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Alessandria

Caso Teatro: scoppia la bagarre in commissione politiche Ambientali

La tanto attesa commissione consiliare presieduta da Mario Bocchio parte subito con il piede sbagliato. La presenza tra i banchi dell'aula di Piera Rosi del comitato Ridatecilteatro scatena la polemica. La minoranza abbandona l'aula.
Erano mesi che la minoranza chiedeva al presidente della commissione politiche Ambientali Mario Bocchio di convocare l'aula per il caso "Teatro Comunale". Oggi, finalmente, la commissione si è riunita alla presenza del sindaco Piercarlo Fabbio, della presidente del Tra, Elvira Mancuso e dell'assessore all'Ambiente, Serafino Vanni Lai. Commissari tutti presenti e numerosi consiglieri interessati al futuro del Teatro.
Il Piano di bonifica era già stato presentato in conferenza stampa qualche giorno fa dal primo cittadino che di fronte a maggioranza e opposizione questa mattina ha riassunto la questione scatenante, cioè il piano di bonifica, i costi e soprattutto le modifiche a quello che è stato definito "il contenitore del Comunale". Infatti non solo l'aspetto strutturale e progettuale del teatro saranno oggetto di cambiamento, ma anche quello delle attività.
"Vorremmo che il teatro divenisse una struttura utilizzabile 365 giorni l'anno, non solo per attività cinematografica e teatrale, ma anche per spazi destinati alla cultura e al wellness" ha spiegato il sindaco Fabbio. Precisando come "anche la produzione cinematografica è stata indirizzata non sul classico commerciale da multisala, ma su film e spettacoli di qualità e spessore".

Non quindi una semplice bonifica del contenitore teatro, ma una vera e propria riqualificazione della mission del Comunale. Che ha però come primo compito quello di essere bonificata dopo la polvere di amianto che ha contaminato poltrone, tendaggi e sale intere, più di un anno fa, nell'ottobre 2010 e che ha portato alla chiusura della struttura fino ad oggi.
"A seguito della seconda campagna di monitoraggio, di agosto, si avevano da scegliere due strade - ha spiegato il sindaco - per la bonifica: quella di indire una gara pubblica per la scelta dell'impresa, con però l'anticipazione del denaro da parte del Comune, oppure chiedere alla società Switch 88, l'azienda che è stata protagonista della risalita delle polveri di amianto, di ripristinare i locali allo stesso modo di quando li avevano avuti in consegna".
"Quest'ultima era sicuramente - prosegue Fabbio - la soluzione economicamente più vantaggiosa, con una buona riduzione anche dei tempi di realizzazione dei lavori di bonifica". 4 i cantieri in programma, per la bonifica di tutte le aree inquinate.
I costi? "La Switch 88 si impegna ad eseguire i lavori senza oneri verso il Tra e il Comune di Alessandria. La ristrutturazione dell'impianto di riscaldamento e condizionamento sono stati presi a carico da Amag Spa, con un impegno di oltre 600 mila euro, attraverso l'allungamento del contratto di gestione di altri 5/6 anni". "Un lavoro complessivo pari a 1 milione e mezzo" , sottolinea nel suo unico intervento la presidente Mancuso.

Dopo la relazione si sarebbe dovuto aprire il dibattito, con gli eventuali interventi dei consiglieri per chiarimenti specifici. Ma la commissione è stata interrotta da un "problema tecnico" che è astato portato all'attenzione dal presidente Bocchio. In aula, tra i banchi era presente anche Piera Rosi, rappresentante del Comitato Ridatecilteatro, reduce dal presidio di sabato davanti all'Alessandrino. "Le figure esterne che non sono state invitate, non possono sedere tra i banchi, ma posso assistere da atre posizioni senza avere il diritto di parola", dichiara Mario Bocchio, facendo scoppiare la bagarre in aula.
"E' un atteggiamento vergognoso" si sente dalle fila dell'opposizione. Tra i banchi della minoranza Bellotti prende la parola e la nomina "mia consulente", come previsto dal regolamento interno, articolo 11 comma 6. "La richiesta doveva pervenire anticipatamente rispetto alla commissione", precisano il presidente e alcuni consiglieri della maggioranza, che nello specifico si sono trovati in forte imbarazzo per la situazione venutasi a creare. "Mettiamo al voto la possibilità che resti tra i banchi dei consiglieri - inveisce Enrico Mazzoni, fortemente contrariato per l'atteggiamento di Bocchio - voglio vedere chi vota contro!". Ma purtroppo i commissari di maggioranza, nonostante tutto, hanno seguito la scia del loro presidente: La Greca, Grillo, Grassi e Bocchio contrari; Abonante, Marchelli e Bellotti favorevoli. La proposta non passa e Piera Rosi si allontana sedendosi tra i banchi della parte opposta dell'aula, quelli dell'auditorio. Ma l'atteggiamento non viene proprio digerito dalla minoranza, che decide come gesto importante di abbandonare l'aula e la commissione. Tutti fatta eccezione per Paolo Berta e Paolo Bellotti che restano per avere risposte ad una serie di interrogativi.

Il consigliere dell'Idv prende la parola e come se fosse stata una vita che aspettava quel momento inizia la serie di quesiti a raffica. "Intanto la documentazione necessaria per questa commissione non c'è - preannuncia Bellotti che prosegue - non ci è stata consegnata perché la relazione il sindaco ce l'ha sul suo I-pad!". Poi inizia a porre una serie di dubbi su ciò che era stato relazionato dal sindaco: "ma un foglio scritto che la Switch 88 si fa carico dei costi c'è? Già è come chiedere a Bin Laden di ricostruire le Torri Gemelle" ironizza. E prosegue: "i rilievi per i lavori di bonifica sono stati eseguiti da una ditta privata, da personale esterno, perché non sono stati affidati agli appositi uffici dell'Asl? Anziché dare compiti a soggetti che si scoprono avere un attestato professionale che è lo stesso in possesso di molti dipendenti del Tra, a seguito di un corso frequentato due anni fa". Poi va sul penale: "è vero che alcuni soggetti del Tra, come lo stesso presidente, sono indagati? E si sono rifiutati di rispondere, avvalendosi della facoltà di non rispondere? E il piano industriale, è stato consegnato al Prefetto?". Audizione piuttosto lunga e ricca di quesiti che lascia spazio al presidente Bocchio per continue interruzioni, sulla "necessità di concludere l'intervento".
Il consigliere già innervosito dal precedente incidente in aula, si irrita e lascia l'aula, senza finire e soprattutto senza ascoltare le eventuali risposte del sindaco, che definisce l'intervento di Bellotti "un interrogatorio, poco consono all'atteggiamento da tenere in commissione".
Fabbio resta vago sulla questione prettamente penale, passando la patata bollente ai diretti interessati "quando decideranno di rispondere lo faranno loro" (anche se la Mancuso che era presente in aula e sarebbe potuta intervenire, non ha proferito nemmeno mezza parola). Il primo cittadino poi sottolinea come "il paragone delle torri gemelle non regge. E' un'opinione del consigliere Bellotti, e va bene, ma non è vero che la Switch 88 non ha le competenze per poter fare i lavori di bonifica". Sulla questione piano industriale, a detta del sindaco, la situazione per l'anno 2011, rispetto al 2010, è più complessa e per questo è ancora in fase di elaborazione perché molti dei soci del Tra hanno ridotto le risorse a disposizione". Il comune di Valenza è passato da 250 mila euro a 30 mila, e la stessa Regione Piemonte ha tagliato 200 mila euro (da 800 a 600 mila euro). "Il comune di Alessandria non riesce a compensare da solo", precisa Fabbio che conferma come il documento di bilancio sia pronto, mentre il piano industriale ancora in fase di realizzazione".
Il consigliere Berta, invece chiede al sindaco se vista la "ristrutturazione prevista" sia possibile pensare a soluzioni più consone anche per i disabili, abbattendo le barriere architettoniche che erano presenti prima". Un sì secco e la commissione si chiude.
5/12/2011

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