lo spettacolo in campo non è stato all'altezza di questo nuovo debutto, e i tifosi grigioneri si sono ritrovati esattamente al punto in cui erano rimasti nelle partite conclusive della scorsa annata, fino all'ultima con il Pontedera: ancora rabbia, sconforto e rassegnazione per un gioco davvero stentato e per difficoltà nella manovra francamente incomprensibili.

Di fronte all'Alessandria un Prato giovane, sulla carta nettamente inferiore (reduce da una cinquina incassata dalla Carrerese nel precedente turno infrasettimanale), eppure ben organizzato, tenace, e spronato costantemente da mister Pasquale Catalano, a fine gara amareggiato per l'esito dell'incontro, ma a buon diritto orgoglioso per la prestazione dei suoi. Con una nota di merito per Gargiulo e Badan (un ragazzo del '98!), oltre che per il portiere Sarr, capace di respingere il primo rigore concesso - un po' generosamente - dall'arbitro Paride De Angeli di Abbiategrasso e tirato da Nicola Bellomo.

La compagine del presidente Paolo Toccafondi (per quattro stagioni tra i pali dell'Alessandria) e del Direttore Sportivo Gianni Califano (anch'egli un ex) milita da quasi quarant'anni consecutivi in serie C, ma non sembra poter competere con l'undici in maglia grigia. Peraltro, lo sparuto gruppo di tifosi pratesi al seguito della squadra, sistemato in un piccolo spicchio della Gradinata sud, ha contestato più volte la dirigenza. Il campo, però, ha per lunghi tratti sovvertito i valori della vigilia, e c'è voluto un secondo rigore nel recupero, a un soffio dal fischio finale, per consentire all'Alessandria di conquistare tre punti assolutamente fondamentali. 

La prima vittoria, pur faticosa, arriva così dopo sette partite (con quattro pareggi e due sconfitte alle spalle), e permette di uscire dalla zona retrocessione, con un (comunque assai deludente) quindicesimo posto, a meno undici dalla vetta occupata dalla Robur Siena (dopo il pareggio interno del Livorno - ora secondo a 17 punti - con gli amarato di Arezzo). Solo quattro reti all'attivo, compreso il penalty realizzato da Marconi, e sette subite. Un quadro preoccupante, se si considera anche la qualità di gioco espressa dall'undici grigio (sorprendentemente sceso in campo senza Casasola, tra i più positivi finora, e senza l'esperto Cazzola), imbottito di difensori, attendista perfino contro i giovani toscani, e incapace di esprimere una qualità di gioco anche solo accettabile. Giusti a fine gara i fischi della Curva (impeccabile per tutti i 90 minuti) e i cori piuttosto disillusi...

Il vice dello squalificato Stellini, Stefano Bettella, sottolinea giustamente, nella conferenza stampa a fine gara, il peso psicologico che può aver avuto sulla prestazione il difficile (per usare un eufemismo gentile) inizio di stagione di Gonzalez e compagni. C'è da sperare che questi tre punti acchiappati all'ultimo respiro diano morale e un po' più di sicurezza. 

Le note liete dal campo sono venute solo da Bunino, l'unico a creare pericoli alla retroguardia pratese e a metterci la giusta grinta, e dal portiere Agazzi, che non corre paricoli e sembra trasmettere tranquillità al reparto difensivo (bello cogliere il sollievo sul suo volto sorridente in sala stampa. Una figura sicuramente positiva). Comunque troppo poco, se si considerano le prestazioni insufficienti di tutti gli altri effettivi, con particolare demerito per Branca e Gonzalez, che non ha azzeccato quasi nulla.

Resta l'immagine di una squadra con il freno a mano tirato, compassata e con poche idee. La speranza, appunto, è che si muova qualcosa anzittutto a livello psicologico. Alla nona giornata, domenica 15 ottobre, si va in Sardegna, contro un Arzachena da prendere con le molle, per i cinque punti di svantaggio e per il gioco francamente balbettante fin qui mostrato in tutte le partite. Troppo brutto per essere vero. I tifosi grigi si aspettano una svolta, perché di delusioni hanno già davvero fatto il pieno.
11/10/2017
Giorgio Barberis - sport@alessandrianews.it

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