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Alessandria

Dalle ditte creditrici di Aral, "proposta transitoria, con meno incertezze rispetto all'ingresso di Amag"

Dalle tre ditte creditrici di Aral (Koster, Solero Scarl, Euroimpresa Srl) arrivano alcune precisazioni sulla proposta avanzata di "azzeramento crediti in cambio di ingresso nel capitale Aral". Un'operazione tesa al risanamento di Aral che inoltre "prevede un grado di pagamento nettamente superiore e con minor grado di incertezza" rispetto alla soluzione di cessione ramo d'azienda ad Amag Ambiente
 ALESSANDRIA - Dopo la notizia della proposta arrivata ad Aral da parte di alcune delle ditte "creditrici" per somme pari a 4 milioni di euro, definita "stramba" dall'assessore del Comune di Alessandria Paolo Borasio, la Koster, la Solero Scarl e Euroimpresa ci tengono a fare alcune precisazioni e a dare la "loro versione" della proposta avanzata lo scorso 2 giugno "volta a realizzare il salvataggio della società, nell’ambito delle misure previste dalle norme di legge e sotto la vigilanza del Tribunale di Alessandria".

Dall'amministratore di Koster Srl, Costanzo Borda, intanto viene precisato come queste ditte stiano continuando nel proprio servizio, nonostante tutto. "Per scongiurare la precipitazione dello stato di crisi e consentire la prosecuzione dello smaltimento del rifiuto raccolto tra i comuni dell’alessandrino, Koster sta continuando non solo a prestare la propria normale attività verso Aral, ma si è proposta di sostenere temporaneamente il trasporto del rifiuto giacente presso Castelceriolo".

Allo stesso modo "Solero Scarl, alla quale Koster ha sottoposto la propria iniziativa, ha ritenuto a propria volta opportuno impegnarsi ad eseguire le opere previste per la realizzazione della vasca di discarica n.7, estendendo tale disponibilità alla futura realizzazione della vasca n.8; ciò consentirà di dare destinazione alla raccolta rifiuti per almeno 24 mesi, scongiurando lo stato di emergenza, senza maggiori oneri per le comunità coinvolte, in attesa della attuazione delle misure strutturali di piano industriale elaborate dai consulenti incaricati dalla Società".
E anche Euroimpresa S.r.l. si è proposta di dare sostegno all’esecuzione delle attività sopra evidenziate.

Tutto ciò premesso viene spiegato dalle tre società titolari di crediti ammontanti ad oltre euro 4 milioni che si sono rese disponibili alla loro rinuncia mediante conversione in partecipazione nel capitale Aral le motivazioni alla base di questa proposta:
"1)La volontà di limitare tale partecipazione ad una quota non superiore al 49% (consentendo ai soggetti pubblici di mantenere in ogni momento il controllo della Società).
2)La natura transitoria dell’intervento, per il tempo necessario ad attuare il risanamento della società.
3)L’impegno a cedere tale partecipazione mediante gara di evidenza pubblica, anche agli stessi Comuni attuali soci Aral, a riprova del proprio interesse volto unicamente a favorire il risanamento della società e con esso ovviamente la tutela delle proprie ragioni di credito
4)La permanenza dell’attuale amministratore unico dottor Prefetto Giacchetti, riconoscendone la figura di garanzia sia verso i soggetti pubblici sia verso i creditori privati, esprimendo nel contempo la necessità di individuare, congiuntamente con i soggetti pubblici, una figura professionale di provata e condivisa esperienza, da affiancare all’attuale management per attuare il piano di risanamento della società".

Una proposta che viene vista dai proponenti come la soluzione migliore, anche rispetto invece a quanto previsto nel Piano Industriale. In particolare rispetto all'ingresso in questa difficile partita di Amag Ambiente. "Il piano finanziario prevede il regolamento del debito maturato in capo alla Società, in misura limitata al 30%-50% (con perdita per i creditori di circa 10 milioni di euro, nello scenario più ottimistico), sulla base di previsioni di incasso derivante da una operazione di cessione coinvolgente anche Amag Ambiente".

Invece la proposta dei creditori "oltre a prevedere un grado di pagamento nettamente superiore e con minor grado di incertezza, viceversa consentirà alle pubbliche amministrazioni di non cedere alcuna partecipazione in Amag Ambiente e di riassumere, al completamento del piano di risanamento, la totalità di Aral".
9/06/2018

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