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Alessandria

Distretto sanitario del Cristo a rischio chiusura? "No, più servizi dal 2018"

Le paure per una possibile chiusura del presidio sanitario Asl 20 al quartiere Cristo dopo la riduzione nel tempo di personale e servizi sono state portate all'attenzione sia dal capogruppo del Pd Paolo Berta (insieme a Renzo Penna) sia dal vicepresidente del Consiglio comunale, Piervittorio Ciccaglioni (Lega Nord). Ma l'Asl tranquillizza...
 ALESANDRIA - Un punto di riferimento, sanitario, per i cittadini del quartiere Cristo ad Alessandria oltre che delle zone limitrofe, come Cabanette, Cantalupo, Casalbagliano. Un bacino di utenza che nel complesso raggiunge i 20 mila abitanti e che è stato negli anni “indebolito” con riduzione del personale e anche dei servizi che venivano svolti. Si tratta del presidio sanitario Asl 20 di via Buonarroti, vicino al supermercato Galassia al Cristo. La storica palazzina della ex fabbrica Imes (che era una costola della Montedison), che è stata recuperata diventando sede del distretto socio sanitario Asl nel 2005. Una palazzina che doveva essere abbattuta, ma che è stata salvata e restaurata dall'azienda per poter avverare così le richieste che arrivavano al Comune dalla popolazione, ovvero di trasferire questi servizi sanitari che in allora si trovavano in locali poco confortevoli in via Carlo Alberto.

Raccogliendo le preoccupazioni degli abitanti della zona e soprattutto delle esigenze delle categorie più deboli come gli anziani, da due diverse parti politiche sono arrivate richieste di chiarimento: da un parte la maggioranza con l'ordine del giorno presentato dal vicepresidente del Consiglio comunale Piervittorio Ciccaglioni (Lega Nord) e dall'altra la minoranza, con l'interpellanza presentata dal presidente del Partito Democratico Paolo Berta, in sinergia con Renzo Penna di Sinistra Italiana.

Alle porte c'è un rischio chiusura? Queste sembrano essere le paure visto il continuo “depauperamento” del distretto: prima si poteva contare sulla presenza di un medico responsabile della struttura e di altri medici con presenza legata alle necessità e su un organico di 4 infermieri, una ginecologa e tre dentisti a rotazione. Oltre poi alle normali attività infermieristiche come i prelievi si assolvevano anche pratiche burocratiche come patenti, porto d'armi, rilascio certificati e due infermieri svolgevano servizio di Assistenza Domiciliare integrata.
“Oggi – come ricordano Berta e Penna da un lato e Ciccaglioni dall'altro – il quadro è invece questo: un infermiere con presenza saltuaria, il personale addetto ai prelievi che per una parte di orario è impegnato al poliambulatorio Patria e il ginecologo e il dentista presenti uno o due volte a settimana”.

“La volontà di concentrare tutti i servizi in poche strutture, con la scusa del risparmio dei costi, in realtà sta penalizzando i servizi sanitari territoriali. Il disagio per molte persone del quartiere, specie se anziane o con disabilità, sta soprattutto nello spostarsi in Pista, al Patria, spesso costringendo quindi a rivolgersi a privati per un disservizio del pubblico”. Queste sono le parole dure di Berta e di Penna che vista la situazione attuale di quel distretto sanitario faticano a credere alle parole dell'Asl che sono arrivate in Consiglio comunale dalla voce dell'assessore Paolo Borasio proprio in risposta all'ordine del giorno presentato dal rappresentante della Lega, Ciccaglioni, che chiedeva “di attivarsi affinché i servizi del distretto del Cristo rimanessero gli stessi”.

Per capire quindi lo stato dell'arte, l'amministrazione si è rivolta direttamente all'azienda sanitaria locale che parla di “un'offerta stabile in questi anni nella sede del Cristo, nonostante le azioni di accorpamento della Regione Piemonte”. Anzi, la direzione sanitaria parla addirittura della “volontà di rafforzare quel distretto con nuovi servizi a partire dal 2018, come la possibilità di eseguire elettrocardiogrammi”. Anche i locali antistanti l'ambulatorio, quelli che una volta erano utilizzati dal Cissaca per servizi di assistenza sociale, saranno riattivati “con corsi preparatori al parto”. Non quindi un ridimensionamento ma un “rafforzamento” a detta dell'Asl.

In risposta a queste affermazioni ci sono le perplessità di Berta e di Penna: “la prospettiva dovrebbe puntare ad una impostazione strategica nuova!Ovvero serve un progetto per questo distretto, come quando era nato. Se si impoverisce, quello che restano, alla fine sono solo i costi (della struttura, dell'energia elettrica....)”. Quello che si crede un risparmio, “è un risparmio sbagliato, perché in realtà si congestionano altre sedi, il pronto soccorso e si favoriscono i privati”. Di fatto quindi secondo i due esponenti della minoranza “quel distretto è nei fatti già stato indebolito. Speriamo si impegnino al contrario, per farlo crescere”.

E per sostenere la tesi del “di problematiche ce ne sono già molte, non aggiungiamone altre” il presidente Berta porta l'esempio del poliambulatorio Patria: “hanno realizzato il nuovo ascensore per l'accesso delle persone con disabilità. Beh c'è un gradino di 10 centimetri di fronte all'ascensore!”.
10/11/2017

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