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Materia Grigia

Da Scienza a Gregucci. Un bentornato con qualche riserva

Dopo sole quattro giornare (e relativi quattro punti) la dirigenza ha deciso di interrompere il rapporto con Giuseppe Scienza, al suo posto Angelo Gregucci. Una carriera da allenatore fatta di tante esperienze importanti, anche all'estero, ma allo stesso tempo segnata da diversi esoneri
ALESSANDRIA - Già dalle primissime ore successive all'esonero di mister Scienza hanno iniziato a rincorrersi le classiche anticipazioni da social network, che indicavano Angelo Adamo Gregucci come il nuovo allenatore dei grigi. Mai come questa volta i “si dice” hanno centrato la (successiva) notizia. Sarà infatti proprio l'ex difensore di Lazio e Torino, che la maglia dell'Alessandria l'ha indossata per ben 4 stagioni – dal 1982 al 1986 - all'inizio della sua carriera professionistica, ad occupare il posto in panchina lasciato libero, un po' a sorpresa, da Giuseppe Scienza. A sorpresa perché, effettivamente, l'esonero del tecnico di Domodossola è arrivato forse un po' troppo in fretta. E' vero, l'avvio di campionato non è stato certo positivo; 4 punti in 4 partite, per altro dopo aver incontrato due avversarie che presumibilmente lotteranno per la salvezza – Cuneo e Lumezzane -, non sono il ruolino di marcia che ci si aspetta da una delle principali candidate alla promozione. Ma è altrettanto vero che, solo due settimane fa, Luca Di Masi, da noi intervistato pochi giorni prima del match casalingo con la Cremonese, pareva più che predisposto a concedere tempo ad un tecnico che, per stessa ammissione del presidente, godeva di un buon feeling con lo spogliatoio nonché della fiducia della dirigenza. Ma nel calcio, si sa, i ribaltoni e le decisioni inaspettate fanno parte del gioco. Una conclusione, dunque, per diversi aspetti inattesa (si poteva forse attendere l'incontro di sabato con l'Albinoleffe?), ma probabilmente condivisa dalla maggioranza dei tifosi alessandrini, che già dopo il pareggio interno con la Cremonese hanno iniziato a sollevare i primi dubbi sul reale valore di Scienza, a detta di alcuni timoniere poco adatto per una nave salpata senza il classico “vento in poppa”. Malumori poi sfociati in aperta contestazione subito dopo il 2-0 di Lumezzane.

“Ho deciso che questa era la decisione giusta da prendere. Ora però dobbiamo far parlare i fatti”, esordisce così il presidente Di Masi, in una sala stampa gremita di addetti ai lavori e fotografi. Mister Gregucci, per prima cosa, rende omaggio a chi lo ha preceduto: “Il primo pensiero va a Giuseppe Scienza, una persona che stimo e che sicuramente ha preparato al meglio questa squadra”. Quasi un ritorno in famiglia per l'ex difensore, e con qualche giornalista presente in sala ci scappa anche la classica battuta sul tempo che passa e sui capelli che imbiancano. “Torno ad Alessandria con tanta emozione; dopo tanti anni essere qui al “Moccagatta” mi trasmette sensazioni molto particolari”.

Per alcuni la gestione di Scienza con i giocatori mancava di energia; viene perciò chiesto a Gregucci che tipo di rapporto solitamente cerca di instaurare con lo spogliatoio; “io dai giocatori voglio lealtà, rispetto e merito, tre qualità che ho cercato di trasmettere anche ai mie figli. Dopodiché credo che nel calcio la parola “troppo” non vada mai bene. Con i giocatori è necessario mantenere un rapporto equilibrato”.

Si vira poi subito sul modulo: rimarrà il 4-3-3 adottato da Scienza o si cambierà? “Un'idea ovviamente ce l'ho già, ma penso che le partite non si vincano con i moduli, bensì con l'atteggiamento e la mentalità giusti. Il lavoro sarà impostato in gran parte su questo più che sugli schemi. Se si vuole vincere ci vuole la giusta mentalità. Il modulo più opportuno verrà fuori con il tempo”.

Qualcuno chiede ad entrambi, mister e presidente, se con le rispettive scelte non si siano assunti qualche rischio; “io devo fare delle scelte, con le quali ogni volta mi prendo inevitabilmente dei rischi. Bisognava cambiare perché l'obiettivo rimane vincere il campionato”, è la risposta piuttosto decisa di Luca Di Masi. “Non è comunque un rischio preso alla cieca, - ha aggiunto - con il mister ci siamo incontrati anche quest'estate e avevo avuto già allora ottime impressioni. Credo che la sua grinta sia ciò di cui ora abbia più bisogno la squadra”. Lo staff sarà quello con cui Gregucci ha solitamente lavorato negli ultimi anni, ma “ancora deve essere ufficializzato. Uno dei miei soliti collaboratori è in arrivo mentre l'altro deve essere ancora definito”.

Giocatore ad Alessandria per quattro anni negli anni '80, abbiamo detto. Sono passati quasi trent'anni ma il calore della curva mandrogna è sempre intatto, e Gregucci questo calore lo conosce bene; una passione che per il neo allenatore “potrà essere sicuramente un valore aggiunto”.

Pochi i riferimenti a Scienza durante la conferenza stampa, fino a quando qualcuno non chiede al presidente Di Masi cosa lo abbia spinto a prendere questa decisione. Per il presidente - apparso invero, al di là delle parole energiche, un po' provato - decisivo è stato “l'aver capito che non si poteva lavorare più insieme. Non ho colto nel mister una reazione adeguata. Nelle ultime occasioni vedevo una squadra con troppa paura dell'avversario e nel calcio con la paura non si va da nessuna parte”.

E infatti dal nuovo tecnico ci si aspetta sicurezza e carattere. Lo stesso che sapeva mettere in campo da giocatore. Dopo l'esordio tra i pro con la maglia del Taranto nella stagione '81-'82, Angelo Adamo Gregucci, come già accennato in precedenza, ha vestito la maglia grigia dall'82 all'86, 114 presenze condite da 8 gol. Dopodiché è arrivata la chiamata alla Lazio, allora in Serie B. Sette campionati con i biancocelesti e nella stagione '93/'94 il passaggio al Torino. Gli ultimi quattro anni da giocatore li trascorre a Reggio Emilia, prima del definitivo ritiro nel 1998.

Da allenatore una carriera iniziata nel 1999 proprio con la Reggiana, poi Viterbese, un anno da secondo a Firenze, Legnano nel 2002/2003, la promozione in B con il Venezia l'anno successivo, la salvezza sempre tra i cadetti con la Salernitana. Nel 2005 passa al Lecce ma viene esonerato dopo poche giornate, poi tre anni a Vicenza (“la più bella esperienza della mia carriera”), seguiti dalla chiamata sulla panchina dell'Atalanta, conclusa con l'esonero alla quarta giornata. Nell'ottobre del 2010 Gregucci è a Sassuolo, subentrato ad Arrigoni, ma l'esperienza si conclude a pochissime giornate dal termine con la squadra in zona retrocessione. Nel gennaio 2012 viene ingaggiato dalla Reggina, ma ad aprile il rapporto finisce per scarsa intesa con la dirigenza. Ad agosto 2012 inizia la suggestiva esperienza come collaboratore tecnico di Roberto Mancini al Manchester City. Tornato in Italia insieme all'attuale allenatore neroazzurro, a gennaio 2014 è per la seconda volta sulla panchina della Salernitana, dove conquista la Coppa Italia di Lega Pro e raggiunge i play-off, uscendo però al primo turno. Dopo una breve apparizione alla guida della Casertana, conclusa anzitempo a novembre 2014, affianca Fabio Liverani in qualità di collaboratore tecnico nel Leyton Orient, squadra inglese di quarta divisione. E ora la chiamata dei Grigi.

L'entusiasmo si percepisce subito (“il mio lavoro è già iniziato, ancor prima di aver firmato il contratto”); per il resto, qualche inevitabile luogo comune e la sensazione di una forte apertura di credito, anche da parte degli addetti ai lavori, che però potrà essere legittimata solo dalle risposte sul campo. Pur con un po’ di perplessità per il cambio in corsa dopo solo quattro turni di campionato, rimaniamo anche noi in fiduciosa attesa di risultati migliori.

 

30/09/2015
Alessandro Francini - Giorgio Barberis - sport@alessandrianews.it

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