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Alessandria

Cissaca: dall'Osl 3 milioni e mezzo. Buzzi: "il disavanzo peserà sui Comuni"

I tre commissario dell'Organismo Straordinario di Liquidazione che si occupano della massa passiva del dissesto di Palazzo Rosso hanno parlato in commissione Bilancio. Tra numeri e cifre "importanti" c'è il caso del Cissaca: 8 milioni di credito, abbattuti di poco più del 40%. Ma il Consorzio ancora non ha risposto.....
 ALESSANDRIA - Sono 1833 le istanze registrate dall'Osl, Organismo Straordinario di Liquidazione per il pagamento dei debiti della massa passiva di Palazzo Rosso. 1825 sono quelle completate, mentre 18 istanze sono ancora in fase d'istruttoria. Numeri importanti, che pesano in termini di denaro, sui numerosi creditori del Comune di Alessandria. E così in termini economici il debito ammesso – fin'ora - è di 92 milioni 750 mila euro, comprensivi anche degli oltre 32 del Comune a se stesso (a fronte di oltre 94 milioni invece non ammessi). E comunque questa “grossa” cifra non corrisponde all'intera massa passiva, perché mancano all'appello ancora 18 richieste da esaminare che corrispondono all'incirca ad altri 40 milioni, per un totale complessivo che si aggira sui 225-226 milioni di euro di debito totale.

A fare il quadro dettagliato della situazione sono stati i tre commissario, il presidente Giuseppe Zarcone insieme a Roberto Forneris e ad Angelo Lo Destro in una commissione Bilancio da tempo richiesta ( in primis dal Movimento 5 Stelle) e ora finalmente ottenuta. E' subito bene ricordare che degli oltre 92 milioni ammessi, l'importo in transazione e che effettivamente verrà pagato ai creditori si aggira sul 50%: questo perché bisogna considerare un abbattimento di ogni istanza presentata dal 40 al 60%, come previsto dalla procedura semplificata, accettata dal Comune.
“Oggi sono 11 i primi pagamenti proposti spiega il presidente dell'Osl, Zarcone – Sono pochi, ma bisogna considerare che questi vanno fatti di pari passo con i soldi disponibili in cassa da parte di Palazzo Rosso, visto che una volta che il creditore accetta, il pagamento deve avvenire entro 30 giorni”. E alla data del 10 luglio la liquidità di cassa è di 5 milioni 676 mila euro, di cui 2 milioni di contributi straordinari dallo Stato, ovvero il contributo in due tranche dal Ministero dell'Interno (decreto Monti) e altri incassati dai residui attivi.  Di queste undici, 8 sono state accettate (per un valore di circa 30-40 mila euro) ed è quindi partita anche la procedura di pagamento. Mentre per le tre rimanenti, “stiamo aspettando una risposta”. E tra queste c'è il “caso” Cissaca.

Era il mese di aprile, quando sempre in sede di commissione consigliare i rappresentanti del Consorzio di servizi socio-assistenziali si dicevano “pronti a rifiutare la proposta dell'Osl”. Questo perchè a fronte degli oltre 8 milioni di credito, la proposta dei commissari, dopo l'abbattimento, è di 3 milioni 450 mila euro, poco più del 40%. “Questi crediti pesano sulle cooperative e sugli operatori che fanno attività per il Cissaca – interviene il consigliere Paolo Berta – Chi viene colpito sono sempre le fasce deboli della società”. Linea sottoscritta e condivisa da Mauro Buzzi, presidente del Consorzio che ribadisce come “la decisione spetti all'assemblea dei sindaci”. Proprio perché sui comuni soci del Cissaca andrebbe a pesare un disavanzo immediato se la proposta dei 3 milioni e mezzo venisse accettata. Il Testo Unico prevede infatti che a ripianare il restante debito debbano essere proprio i Comuni: “4 milioni da ricoprire in tre anni al 70% dal comune di Alessandria e per il 30% dagli altri Comuni”, spiega Buzzi. Che conferma come al momento non ci sia alcuna decisione presa. “Dobbiamo capire cosa succede, perché anche a rinunciare non è detto che vedremo mai dei soldi....”. A far “prendere tempo” al Cissaca sono i tre procedimenti giudiziari in corso: “il primo è il ricorso al Tar proprio per l'eliminazione da parte dell'Osl nella somma del credito di 230 mila euro” precisa il presidente. Il secondo è l'ingiunzione di pagamento verso il Comune, che risale alla fine dell'era della giunta Fabbio per la quale l'udienza civile è fissata a novembre; infine c'è la richiesta di parte civile nel processo penale contro i tre ex amministratori di Palazzo Rosso, Fabbio, Vandone e Ravazzano. “la richiesta anche in questo caso è di oltre 8 milioni”. “Siamo aperti a tutte le soluzioni, giuridicamente percorribili – conclude Buzzi – E avremo anche degli incontri con l'amministrazione per vagliare eventuali altre possibili soluzioni per il nostro caso”.

 
31/07/2014

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