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Provincia

Confindustria: "moderatamente ottimisti". Le aziende attendo segnali di stimolo alla crescita

Una economia per gli industriali della provincia alessandrina di "stabilità debole" con tutti gli indicatori che mantengono il segno positivo, ma che risentono dell'incertezza che caratterizza lo scenario mondiale e italiano. Si tratta per ora di segnali di "rallentamento" e non di arresto. A farla da padrone è il l'alimentare. Questo è quanto emerge dalla 176esima Indagine Congiunturale Trimestrale di Confindustria
 PROVINCIA - Le previsioni di attività delle imprese alessandrine per il trimestre ottobre-dicembre 2018 fanno parlare di “moderato ottimismo” come spiega il presidente di Confindustria Alessandria Maurizio Miglietta commentando i risultati della 176esima Indagine Congiunturale Trimestrale. In sostanza a causa del clima di incertezza che caratterizza lo scenario mondiale e anche quello italiano, la tendenza si può riassumere in una “stabilità debole” con uno scenario che ancora non fa capire chiaramente “dove si sta andando”.

Alcune speranze sono riposte dagli industriali nella nuova legge di bilancio che sta varando il Governo centrale: “speriamo che anche per l'imprenditoria ci sia qualcosa di buono” ha affermato Miglietta. Che ha espresso un giudizio negativo anche per gli incentivi statali alle aziende, “che non possono vivere di quelli, che non devono diventare abitudinari, come vuole l'industria 4.0”.

Questa fragilità si riflette anche sulle aspettative a livello locale: gli imprenditori esprimono attese più caute, anche se si confermano nel complesso andamenti ancora positivi, pur con differenze tra settori produttivi, sia per occupazione e produzione che per gli ordini totali ed export, per la propensione ad investire, l’utilizzo degli impianti e per la redditività. Restano al momento tutti positivi, con segno +, gli indici: la previsione dell’occupazione è a +7, quella della produzione a +15, degli ordini totali a +9, ordini export a +10, e quella della redditività a +1. La previsione di ricorso alla cassa integrazione si mantiene molto bassa ed è formulata dal 4% degli imprenditori del campione, e sono sempre in netta maggioranza gli intervistati (il 79%) che prevedono invariata l’occupazione.

Si mantiene alta la propensione ad investire, che segnala investimenti significativi o marginali, che è dichiarata dal 77% degli intervistati, e permane elevato il grado di utilizzo degli impianti al 77% della capacità. L’indice del ritardo negli incassi è ancora ad un livello accettabile al 33%, e l’indicatore di chi ha lavoro per più di un mese è stabile al 79%, che significa 4 aziende su 5, valore inferiore solo al dato regionale che è all'84,4%. “Una stabilità debole che per questo trimestre si mantiene abbastanza in linea con lo scorso, mentre vede una maggiore contrazione se paragonato allo stesso periodo dello scorso anno” come spiegato da Giuseppe Monighini, responsabile dell’Ufficio Studi.

Mostrano “maggiore cautela” i settori produttivi più rappresentativi, come il metalmeccanico, la chimica e la gomma-plastica, con attese nel complesso in flessione rispetto al trimestre precedente, mentre il comparto alimentare, influenzato dalla stagionalità, presenta dati tutti positivi. Ed è quindi il settore che la fa da padrone in questo trimestre. Così il metalmeccanico registra un indice di occupazione a zero, produzione a zero così come gli ordini export e un -9 per gli ordini totali. Anche il settore della chimica registra una flessione in negativo su occupazione (a -8) e produzione (-8) e anche sugli ordini totali (a -25, mentre era a -13). Meglio su alcune voci per la gomma-plastica, che mantiene un segno positivi (sebbene in lieve calo)sulla produzione. A zero l'occupazione e bene gli ordini totali che passano da zero a +11. Il settore che trascina è l'alimentare: occupazione a +11, produzione a + 33 (era +30) ordini totali +33 e export +37.

Riscontri migliori rispetto all’indagine complessiva emergono dalla rilevazione riferita al settore dei servizi alle imprese: la previsione dell’occupazione risale a +9, livello di attività cresce a +13 e ugualmente per i nuovi ordini, mentre scende a -7 l’indice degli ordini export. Sono sempre elevati la propensione ad investire e l’utilizzo delle risorse. Un andamento analogo si rileva anche con il raffronto con i dati della congiuntura a livello regionale.
8/11/2018

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