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Alessandria

“Ci preocccupa il mutismo del Tra”

Grave la situazione tra problemi di bonifica e mancanza di risorse economiche. Due ore di sciopero dei lavoratori e un presidio davanti al Comunale per chiedere ai soci del Tra una presa di posizione
“Latitanza, per quanto riguarda le prospettive occupazionali. Latitanza per ciò che concerne la bonifica. Latitanza, relativamente al mantenimento di ciò che era in essere” - queste le parole di Bruno Pagano, Fistel Cisl, che denuncia (insieme con la rappresentanza di Cisl e Uil) la situazione che sta coinvolgendo i lavoratori del Teatro Comunale Alessandrino è l'immobilismo che da tempo caratterizza l'amministrazione della Fondazione. 
Martedì 26 giugno le RSU del Teatro Regionale Alessandrino, insieme ai rappresentanti di SLC CGIL, FISTel CISL e UIL COM, hanno incontrato la Presidente della Fondazione, la Dott.ssa Elvira Mancuso, che ha illustrato loro la grave situazione in cui versa il TRA soffermandosi soprattutto su la bonifica del Teatro Comunale e su i problemi economici della Fondazione, ormai giunta al collasso.
Oltre ai problemi insorti di recente relativamente alla bonifica, non ci sono le risorse economiche per garantire gli stipendi agli 8 lavoratori in forza. Gli altri 7 sono in cassa integrazione in deroga dal 10 aprile – in scadenza il 10 agosto -, con un accordo che per volontà della Presidenza prevede solo 7 dipendenti in cassa a 0 ore e un'auspicata rotazione ad oggi non ancora effettuata.

“Prima della firma di questo accordo, - spiega Antonio Torchia, Slc Cgil - proprio a fronte delle numerose criticità che continuavano ad emergere, avevamo proposto in ripetuto occasione la possibilità di estendere questo “paracadute” per tutti i 15 dipendententi perchè immaginavamo che ci sarebbe potute essere serie difficoltà per tutti i lavoratori. Va detto, inoltre, che avevamo condiviso con la presidente la possibilità di fare delle verifiche periodiche, cosa che purtroppo non c'è stato possibile fare perchè in qualche modo ci è stato negato”

A preoccupare i dipendenti del Tra è il mutismo che sta caratterizzando l'amministrazione dell'azienda. Nonostante la grave situazione, infatti, i Soci fondatori (Comune di Alessandria, Comune di Valenza, Amag, Fondazione Cral e Regione Piemonte) a detta della Presidente, non hanno ancora preso posizione.

“Ci troviamo a un'epilogo – prosegue Torchia - di una situazione che purtroppo somma un po' tutte le mancanze di chi, invece, avrebbe dovuto esercitare meglio la propria responsabilità. C'è senz'altro stata poca lungimiranza nel vedere i problemi reali e quindi nell'affrontarli”

Nessuna attività è stata ipotizzata per il futuro, nessuna bozza di stagione 2012-13. Il bilancio preventivo 2012 non è stato redatto, dunque i Soci fondatori non hanno espresso nessuna ipotesi di cifra da versare al TRA. Inoltre la Fondazione prospetta circa altri 150.000 € tra pignoramenti e istanze varie.
Resta, dunque, la preoccupazione dei lavoratori, non solo per il loro futuro, ma anche per la sopravvivenza del teatro di Alessandria, ormai chiuso da due anni, e per la vita culturale dell'intera città. I dipendenti, insieme con i sindacati, chiedono ai Soci del TRA un incontro e una decisa presa di posizione sul futuro riservato a questa Fondazione e ai 15 dipendenti.

“Oggi noi denunciamo un'immobilismo totale di tutti gli attori che all'interno del Tra hanno poteri decisionali. - sottolinea Pagano – Non ci fermeremo a queste due ore di sciopero, che hanno la finalità di portare il disagio dei lavoratori del Tra all'esterno. Avanzeremo altre richieste, coinvolgeremo altri enti. Il primo passo sarà chiedere un incontro ai soci fondatori, con i quali abbiamo necessità di confrontarci. Qualora non riuscissimo ad arrivare ad un tavolo di confronto, saremo contretti, nostro malgrado, a coinvolgere l'istanza prefettizia che forse permetterà di ricucire la controversia. Siamo per il confronto, ma non lasceremo niente di intentato.”

A tutte queste criticià si è aggiunto, ieri, anche il dissesto.

“Il dissesto coinvolge solo uno dei soci fondatori. - dice Pagano - Il fatto che uno dei soci sia impedito dalla normativa del dissesto non impedisce agli altri soci di farsi carico del mantenimento della Fondazione”

“La preoccupazione è fortissima – aggiunge Torchia - ma credo che sia importante ragionare sul fatto che il Tra non ha un solo socio, e che tutti i soci dovranno assumersi la responsabilità sul cosa fare dell'azienda” 
29/06/2012

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