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Alessandria

Concerto al Piano: pronta una convenzione per aumentare l'housing sociale

La Giunta è intenzionata ad accogliere la richiesta della ditta Capra di aumentare il numero di alloggi destinati all'housing sociale, da 40 inizialmente previsti a 52, e di vendere gli stessi a una nuova società. Il progetto, fermo ormai da anni, rischia di diventare un enorme "buco nero" generatore di degrado
ALESSANDRIA - Il progetto "Concerto al Piano" che da anni è in attesa di essere ultimato, nel quartiere Cristo, di fronte alla scuola Morbelli, sarà forse un mistero per la maggior parte dei lettori. Ne parlammo approfonditamente nel 2015, ricostruendo una vicenda che ebbe inizio nel 2005 e che ancora oggi, complici cambi di programma e la forte crisi edilizia, sembra non vedere la fine. 

Un punto di svolta, almeno parziale, potrebbe ora venire da una richiesta di modifica della convenzione da parte di una delle imprese coinvolte nel progetto, la ditta di costruizioni Capra, la cui proposta ha ricevuto martedì 12 dicembre parere favorevole dalla Commissione Territorio (con l'astensione del Commissario De Marte e il voto contrario del Movimento 5 Stelle) e che la Giunta ha deciso di approvare.

In pratica si tratta di un aumento del numero di alloggi da destinare ad edilizia popolare, che passerebbero dagli originali 40 a 52, tutti posti ai piani bassi dei palazzi in via di ultimazione e più facilmente accessibili, che sarebbero poi venduti in blocco a un primario fondo immobiliare attivo nel territorio Piemontese, destinando gli stessi ad edilizia residenziale convenzionata in housing sociale in locazione per 15 anni e che potrebbero poi essere acquistati dagli stessi inquilini a condizioni agevolate. 

Nell'illustrare la proposta di modifica della convenzione il vicesindaco Davide Buzzi Langhi ha sottolineato "la bontà dell'iniziativa, che offrirebbe la possibilità di rendere più viva un'area che rischia in caso contrario di andare incontro a forti fenomeni di degrado sociale e di restare incompiuta, anche tenendo conto che si trova ferma da anni". Il progetto ha trovato un sostanziale consenso anche da una parte dell'opposizione, come sottolineato dal commissario Paolo Berta, che a nome del Pd ha chiesto ulteriori approfondimenti ma che ha anche espresso interesse per "un progetto di riqualificazione che porta con sé diversi aspetti positivi". 

Contrario invece il Movimento 5 Stelle, che vede nella modifica dell'accordo un modo per "avvantaggiare sostanzialmente un privato che ha sbagliato a fare un investimento e che ora non riesce a vendere gli alloggi" - rimandando il problema della riqualificazione dell'area alla ricerca di una "più complessiva revisione del Piano Regolatore di Alessandria e di un ragionamento a 360 gradi sulla pianificazione e sullo sviluppo della città". 

La Giunta ha scelto di cogliere la proposta che viene dalla ditta Capra perché la considera un partner del Comune nel Progetto, e che la stessa sia in qualche modo stata danneggiata negli anni da alcuni vincoli che sono subentrati, come la necessità che tutti gli alloggi fossero allacciati al teleriscaldamento (che ha provocato numerosi ritardi) e l'impossibilità di ricevere i fondi previsti dall'Europa, dopo che il progetto originale diventò inattuabile perché la centrale energetica a biomasse inizialmente prevista non rispettava gli standard regionali piemontesi, più alti e restrittivi rispetto alle normativi UE. Rispetto al progetto iniziale mancano all'appello, fra gli altri, una piscina, che avrebbe dovuto essere costruita contestualmente ai palazzi, e un parco. 

Oggi sul piatto la ditta Capra mette la proposta di ampliare il numero di alloggi da destinarsi all'housing sociale, tutti in classe energetica A, che andrebbero assegnati tramite bando, approvato dal Comune, a soggetti con determinati requisiti (sostanzialmente gli stessi richiesti per accedere all'edilizia popolare: fra i quali essere residenti in città da almeno 5 anni, avere un lavoro stabile e, in questo caso, avere nel nucleo famigliare un soggetto con disabilità certificata).  Ai richiedenti sarebbe data la possibilità di accedere a un affitto a prezzo calmierato per 15 anni e di acquistare poi l'immobile, a condizioni agevolate rispetto alla normale accensione di un mutuo a prezzi di mercato. 
13/12/2017

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