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Alessandria

Dalle piazze Fiom lancia l'allarme: “la finanziaria pesa sulle famiglie per 2 mila euro”

Ultimo presidio, ieri in piazza Marconi ad Alessandria per chiedere l'abolizione dell'articolo 8 sui licenziamenti facili, ma non solo
Sono scesi nuovamente in piazza, questa volta ad Alessandria, i delegati e sindacalisti Fiom Cgil per dire “no” all’articolo 8 della manovra finanziaria che introduce la “libertà di licenziare i lavoratori per motivi economici e leggi che cancellano il diritto del lavoro in Italia”. A spiegare le ragioni del presidio che si è tenuto in piazza Marconi, è Ivan Gaetani, funzionario Fiom: “dopo aver tentato di coinvolgere anche Fim e Uilm, abbiamo scelto di scendere in piazza in giorni diversi, nei centri zona, partendo dalla  richiesta di cancellazione dell'articolo 8 e della norma sui licenziamenti. I motivi sono anche altri: l'applicazione di un contratto nazionale di lavoro giusto, equo che non consenta deroghe e che sia votato dai lavoratori sempre; il mantenimento delle pensioni di anzianità e l'approvazione dei decreti attuativi per i lavori usuranti, l'introduzione della patrimoniale sui grandi patrimoni e una seria lotta all'evasione fiscale; il taglio dei costi della politica.”
Quello di Alessandria è stato il quarto ed ultimo dei presidi e degli scioperi in provincia: i delegati Fiom sono partiti da Tortona, giovedì scorso erano a Novi, venerdì a Casale e ieri, lunedì, ad Alessandria.
“Siamo soddisfatti, - dicono – della partecipazione agli scioperi e all'interesse manifestato dai cittadini per le nostre proposte.”
Il governo Berlusconi ha lasciato, secondo Fiom, un'eredità pesante per l'Italia, dalla quale sarà difficile uscire: dalle pensioni all'articolo 8 della manovra, per finire con una finanziaria che “ha portato al taglio delle detrazioni fiscali ai dipendenti, sui mutui, sulle spese mediche, l'aumento delle accise sui carburanti, il ripristino dell'Irpef sulla prima casa, l'introduzione dei ticket sanitari di 10 e 25 euro, l'aumento probabile delle tasse comunali e regionali per garantire i servizi. Tutto ciò porterà una spesa aggiuntiva per le famiglie di circa 2 mila euro”.
29/11/2011

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