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Alessandria

Compass pronta ad assorbire Aristor e "liquidare" il Comune

Attorno al tavolo di lavoro sul caso Aristor il Comune di Alessandria non si è presentato. Compass, già socio provato di maggioranza, pronta ad assorbire la quota pubblica
Doveva essere un incontro chiarificatore sulla vicenda Aristor, ma non è stato sufficiente a fugare tutte le perplessità, vista l'assenza al tavolo di confronto del socio di minoranza dell'azienda, il Comune di Alessandria. “Avevamo chiesto un incontro attorno al tavolo presso l'assessorato al lavoro della Provincia di Alessandria – spiega Mario Galati di Cgil che sta seguendo, insieme a Cils e Uil la vicenda dei 130 dipendenti dell'azienda che gestisce i pasti nelle mense comunali – Ma all'incontro mancava proprio un rappresentante del Comune”. Presenti, invece, Compass, socio che detiene la maggioranza delle quote in Aristor e il comune di Valenza, socio minoritario.
“Compass ha comunicato di prendere effettivamente in considerazione l'ipotesi di acquisire l'intero pacchetto azionario per evitare ulteriori problemi, dovuti in questo momento al mancato pagamento da parte del Comune di Alessandria del servizio. Ci è anche stato comunicato che, nonostante il piano di rientro presentato dal Comune, il debito di quest'ultimo nei confronti di Aristor non è diminuito, anzi, sta aumentando con il passare del tempo e non risultano pagamenti effettuati".
Anche il comune di Valenza è in procinto di cedere la sua quota. “E ciò va in senso contrario a quanto dichiarato inizialmente, quando in Aristor entrò il partner privato”, ricorda il sindacalista.
Aristor ha quindi rischiato di trovarsi nuovamente nella condizione di un mese fa, senza liquidità sufficiente a pagare gli stipendi del mese di gennaio. Tuttavia, una nota arrivata in serata sembra garantisca che l'azienda manterrà fede all'impegno di pagare i corrispettivi ai propri dipendenti.
Resta evidente come il “rimpallo di responsabilità” tra Compass, che rivendica la copertura del debito da parte del Comune e l'amministrazione di palazzo Rosso “debba cessare”.
I sindacati restano quindi vigili e non escludono, se la situazione non si chiarirà definitivamente, di mettere in atto azioni di lotta, “concordando anche con le famiglie dei bambini che usufruiscono del servizio mensa a che so essere solidali con i lavoratori Aristor”, dice Galati.
Intanto, la dirigenza della società si è detta pronta a rettificare la nota con la quale addossava allo stato di agitazione dei dipendenti disservizi che si erano verificati all'inizio de mese: “Aristor è pronta a rettificare quel passaggio e noi a non procedere con azioni legali”, dice Galati.
31/01/2012

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